Biografia di
Aldir Blanc

Aldir Blanc Mendes nasce a Rio de Janeiro il 2 settembre 1946. Nacque nel quartiere di Estácio, ma ha abitato anche a Tijuca. Iniziò a comporre in adolescenza, epoca in cui imparò anche a suonare la batteria. Come batterista suonò al Teatro Azul e prese parte al gruppo Rio Bossa Trio, che, quando vi si aggiunse il suo compagno artistico Silvio da Silva Junior, cambiò nome in GB-4. Nel 1966, entrò alla Faculdade de Medicina, dove si specializzò in Psichiatria. Nel 1968, compose con Sílvio da Silva Júnior "A noite, a maré e o amor", canzone classificata al "III Festival Internacional da Canção" (TV Globo). L'anno seguente portò in classifica altre tre canzoni al "II Festival Universitário da Música Popular Brasileira": "De esquina em esquina" (scritta con César Costa Filho), interpretata da Clara Nunes; "Nada sei de eterno" (scritta con Sílvio da Silva Júnior), cantata da Taiguara; e "Mirante" (scritta con César Costa Filho), interpretata da Maria Creuza. Nel 1970, al "V Festival Internacional da Canção" si classificò con la composizione "Diva" (scritta con César Costa Filho). Nello stesso anno ottenne il suo primo grande successo "Amigo é pra essas coisas" in collaborazione con Sílvio da Silva Júnior, interpretata dal gruppo MPB-4, col quale partecipò al "III Festival Universitário de Música Popular Brasileira". In quello stesso periodo prese parte al Movimento Artístico Universitário (MAU) con gli amici del quartiere (Cesar Costa Filho, Gonzaguinha, Ivan Lins e Marco Aurélio), che cercava di ottenere una maggiore divulgazione della musica brasiliana. Sempre nel 1970, conobbe João Bosco, uno dei suoi partner artistici più importanti e col quale ottenne i primi successi. Nel 1971, Elis Regina incise Bala com bala (primo successo della coppia). Nel 1972, lanciarono Agnus sei, interpretata e accompagnata alla chitarra da João Bosco, nel primo Disco de Bolso, del settimanale O Pasquim. Nel 1973, fu lanciato dalla RCA un LP in cui João Bosco interpreta composizioni della coppia. Nel 1974, Elis Regina lancia un altro LP per la Philips, che comprende nuove composizioni del sodalizio: O mestre-sala sos mares, Dois pra là, dois pra cà e Caça à raposa. Sempre nel 1974, Aldir Blanc fu uno dei fondatori della Sombràs, entità destinata a difendere i compositori ed i diritti d'autore. Nel 1975 uscì per la RCA l'LP "Caça à Raposa", di João Bosco, con De frente pro crime, Kid Cavaquinho, Rancho da Goiabada ed altre canzoni, rispetto a quelle lanciate da Elis Regina, che incise anche uno dei maggiori successi della coppia: O bêbado e a equilibrista, nel 1979. Abbandonò definitivamente la Medicina nel 1973 e fondò, nel 1979, la Sociedade do Artista e Compositor Independente (SACI). La sua canzone "Nação" (scritta con João Bosco e Paulo Emílio), incisa nel 1982 nel disco omonimo, fu un grande successo grazie alla voce di Clara Nunes. Nel 1983, ruppe la sua partnership con João Bosco. Con la sua creatività, ricchezza e fluidità verbale, non è sempre facile trovare un compositore che si adegui alla poesia di Aldir. Con Maurício Tapajós, ha composto tra le altre Querelas do Brasil. Fu sempre con Maurício Tapajós che Aldir si è avventurato come interprete in un LP indipendente (oggi raro), nel 1984.

Nel 1996 fu inciso il disco commemorativo Aldir Blanc - 50 Anos, con la participazione di Betinho a fianco degli MPB-4 in O Bêbado e a Equilibrista. Questo disco presentava varie altre partecipazioni speciali quali Edu Lobo, Paulinho da Viola, Danilo Caymmi e Nana Caymmi. L'album dimostra, inoltre, la varietà di collaborazioni presente nelle composizioni di Aldir, che ha unito le sue parole alle melodie di Guinga, Moacyr Luz, Cristóvão Bastos, Ivan Lins e molti altri. Un partner artistico particolarmente degno di nota è il compositore Guinga, col quale ha composto, tra le molte altre, "Catavento e Girassol", "Nítido e Obscuro" e "Baião de Lacan", "Canibaile", "Chá de Panela", "O Coco do Coco". Sempre nel 1996, Leila Pinheiro lanciò il disco Catavento e Girassol, esclusivamente con canzoni della coppia Aldir Blanc - Guinga. Nel disco è presente un omaggio a Hermeto Pascoal, con la canzone Chá de Panela, che dice che "foi Hermeto Pascoal que, magistral, me deu o dom de entender que, do riso ao avião, em tudo há som" (fu Hermeto Pascoal che, magistrale, mi diede il dono di comprendere che, dalla risata all'aeroplano, in tutto vi è un suono). Con Moacir Luz e P.C. Pinheiro ha composto Saudades da Guanabara.

Nel 2000, ha partecipato come ospite speciale al disco del compositore Casquinha da Portela, interpretando il brano "Tantos recados" (Casquinha e Candeia). Ha pubblicato nel 2006 il libro "Rua dos Artistas e transversais" (Editora Agir), che riunisce i suoi libri di racconti "Rua dos Artistas e arredores" (1978) e "Porta de tinturaria" (1981), ed altri 14 racconti scritti per la rivista "Bundas" e per il "Jornal do Brasil".

Nel 1999 fu messo in scena anche il musical Aldir Blanc, Um Cara Bacana, scritto da Cláudio Tovar.

 
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O bebado e a equilibrista
Joao Bosco, Aldir Blanc, 1979

Caía
a tarde feito um viaduto
E um bêbado trajando luto
Me lembrou Carlitos...

A lua,
Tal qual a dona do bordel
Pedia a cada estrela fria
Um brilho de aluguel

E nuvens!
Lá no mata-borrão do céu
Chupavam manchas torturadas
Que sufoco!

Louco!
O bêbado com chapéu-coco
Fazia irreverências mil
Prá noite do Brasil. (Meu Brasil!...)

Que sonha
Com a volta do irmão do Henfil.
Com tanta gente que partiu
Num rabo de foguete

Chora!
A nossa Pátria mãe gentil
Choram Marias e Clarisses
No solo do Brasil...

Mas sei,
que uma dor assim pungente
Não há de ser inutilmente
A esperança...

Dança
Na corda bamba de sombrinha
E em cada passo dessa linha
Pode se machucar...

Azar!
A esperança equilibrista
Sabe que o show de todo artista
Tem que continuar...

Alcune notizie sul brano...

La melodia nasce chiaramente dal tema di Smile di Charlie Chaplin (da Luci della Ribalta) e contiene una dedica esplicita a Charlot (Carlitos in Brasile).

Il testo, di poeticità e drammaticità elevatissime, merita di essere compreso anche da chi non conosce la lingua del Brasile:

L’UBRIACO E L’EQUILIBRISTA
Cadeva a pomeriggio avanzato un viadotto
E un ubriaco vestito a lutto mi ricordò Charlot.
La luna, come la padrona del bordello,
Chiedeva a ogni stella fredda un po' di luce in prestito.
E le nuvole, là nella carta assorbente del cielo,
Succhiavano macchie torturate, che asfissiante follìa!
L'ubriaco con la bombetta faceva mille irriverenze per la notte del Brasile, mio Brasile.
Che sogna il ritorno del fratello di Henfil, con tanta gente che è partita sulla coda di un razzo
Piange la nostra Patria, madre gentile; piangono le Marie e le Clarisse, sul suolo del Brasile.
Ma so che un dolore così pungente non può essere tale inutilmente.
La speranza danza con l'ombrellino sulla corda allentata, e ad ogni passo di questa linea si può far male.
E' destino! La speranza equilibrista sa che lo show di ogni artista deve continuare.

Anche così il testo ci appare comunque di difficile comprensione, perchè in realtà è una sorta di testo in codice, pieno di riferimenti alla realtà politica del Brasile ed alla repressione della dittatura.

L’ubriaco rappresenta tutti gli artisti, i poeti, i musicisti, i "matti" in generale, che ubriachi di libertà, nonostante il regime, le difficoltà, osavano alzare la loro voce contro la dittatura. L’equilibrista è invece la speranza in un futuro diverso, nella democrazia, in un progetto di apertura politica graduale, che ad ogni "elezione", ad ogni evento che disturbava i militari (marce, manifestazioni di dissenso), vedeva minacciata la sua esistenza.

Caía a tarde feito um viaduto: il “calar della sera” non era affatto quel momento di pace, di quiete che si accompagna al tramonto, allora in Brasile era il momento in cui la polizia politica, il famigerato DOI-CODI (Destacamento de Operações de Informações – Centro de Operações de Defesa Interna) iniziava le sue sessioni di tortura… E a cadere non è solo la sera, ma anche la strada sopraelevata “Elevado Engenheiro Freyssinet” a Rio de Janeiro, costruita nel corso della dittatura, che il 20 novembre 1971 si sgretolò travolgendo auto e mezzi pubblici… Si contarono 50 morti, ma i “gorilla”, gli uomini della la censura, non permisero la diffusione della notizia, né le vittime ricevettero mai alcun risarcimento o idennizzo. Analogo episodio avvenne anche a Belo Horizonte, dove crollò il viadotto della Gameleira.

E um bêbado trajando luto me lembrou Carlitos: l’ “ubriaco vestito a lutto che sembra Charlot” rappresenta l’opposizione al regime, i dissidenti di sinistra, visti come l’allegro e malinconico vagabondo creato da Charlie Chaplin, ma che porta il lutto per tutti coloro che in quegli anni terribili furono assassinati, torturati fino alla morte, fatti sparire. Le cifre della repressione in Brasile tra il 1964 ed il ritorno alla democrazia non sono certo quelle terribili dell’Argentina, ma si parla comunque di centinaia di assassinati e scomparsi e di migliaia di torturati.

La luna, maitresse di un bordello, è la classe politica ed imprenditoriale, civili che accettavano il ruolo di marionette: nel gergo dei dissidenti i politici erano chiamati “i luna nera” perché erano talmente asserviti al regime che se il regime avesse chiesto loro di dichiarare che la luna era nera lo avrebbero fatto. Alcuni di questi civili crebbero tanto che superarono in potere i loro stessi "creatori" in uniforme. Il bordello sono la Camera dei Deputati ed il Senato, paragonati a bordelli a causa degli affari immorali che vi si concludevano. Le stelle fredde sono i militari, i generali, padroni del potere, glaciali, distanti, i detentori del potere, che stanno dietro le quinte accumulando anch’essi ricchezze per sé ed i propri familiari e leccapiedi. Alcuni di questi non figurarono mai come governanti, preferendo intrallazzare in secondo piano. Si accontentavano di qualche privilegio astronomico e qualche inezia di incarichi di direzione in imprese statali o del potere di assumere poche decine di parenti e correligionari in pubblici impieghi. Dunque il senso potrebbe essere: i politici e gli imprenditori, come i padroni del Senato chiedevano ai militari un luccichio in affitto, ossia un tornaconto e quindi, grazie alla complicità con i militari, si arricchivano alle spalle del paese… La luna, che brilla della luce riflessa di stelle fredde: secondo un’altra interpretazione la luna sarebbe la compagnia televisiva Rede Globo che si strutturò proprio negli anni del regime (nasce nel 1965) e che fu il suo principale strumento di manipolazione.

Le nuvole sono i torturatori, visibili a tutti, pur essendo diafani, ma intoccabili e irraggiungibili.. La carta assorbente si usava per asciugare le macchie quando si scriveva col pennino. Le macchie sono i dissidenti, i ribelli, gli inconformi, gli oppositori, chiamati “macchie della società”, errori nello scritto, disordine, indisciplina e la carta assorbente è la temibile polizia politica, il DOI-CODI, la carta assorbente del regime che “assorbe”, uccide, elimina queste macchie torturate. Tortura che avveniva di nascosto. Il regime non ammise mai di torturare persone, ma non ci furono comunque mai punizioni per i casi di cui, nonostante la censura alla stampa, si venne a sapere. La polizia è rappresentata “nel cielo”, perché per il cittadino comune, le prigioni erano irraggiungibili, inaccessibili. Secondo altre interpretazioni potrebbe anche essere un riferimento al silenzio ed alla copertura offerta al regime dalla chiesa cattolica

L’artista/ubriaco fa mille irriverenze al regime, ribellandosi di nascosto con la sua arte e la sua poesia, coi suoi sberleffi alla notte del Brasile che è appunto la dittatura. Un tema ricorrente nelle canzoni dell'epoca. Il ritorno delle libertà politiche è paragonato al sorgere del giorno, così come la dittatura è paragonata alla notte. Di nuovo dunque gli “ubriachi”, gli oppositori e fra di loro, in prima linea, artisti come Elis Regina che non smisero mai di levare le loro voci contro la dittatura. Questa stessa canzone è una delle “mille irriverenze”.

Brasile che sogna il ritorno del fratello di Henfil, che era lo pseudonimo di Henrique de Sousa Filho, pungentissimo vignettista e giornalista (malvisto e molto sorvegliato dal regime). Suo fratello, Herbert José de Sousa, detto Betinho, sociologo ed attivista per i diritti umani che nel governo di Fernando Henrique aveva organizzato il programma di lotta alla fame.. Fu costretto all’esilio in Cile e poi, quando avvenne il golpe di Pinochet, dovette fuggire in Canada e poi Messico. Lottatore sociale per la riforma agraria e contro la fame e la povertà. Sia Henrique Filho, sia Betinho de Sousa erano emofilici e sono morti di AIDS, contratto a causa delle trasfusioni cui dovevano sottoporsi. Quindi il Brasile sogna per il ritorno di persone che, come Betinho de Sousa, lottano per i diritti umani, insieme a tutta l’altra gente che è andata in esilio.
Essere sulla coda di un razzo significa trovarsi in una situazione pericolosa, che con altre espressioni tipiche viene designata come una "buca", una (doccia) "fredda". Si usa dire: "son salito su una (canoa) bucata" o "sono entrato in una (doccia) fredda" o "sono passato dal tubo" o ancora, appunto, "ho preso la coda di un razzo." Per indicare che ci si è allontanati in fretta da una situazione molto rischiosa. Indica pertanto la fuga precipitosa di tutti coloro che, come Betinho, furono costretti a scappare per evitare di essere arrestati, torturati, uccisi. Diversamente, potrebbe anche indicare gli scomparsi, coloro che per essersi opposti al regime finirono malamente chissà dove.

Piange la nostra patria, madre gentile, piangono le Maria (il riferimento è a Maria Fiel, la moglie dell'operaio moglie di Manuel Fiel Filho, ucciso sotto tortura da agenti del DOI-CODI (SP) nel gennaio del 1976) e le Clarissa (Clarice Herzog, moglie del giornalista Wladimir “Vlado” Herzog anche lui torturato a morte nell’ottobre del 1975). Maria e Clarissa sono dunque il simbolo di tutte le donne, madri, mogli, compagne, di tutti gli assassinati dalla dittatura, da tutte le dittature.
Ma io (che sono un artista ubriaco di libertà) so che un dolore così forte non sarà vano.
La speranza, l’equilibrista, che danza tenendosi in bilico come un’acrobata sul filo col suo ombrellino può cadere ad ogni passo e farsi male, ma in barba alla sorte, al destino, la speranza sa che lo spettacolo di ogni artista che ama la libertà deve andare avanti comunque.
Azar! È un'espressione di disprezzo della sorte, di assenza di paura. Se qualcuno avverte un altro di un qualche pericolo che questi non prende in considerazione o disprezza, in Brasile si risponde: "Sfiga!" (Azar), "Dannazione!" (Dana-se), "Non ci sono nemmeno!" (Não estou nem aí) o ancora "E allora?" (E daí?!). Dunque, tutti gli artisti degni di questo titolo, quelli veramente ubriachi di libertà, sanno di dover continuare lo spettacolo, la denuncia, la resistenza ad ogni costo.


 

Biografia di
Joao Bosco


João Bosco de Freitas Mucci è nato il 13 luglio 1946, a Ponte Nova, Minas Gerais, sesto figlio di D. Lilá e Sr. Daniel. A 4 anni inizia la sua vita artistica cnatando canzoni durante la messa in parrocchia. A 12 anni acquista una chitarra verde e forma il suo primo gruppo musicale rock: “X_GARE”. Nel 1962, si trasferisce a Ouro Preto, dove svolge studi scientifici ed entra alla scuola tecnica di mineralogia. Nel 1967, entra al corso di ingegneria dell'università UFOP, e consegue la laurea in ingegneria civile nel 1972. Ma nel 1967 conosce anche il poeta Vinicius de Morais e collabora con lui in alcune canzoni. Nel 1970 conosce il poeta Aldir Blanc col quale forma una coppia musicale in più di un centinaio di canzoni.

Nel 1972 incide il di esordio, progetto del giornale "O Pasquim", sotto la supervisione di Ziraldo e del compositore Sérgio Ricardo. Da un lato lo sconosciuto João Bosco, un giovane compositore, e dall'altro lato il grande maestro Tom Jobim. Nello stesso anno conosce la cantante Elis Regina che incide "Bala com Bala", scritta dalla coppia Bosco - Blanc. Nel 1973 si trasferisce a Rio de Janeiro ed incide il suo primo LP per la RCA Victor. La sua vita artistica decolla. Nel 1974 intensifica la collaborazione con Aldir Blanc a Rio de Janeiro, ed Elis Regina incide nel disco "Elis" tre nuove canzoni della coppia: "O Mestre Sala dos Mares", "Dois pra Lá e Dois pra Cá" e "Caça à Raposa", che darà il titolo al secondo disco di João Bosco. Il samba "O Mestre Sala dos Mares", in collaborazione con Aldir Blanc, fu realizzato in omaggio al marinaio João Cândido, leader della Revolta da Chibata del 1910, più noto come "Almirante Negro", inviso alla censura dell'epoca, e pertanto appare nel testo della canzone come "navegante negro". Nessun altro taglio fu effettuato nella canzone. Nel 1975 incide il suo secondo disco: "Caça à Raposa", per la RCA Victor, con parole di Aldir Blanc, che comprendeva successi quali "Dois pra Lá e Dois pra Cá", "De frente pro Crime", "Kid Cavaquinho", "O Mestre Sala dos Mares"; il successo per la coppia arriva quindi in maniera definitiva. Nello stesso anno, insiee ad altri artisti, vengono espulsi dalla SICAM (Sociedade Independente de Compositores e Autores Musicais) nell'ambito della battaglia per i diritti d'autore. Nel 1976 lancia il disco "Galos de Briga", per la RCA Victor con testi di Aldir Blanc, contenente fra gli altri successi "O Ronco da Cuíca", "Transversal do Tempo" che diede il titolo al disco-show di Elis Regina. Nel disco erano presenti partecipazioni di Angela Maria in "Miss Suéter", Toots Thielmans in "Transversal do Tempo", Hildo Hora, il produttore dei dischi di João Bosco alla RCA Victor. Inaugura uno dei progetti di maggiore successo di divulgazione musicale ideato da Albino Pinheiro il "Seis e Meia", al teatro João Caetano di Rio de Janeiro. Alla fine del 1976, João Bosco e Aldir Blanc rifiutano il premio "Golfinho de Ouro", in favore del compositore Cartola. Ricevono il trofeo "Compositores do Ano", premio concesso dalla Associação Brasileira dos Produtores de Disco. Nel 1977 incide "Tiro de Misericórdia" per la RCA Victor, in particolare emerge il brano dal titolo "Falso Brilhante" che darà anche il nome ad un altro disco-show di Elis Regina. Nel 1978 svolge tournèe in giro per il Paese per promuovere il disco "Tiro de Misericórdia". Nel 1979 lancia un altro disco per la RCA Victor "Linha de Passe", in coppia con Aldir Blanc ed il nostalgico poeta e compositore Paulo Emílio. Emerge fra gli altri "O Bêbado e a Equilibrista" classico della MPB, nota come l'inno della amnistia politica, inciso da Elis Regina e scelto fra le 14 canzoni brasiliane del secolo dalla ABL. Nel 1980, João Bosco incide "Bandalhismo", per la RCA Victor. Nel 1981, lancia il disco "Essa é a Sua Vida", per la RCA Victor, ultimo per questa casa discografica.

Nel 1982, incide il disco "Comissão de Frente", l'unico per la Ariola, contenente successi come "Nação" incisa anche da Clara Nunes, "A Nível de..." e "Siameses" con la partecipazione straordinaria di Nana Caymmi. Lancia "100^ Apresentação", quando termina la centesima esibizione del suo show in vari teatri con grande successo. Il disco era inciso dal vivo. Nel 1983, João Bosco compie la sua prima esibizione internazionale al 17º festival di Montreux "Brazil Night". L'esibizione fu registrata in un disco per la Barclay, che vedeva anche la partecipazione di Caetano Veloso e Ney Matogrosso. Ricevette critiche entusiate da parte dei giornali Le Monde e Liberation, per la sua grande performance. Nel 1984, lancia il disco "Gagabirô" per la Barclay, iniziando a comporre da solo e con altri partner musicali; il lavoro si fa più cosciente e rappresentativo della mescolanza di razze del Brasile. Emerge il successo "Papel Machê" in collaborazione con Capinam. "Prêt-a-Porter de Tafetá" riceve il premio di migliore canzone. Nel 1985 intraprende una turnèe in Brasile ed in Europa. Nel 1986 lancia il disco "Cabeça de Nêgo" sempre con la Barclay, dando continuità ad una nuova fase, iniziata con il disco "Gagabirô" - le parole imitano sempre più i suoni: le parole associate alla sonorità della musica, in un linguaggio percussivo, visione ampia dell'essenza dell'essere nero. La costante ricerca nel processo di creazione porta a nuove sperimentazioni estetiche e musicali.

Nel 1987 lancia il disco "Ai Ai Ai de Mim", il suo primo lavoro per la CBS, prodotto dal pianista Ronnie Foster, con Harvey Mason alla batteria e David Sambord al sax. João Bosco consolida la sua carriera internazionale, iniziata nel 1983. Nel 1988 partecipa al disco "Festival", del chitarrista Lee Ritenour. Nel 1989 incide il nuovo disco "Bosco" per la CBS. Con l'eccezione del classico "Corsário" in coppia con Aldir Blanc, "El Manisero" di Moisés Limons, con adattamento di João Bosco, come "Vendendo Amendoim com El Manisero" e "Então Que Quereis" poema di Maiakóvski, i rimanenti testi e musiche del disco sono opera di João Bosco. Fa la stagione a Rio de Janeiro (al Canecão) ed a São Paulo. Partecipa nuovamente al festival di Montreux ed una tournèe in Europa. Nel 1990 si esibisce in spettacoli nelle diverse capitali del Paese ed in giro per l'Europa.

Nel 1991 lancia il disco "Zona de Fronteira", per la Sony Music, in coppia con i poeti Wally Salomão e Antônio Cícero. Il disco rompe le frontiere, segna l'apparizione di un trio forte nella musica popolare, artisti di differente formazione, solida, con un'identità definita. "Zona de Fronteira" é un territorio che invita all'esplorazione e João, ancora una volta, oltrepassa le barriere armoniche e mantiene l'unità del disco "attraversando ritmi e culture". Nel 1992 lancia "João Bosco Acústico MTV", per la Sony Music. La grande sonorità produce risultati imprevedibili mediante l'unione di ingredienti ritmici disparati come Eleanor Rigby di Lennon e McCartney e l'antologica "Fita Amarela" di Noel Rosa; realizza poi una retrospettiva delle sue opere, ricreandole. Si esibisce in vari spettacoli in varie capitali del Paese e tournèe in giro per l'Europa. Si esibisce nuovamente al Canecão ed all'Olímpia (Rio de Janeiro). Nel 1993, partecipa al Festival del Jazz di Montpellier e nel corso dell'anno compie una grande tournèe. Nel 1994 incide "Na Onda Que Balança" per la Sony Music, negli studi di Rio de Janeiro e Los Angeles; contiene lavori in coppia con Abel Silva ("Por Um Sorriso"), Belchior ("Momentos Roubados"), Cacaso (poeta già scomparso, "Liberdade") ed omaggi allo scrittore Guimarães Rosa con la canzone "Rosamundo"; le altre composizioi del disco portano la firma di João Bosco. Viaggia in tournèe per l'Europa, dove si esibisce in 31 spettacoli. É invitato a prendere parte al festival "All Blues" a Zurigo, dividendo il palco con il sassofonista americano Joe Henderson. Nel 1995 esce il CD "Dá licença meu Senhor", per la Sony Music, dove interpreta ricreandole 14 canzoni di differenti autori di diverse epoche fra cui Heitor Villa Lobos, Noel Rosa, Ary Barroso, con l'eccezione della canzone inedita "Pagodespell", realizzata insieme a Oswald de Andrade, Caetano Veloso e Chico Buarque de Holanda. Compare a Lisbona, accompagnato dal percussionista Paulinho da Costa, dal pianista (e arrangiatore di vari dischi di João Bosco) César Camargo Mariano, del sassofonista Paulo Moura e del bassista John Patitucci. É invitato dalla Tower Records a firmare il CD "Dá licença meu Senhor". Realizza lo show di apertura degli "Heineken Concerts", invitando per lo spettacolo, il bassista John Patitucci, il percussionista Paulo da Costa, il sassofonista Paulo Moura, il pianista César Camargo Mariano, insieme ai musicisti della sua band di quel periodo: Victor Biglione, Jamil Jones e Armando Maçal. Gli spettacoli furono svolti a São Paulo ed a Rio de Janeiro. Nel 1996, si presenta al festival di Bordeaux, così come alla 30ª edizione del Festival di Montreux "Noite Brasileira". E, insieme ai maggiori artisti brasiliani che partecipavano al festival, ha dato omaggio a Elis Regina, cantando "O Bêbado e a Equilibrista". É omaggiato dalla Prefeitura de Belo Horizonte con il "Sucesso Mineiro", ricevendo il trofeo insieme con altri artisti di differenti settori. Nel 1997 incide il CD "As Mil e Uma Aldeias", per la Sony Music, dando origine ad una nuova collaborazione con il figlio, il poeta e saggista Francisco Bosco, que lanciava in seguito il secondo libro di poesia "Atrás da Porta". Il disco, con forte ispirazione da parte dell'universo arabo, crea una profusione di ritmi e João Bosco colpisce nel segno con la nuova collaborazione che si armonizza totalmente con la sua creatività musicale. Nel 1998 è autore della colonna sonora creata per il nuovo spettacolo della Companhia de Dança Grupo Corpo - "Benguelê", lavorando all'elaborazione della musica con Paulo Perdeneiras ed il coreografo Rodrigo Perdeneiras. La colonna sonora dello spettacolo fu incisa nel CD "Benguelê". Il balletto si è presentato al Teatro Municipal di Rio de Janeiro, e successivamente in vari Paesi. Benguelê è "una forma di viaggio", "miscela di suoni spagnoli (soprattutto flamenco) arabi ed africani". Lo spettacolo fu presentato anche a São Paulo allo SESC Pompéia in agosto, a marzo al Canecão a Rio de Janeiro, a settembre al Teatro João Caetano. Partecipa al JVC Jazz Festival a New York, denominato "Brazilian Jazz Ensemble" insieme ad altri artisti fra cui Leny Andrade, Toninho Horta e Egberto Gismonte. Sul palco dell'Alvery Fisher Hall. Nel teatro Rival, riceve il trofeo "Eletrobrás da MPB". Nel 1999 fa la stagione al Teatro Rival (Rio de Janeiro) e inaugura la "Lona Cultural João Bosco" con uno show. É un'impresa realizzata dalla Prefeitura Municipal di Rio de Janeiro in omaggio al compositore ed ha alcune installazioni al Bairro Vista Alegre. Nel 2000, incide il 20º disco "Na Esquina", per la Sony Music, consolida la collaborazione col figlio, il poeta Francisco Bosco, dando seguito alla proficua collaborazione, iniziata con "As mil e Uma Aldeias"; il CD comprende arrangiamenti di Jaques Morelembaun, ed investe a fondo nella ricerca di ritmi "in un legame indissociabile con la musica nera, sia essa di origine africana, afro-cubana, o afro--brasiliana". Il CD porta nuove canzoni in collaborazione con Francisco Bosco e tre versioni di classici come "Fools Rush IN" di J. Mercer e Rube Bloom, "Siboney" di Lecuona, e "True Love" di Cole Porter, con parole di Francisco Bosco. Nel 2001, incide il CD doppio dal vivo, contenente il repertorio completo dello show "Na Esquina Ao Vivo". Interpreta spettacoli in diversi capoluoghi del Paese e tournèe in Europa (col pianista cubano Gonzalo Rubalcaba) e negli Stati Uniti. Riceve un grande omaggio: per ballare alla Gafieira Estudantina, si dovrà salire la "Escadaria Cantor e Compositor João Bosco" (scala del Cantante e Compositore Joao Bosco). Nel 2002 riceve il titolo "Cidadão de Ouro Preto", (cittadino di Ouro Preto) concesso dalla Câmera de Vereadores (Camera dei Consiglieri) della città. Nel 2003 incide il CD "Malabaristas do Sinal Vermelho", per la Sony Music. Il disco segna trent'anni di carriera, in un progetto autorale con 11 brani inediti, oltre alla reincisione di "Andar com Fé" di Gilberto Gil. Tutti i brani furono composti da João Bosco e Francisco Bosco, eccetto "Eu Não Sei Seu Nome Inteiro" di João, João Donato e Francisco Bosco e "Terreiro de Jesus" di João, Edie Pacheco e Francisco Bosco. La chitarra insuperabile, alla permanente ricerca di nuove sonorità e ritmi, unita alla qualità poetica di Francisco Bosco, fanno del CD un classico della MPB. "Malabaristas do Sinal Vermelho" fu riconosciuto fra "Os melhores de 2003 na música" dalla crítica. Nel corso dell'anno, venne lanciato il "Song Book João Bosco", della Lumiar, ideato e prodotto da Amir Chediak (ora scomparso). Il libro contiene le canzoni con gli accordi (per chitarra elettrica ed acustica), un vasto materiale fotografico, la biografia elaborata da Zuza Homem de Melo e una intervista di Almir Chediak a João Bosco. Si tratta di tre volumi per un totale di 123 canzoni, interpretate da artisti di differenti generazioni. Il lancio fu tenuto al teatro Rival di Rio de Janeiro. Nel 2004 João Bosco e Aldir Blanc ricevono il prêmio "Shell de Música 2004", nella sua 24ª edizione, al teatro Carlos Gomes di Rio de Janeiro. Si esibì in spettacoli in giro per il Paese, negli Emirati Arabi ed in Europa. Nel 2005 è fatto omaggio dalla Banda da Escola de Música da Rocinha, con il lancio del CD "BanDaCapo canta João Bosco". Nel 2006 lancia il CD ed il DVD "Obrigado gente" dal vivo all'Auditório Ibirapuera a São Paulo, per la Universal. É un lavoro retrospettivo, in cui svolge una rilettura strumentale delle canzoni incluse, come registro della fase attuale in cui vive il compositore. Artisti della MPB come Djavan, Guinga, Yamandu Costa, Hamilton de Holanda participarono come ospiti all'incisione del CD. Partecipa alla 17ª notte del "Festival Enjoy Jazz" a Ludwigshafen, in Germania, a fianco del pianista cubano Gonzalo Rubalcaba. Si esibisce in numerosi spettacoli nei vari capoluoghi del Paese e tournèe in Europa insieme a spettacoli negli Emirati Arabi. Nel 2007, è ospite in dieci concerti in Brasile, insieme alla tedesca NDR Big Band, iniziando la tournèe al Teatro Municipal di Rio de Janeiro. Nel 2008 partecipa al "Bossa Brasil Pictures Festival 2008" al celeberrimo Birdland a New York. É ospite all'apertura della nuova stagione dell'Orquestra Jazz Sinfônica al parco Ibirapuera a São Paulo. É una delle attrazioni nei festeggiamenti per la commemorazione per i 19 anni della fondazione del "Memorial da América Latina", a Barra Funda a São Paulo. Participò alla inaugurazione - compreso il simbolico taglio del nastro - della nuova casa della musica di São Paulo "Esquina da MPB- Bar Brahma". Si presenta per il progetto dei 200 anni del Banco do Brasil, il CCBB (Centros culturais Banco do Brasil) di Salvador, Cuiabá, Brasília, Rio de Janeiro, São Paulo. Si esibisce nelle principali regioni brasiliane. Partecipa alla notte brasiliana di Montreux a fianco di Milton Nascimento e della Família Jobim a luglio. In agosto viaggia ad Amburgo dove incide il CD con la sua opera insieme all'orchestra NDR BIG BAND. Nel 2009, João Bosco ritorna allo studio e lancia il suo primo disco di inediti in sei anni. "Não vou para o céu, mas já não vivo no chão" conta 13 brani e tra le altre novità alcune composizioni in coppia con Aldir Blanc e solo un brano non ha la firma di João Bosco: il samba "Ingenuidade", di Serafim Adriano. "É l'album di un grande cantante, con dominio totale della tecnica, emozione nella giusta misura, un timbro pieno di brillantezza, aspro e tagliente nella sua dolcezza, la cui soavità è una delle sue sperimentazioni. É il disco di un grande strumentista, egli stesso un caposcuola della chitarra brasiliana, come, ciascuno a proprio modo, João Gilberto, Baden Powell e Gilberto Gil. É il disco di un grande compositore, dono di un linguaggio proprio, nel quale le invenzioni melodiche ed armoniche sono simultaneamente spontanee ed eleganti. La somma dei tre fece la propria storia nel vasto quadro della canzone brasiliana, e ora prende, con Não vou pro céu mas já não vivo no chão, un supplemento entusiasmante." Così lo riassume il poeta Eucanaã Ferraz in un estratto del comunicato sul lavoro. Nel 2010 proseguue nella tournèe di divulgazione del suo più recente lavoro ed interpreta vari spettacoli in Brasile ed in Europa, sempre con ottima risposta di critica e di pubblico. Il CD "Senhoras do Amazonas", inciso con la NDR BIG BAND viene lanciato in Germania.

Joäo Bosco si segnala per la singolare fusione tra la cultura musicale araba, i ritmi afro-Americani, la Bossa Nova Brasiliana e il jazz. Le sue composizioni sono, da un punto di vista melodico e armonico, tra le più interessanti e innovative nel solco della musica popolare brasiliana MPB.

La copertina del disco "Linha de Passe" (1979) in cui compare per la prima volta