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Bossa Nova

Riassumere il fenomeno della bossa nova è riassumere in due parole la storia del mondo della musica. La bossa nova è un vero e proprio stile di vita. Sono stati scritti interi libri sul movimento, pertanto un riassunto, per quanto possa essere esaustivo, sarà sempre lacunoso.

All'inizio, il termine era solo relativo ad un nuovo modo di cantare e suonare il samba dell'epoca, ossia, ad una riformulazione estetica all'interno del moderno samba carioca urbano. Col passare degli anni, la Bossa Nova si è trasformata in uno dei movimenti più influenti della storia della Musica Popolare Brasiliana, conosciuto in tutto il mondo.

La parola bossa è comparsa per la prima volta negli anni '30, in Coisas Nossas, samba del popolare cantante Noel Rosa: O samba, a prontidão/e outras bossas,/são nossas coisas(...). L'espressione bossa nova iniziò ad essere isata anche nel decennio successivo per i sambas de breque, basati sul talento di improvvisare con stop improvvisi durante il brano per incastonare le parole. Alcuni critici musicali evidenziano una certa influenza che la cultura americana del dopoguerra, di musicisti come Stan Kenton, combinata all'impressionismo erudito di Debussy e Ravel, ha nella bossa nova, soprattutto il cool jazz ed il bebop. Nonostante ci sia stata una piccola influenza della musica straniera come il Jazz, la Bossa Nova ha elementi di samba sincopato. Inoltre, aveva un fondamentale anticonformismo nei confronti del formato musicale dell'epoca. I cantanti Dick Farney e Lúcio Alves, che ottennero successo negli anni '50 con un'istanza soave e minimalista (in opposizione a cantanti di grande potenza sonora) sono anche considerati elementi d'influenza positiva sui ragazzi che creeranno la Bossa Nova. Un embrione del movimento, già negli anni '50, erano le riunioni casuali, frutto di incontri di un gruppo di musicisti della classe media carioca in appartamenti della zona Sud, come quella di Nara Leão, nell'Avenida Atlântica, a Copacabana. In questi incontri, ogni volta più frequenti, a partire dal 1957, un gruppo si sarebbe riunito per fare ed ascoltare. Fra i partecipanti si trovavano compositori di musica brasiliana come Billy Blanco, Carlos Lyra, Roberto Menescal e Sérgio Ricardo, tra gli altri. Il gruppo fu ampliato, accogliendo anche Chico Feitosa, João Gilberto, Luiz Carlos Vinhas, Ronaldo Bôscoli, tra gli altri. Il primo movimento musicale brasiliano uscito dalle facoltà universitarie, poichè i primi concerti vennero tenuti in ambito universitario, poco a poco quello che sarebbe diventato la bossa nova andò ad occupare i bar del circuito di Copacabana, in quello che era chiamato Beco das Garrafas. Alla fine del 1957, in una di queste esibizioni, nel Colégio Israelita-Brasileiro, venne l'idea di dare un nome al nuovo genere - sebbene fosse allora denominato samba sessions, in un'allusione alla fusione di samba e jazz -, dovuto ad un messaggio scritto su di una lavagna, probabilmente da parte di una segretaria del colégio, che chiamaa le persone ad una esibizione di samba-sessions ad una lezione "bossa-nova". All'evento participavano Carlos Lyra, Ronaldo Bôscoli, Sylvia Telles, Roberto Menescal e Luiz Eça, che furono annunciati come "(...)grupo bossa nova apresentando sambas modernos". Si ritiene anche che, secondo quanto molti affermano, che lo spirito bossa-novista si incontrava già nella musica che Jobim e Moraes avevano scritto, nel 1956, per l'opera Orfeu da Conceição, primo lavoro della coppia, che rischiò di non avvenire, perchè Vinícius inizialmente entrò in contatto con Vadico, il famoso partner musicale di Noel Rosa ed ex-membro del Bando da Lua, e con lui doveva scrivere la colonna sonora. E' da questa opera basata sulla tragedia greca Orfeo, che proviene una delle belle composizioni di Tom e Vinícius, Se todos fossem iguais a você, che già preannunciava gli elementi melodici della Bossa Nova.

Ufficialmente la bossa nova nacque nell'agosto del 1958 quado uscì il disco 78 giri numero 14.360 marchiato Oden del cantante e chitarrista bahiano João Gilberto con la canzone Chega de Saudade (Tom Jobim e Vinicius de Moraes) e Bim Bom (di Joao stesso). Joao, quasi in simbiosi con la propria chitarra, il Mito, il padre della bossa nova, prima di questo disco, nel maggio dello stesso anno, aveva già accompagnato Elizeth Cardoso in due tracce dell'album Cançao do Amor Demais (LP dedicato alle primissime canzoni della coppia Tom e Vinicius) con la celebre batida jilbertiana. Secondo lo scrittore Ruy Castro (nel suo libro Chega de saudade, del 1990), questo LP non fu un successo immediato dopo il lancio, ma il disco può essere considerato uno dei riferimento della bossa nova, non solo per il fatto di avere al suo interno alcune delle più classiche composizioni di questo genere - fra le quali Luciana, Estrada Branca, Outra Vez e Chega de Saudade-, ma anche per la celebre modalità di suonare la chitarra di João Gilberto, coi suoi accordi dissonanti ed ispirati al jazz nord-americano - influenza questa che avrebbe dato argomenti ai critici della bossa nova. Il tutto culminò con una nuova dimensione armonica, ritenuta all'epoca una stonatura che diede vita all'omonima canzone (Desafinado di Tom Jobim e Newton Mendoza), stonata sì ma proveniente direttamente dal petto di chi la suonava. Altre delle caratteristiche del movimento erano le parole che, contrastando coi successi fino a quel momento, affrontavano tematiche leggere e distaccate - un esempio di ciò è Meditação, di Tom Jobim e Newton Mendonça. Anche il modo di cantare si differenziava da quello che si faceva all'epoca. Secondo il maestro Júlio Medaglia, "si sviluppò la pratica di di cantare parlando o di cantare sottovoce, con un testo ben pronunciato, nel tono colloquiale della narrativa musicale, con accompagnamento e canto che si integrano vicendevolmente, invece di valorizzare una 'grande voce'".

L'influenza travolgente della cultura americana del dopoguerra, unitamente all'impressionismo erudito e all' anticonformismo, diedero vita ad un gruppo di musicisti scontenti ed innovatori come il chitarrista Garoto, Valzinho, Laurinho de Almeida, Luis Bonfà, il fisarmonicista Joao Donato e principalmente il pianista Johnny Alf. Erano persone che suonavano in piccoli fans-club di Dick Farney & Frank Sinatra, Dick Haymes & Lucio Alves. Allo stesso Farney sarà successivamente attribuito l'altro marchio inaugurale, la registrazione del samba-cançao Copacabana (João de Barro/ Alberto Ribeiro) nel 1946. Il suo rivale, Lucio Alves, fece parte dei Namorados da Lua, uno dei tanti gruppi vocali - come gli Os Cariocas - che, sotto l'influenza dei generi americani, diffusero audaci armonie che già caratterizzavano la MPB post-samba in fase di evoluzione con Dorival Caymmi (Marina, Nem Eu) e Tito Madi (Cansei de Ilusões, Não Diga Não). La bomba venne innescata ma esplose con l'arrivo di Antonio Carlos Jobim che, con la sua Sinfonia de Rio de Janeiro e la sua Teresa da Praia, insieme alla genialità dei testi del diplomatico Vinicius de Moraes, lasciò un segno indelebile. Parallelemente alla salita della bossa, si affermava il sambalanço che, anche se non rappresentò un movimento autonomo, ebbe la propria importanza. Alcuni esponenti: Elza Soares, Miltinho (uscito dal gruppo Os Namorados), Ed Lincoln, Djalma Ferreira, Orlan Divo, Silvio Cesar, Luís Bandeira (autore di Apito no samba), Pedrinho Rodrigues, Luis Reis, Haroldo Barbosa, Luis Antonio, Jadir de Castro e João Roberto Kelly. La bossa nova rappresentava anche un movimento di emergenza urbana nel clima di democrazia e di rinascita economica e culturale del governo di Juscelino Kubitschek (1955-1960). Il movimento era famelico di sempre nuovi innovatori. Da Durval Ferreira (Sambop, Batida Diferente) alla precursora Silvia Telles, Leny Andrade (che a soli 17 anni già cantava con artisti che diventeranno poi di rilievo) e alle prime formazioni strumentali di nuova tendenza capeggiate da gente come Oscar Castro Neves (e i suoi fratelli musicisti), Sérgio Mendes, Luis Carlos Vinhas, J.T. Meirelles,oltre al gruppo Tamba Trio (Luis Eça, Bebeto, Hélcio Milito) che, insieme ai Bossa 3 (Vinhas, Tião Netto, Edison Machado), fece dilagare la febbre per il mix piano, basso e batteria. Fu un momento di effervescenza strumentale con l'apparizione di nuovi musicisti come Paulo Moura, Tenório Junior, Dom Um Romão, Milton Banana, Edson Maciel, Raul de Souza e l'ascesa di maestri come Moacyr Santos e Eumir Deodato. Il successo sui palchi universitari non ostacolò l'intimismo del movimento che concentrava nuove forze in pocket shows organizzati da Miele e Ronaldo Boscoli nei minuscoli bar del Beco das Garrafas a Copacabana. Da lì uscirono artisti di una fase che vedeva la bossa in un'accezione internazionale. Ricordiamo Elis Regina (le coreografie della quale erano curate dal ballerino americano Lennie Dale), Wilson Simonal e Jorge Ben. La stessa San Paolo fu raggiunta dal tornado bossa: la città accolse gli esiliati carioca Johnny Alf, Claudette Soares e Alaíde Costa che diedero vita ad una filiale del movimento con trii strumentali come gli Zimbo, Sambalanço (che lanciarono Cesar Camargo Mariano e Airto Moreira), Jongo, Bossa Jazz, Manfredo Fest (pianista che finirà in Europa), il cantante Agostinho dos Santos, la cantante Maysa, Elsa Laranjeira e Ana Lúcia, la compositrice Vera Brasil, il chitarrista Paulinho Nogueira, i compositori Walter Santos e Geraldo Vandré (grande oppositore della dittatura, lancerà la canzone-protesta Menino das Laranjas) e l'organista Walter Wanderley.

Ma la bossa fu contrastata da una fazione che ruppe il movimento già rinforzanto dalle nuove leve della generazione intermedia: Marcos Valle, Dori Caymmi, Edu Lobo, Francis Hime e Joyce. Il Centro Popular de Cultura da União Nacional dos Estudantes stimolava una visione popolare e nazionalista della cultura brasiliana che portò all'autocritica uno dei pilastri della bossa nova: Carlos Lyra con la sua Influência do Jazz (povero samba mio/andò mescoladosi/modernizzandosi/e si perse). L'artista si avvicinò anche a cantanti del morro come Zé Ketti, con il quale compose Samba da Legalidade (riferendosi al tentativo di impedire l'investitura di João Goulart, vice del presidente dimesso, Jânio Quadros). A questa corrente, prese parte anche Nara Leao con il suo disco di debutto in cui promuoveva sambisti come Cartola, Elton Medeiros e Nelson Cavaquinho. Presero parte artisti del baião nordestino come João do Vale, autore di Carcará; c'erano, ancora, altri compagni di Lyra come Nelson Lins e Barros, Geraldo Vandré (Aruanda) oltre Sérgio Ricardo (Zelão). C'era Vinicius de Moraes che, con il chitarrista Baden Powell, crearono l'afro-samba con le famosissime Berimbau, Canto de Ossanha. Ironicamente, lo stesso Vinicius, compagno di Tom Jobim nella canzone più famosa della bossa (Garota de Ipanema) - che, registrata nel 1963 da João Gilberto, sua moglie Astrud, dal sassofonista di cool jazz Stan Getz e Tom Jobim, fece conoscere la bossa nell'Europa e nel mondo - comporrà con Edu Lobo ciò che fece da epigrafe alla bossa: Arrastao. La canzone, cantata da Elis Regina, nel I Festival da Música Popular Brasileira, della TV Excelsior, nel 1965, aprì la strada al ciclo della MPB. Tutto questo andò avanti fino al 1982 quando vi fu l'esplosione del Brock (una forma di pop rock brasiliano) con il gruppo Blitz. La fine della bossa non significò estinzione estetica. Il jazz che la influenzò, ricevette in cambio il successo strepitoso della versione strumentale di Desafinado della coppia Stan Getz (sax) e Charlie Byrd (chitarra), del 1962. Nello stesso anno, alcuni musicisti brasiliani calcarono il palco della Carnegie Hall a New York e, a partire da lì, uscirono fuori artisti come Oscar Castro Neves, Sérgio Mendes, Luis Bonfá e Eumir Deodato. Alcune delle principali canzoni della bossa nova furono reinterpretate da Ella Fitzgerald, Miles Davis, Sarah Vaughan, Herbie Mann, Charlie Byrd, Oscar Peterson, Bill Evans, Coleman Hawkins, Cannonball Adderley, Gerry Mulligan ed altri. Prima di tutto ciò, nel 1967, Frank Sinatra riconobbe la grandezza del genere e registrò un album con Tom Jobim. Questo senza contare altri che approfittarono del trend per lanciare falsi dischi bossa come Eddie Gourmé (Blame It On The Bossa Nova), Ruby & The Romantics (Our Day Will Come) e lo stesso Elvis Presley nella rumba Bossa Nova Baby. 20 anni dopo, l'influenza della bossa si sentì in una corrente post-punk inglese, tramite lo stile beije sound o new bossa dei gruppi come Style Council, Matt Bianco e Everything But the Girl. La tendenza ebbe riflessi anche nel Brock di Lobão fino a Cazuza (Faz Parte do Meu Show). Più avanti sorsero l'acid jazz e il drum'n'bass che riabilitarono il groove della bossa, riscoprendo artisti come João Donato e Marcos Valle fino a Joyce e Edu Lobo.

Le figure ritmiche

La struttura tipica

 

Gli strumenti

- Piano

- Chitarra: è lo strumento principe della bossa nova che, quando è suonata col giusto balanço, realizza la "batida". La "batida" (in italiano, letteralmente "percossa") tipica del modo di suonare di João Gilberto e dei suoi seguaci, è un modo particolare di usare la mano destra sulle corde della chitarra senza arpeggiare, alternando il pollice (sui bassi) al pizzicare delle altre dita (sulle corde alte), subito smorzando i suoni con la mano sinistra; ciò crea grande tensione ritmica, dando la sensazione che la chitarra sia sempre in "recupero" sul tempo. L'accompagnamento spesso si avvale di una linea semitonale di bassi discendenti.

- Batteria

- Contrabbasso

Sottogeneri

- MPB (Musica Popular Brasileira): uno dei maggiori esponenti della bossa nova compose il segno di fine del movimento. Nel 1965, Vinícius de Moraes compose insieme ad Edu Lobo, Arrastão. Era la fine della bossa nova e l'inizio di quella che sarebbe divenuta la MPB, genere diffuso che avrebbe abbracciato diverse tendenze della musica brasiliana fino all'inizio degli anni '80. La MPB nacque con artisti novizi, della seconda generazione della bossa nova, come Geraldo Vandré, Edu Lobo e Chico Buarque de Holanda, che sarebbero apparsi con frequenza nei festival della musica popolare. Di buon successo come artisti, questi avevano poco o quasi nulla di bossa nova. I vincitori del II Festival de Música Popular Brasileira, tenutosi a São Paulo nel 1966, Disparada, di Geraldo, e A Banda, di Chico, possono essere considerati segni di questa rottura e cambiamento della bossa in MPB.

- Sambalanço: (samba de balanço) nato all'inizio degli anni '60 nei locali notturni di São Paulo e di Rio de Janeiro. É considerato un sottoprodotto della Bossa Nova, uno stile intermedio fra il samba tradizionale e la Bossa Nova; è caraterizzato dallo spostamento dell'accento ritmico ed ha ricevuto una grande influenza dal Jazz. Fu molto diffuso nei locali da ballo periferici negli anni '60-80. Uno dei più significativi rappresentanti del sambalanço è Jorge Ben Jor. Parallelamente all'ascesa della bossa, scalava le classifiche il sambalanço. Senza costituirsi in un movimento, iniettò più teleco-teco (come si diceva all'epoca) nel vecchio ritmo nato nella casa delle tias baianas al centro di Rio all'inizio del secolo. Fra gli esponenti: Elza Soares, Miltinho (uscito dal gruppo vocale Os Namorados), Ed Lincoln (che suonava al Plaza, un'altra roccaforte della bossa), Djalma Ferreira, Orlan Divo, Silvio Cesar, Jorge Ben Jor, Luís Bandeira (autore di Apito no samba), Pedrinho Rodrigues, Luis Reis, Haroldo Barbosa, Luis Antonio, Jadir de Castro e João Roberto Kelly. Emergono anche Os Devaneios, Grupo Joni Mazza, Bebeto, Erasmo Carlos, Banda Black Rio, Copa 7, Luiz Wagner e Dhema.

- Tropicalismo

Brasile