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Canto das Três Raças
Mauro Duarte, Paulo César Pinheiro, 1976

Ninguém ouviu um soluçar de dor
No canto do Brasil.
Um lamento triste sempre ecoou
Desde que o índio guerreiro
Foi pro cativeiro e de lá cantou.

Neeeegrooo entoou
um canto de revolta pelos ares
Do Quilombo dos Palmares, onde se refugiou.
Fora a luta dos inconfidentes
Pela quebra das correntes.
Nada adiantou.

E de guerra em paz, de paz em guerra,
Todo o povo dessa terra
Quando pode cantar,
Canta de dor.

ÔHH Ôô ÔÔ ÔÔ ÔÔÕÔ ÔÔô (vocalização)

E ecoa noite e dia: é ensurdecedor.
Ai, mas que agonia O canto do trabalhador...
Esse canto que devia ser um canto de alegria
Soa apenas como um soluçar de dor

ÔHH Ôô ÔÔ ÔÔ ÔÔÕÔ ÔÔô (vocalização)

Alcune notizie sul brano...

Il testo può essere tradotto approssimativamente così:

Nessuno ha sentito un singhiozzo di dolore
nel canto del Brasile;
un lamento triste ha sempre risuonato
da quando il guerriero indio
fu fatto prigioniero e dalla prigionia cantava.

Lo schiavo intonò
un canto di rivolta nell'aria
dal Quilombo dos Palmares
dove aveva trovato rifugio.
Era stata la lotta degli Inconfidentes
per la rottura delle catene.
Niente avanzò.

E di guerra in pace, di pace in guerra,
tutta la gente di questa terra,
quando può cantare,
canta il dolore.

E risuona giorno e notte, assordante.
Oh, ma che agonia il canto di chi lavora;
questo canto che doveva essere un canto di allegria,
suona invece come un sospiro di dolore.

Il Quilombo dos Palmares, o Palmares di cui si parla nel brano, fu una comunità autonoma, un regno (o repubblica secondo alcuni) fondato da africani fuggiti alla schiavitù nelle piantagioni brasiliane. Le prime notizie in merito risalgono al 1580. Occupava una vasta area nella zona nordorientale del Brasile, tra gli odierni stati dell'Alagoas e Pernambuco, e arrivò a contare 30.000 abitanti. Fu il più emblematico dei quilombo e il suo mito si trasformò in moderno simbolo della resistenza degli africani alla schiavitù, anche se non si ha traccia di documenti che attestino l'abolizione della schiavitù nell'insediamento. Il Quilombo dos Palmares cessò definitivamente di esistere nel 1710.

Gli Inconfidentes sono ribelli di ispirazione illuminista che furono alla base di varie rivolte alla dominazione portoghese in particolare l'Inconfidência Mineira (1789).

La prima strofa parla della storia del Brasile, diversa da quella che si racconta nelle scuole. Il primo a soffrire le conseguenze dell'invasione del territorio fu l'indio, seguito, già nella seconda strofa, dal negro schiavo; entrambi dimostrano la loro sofferenza col canto triste come in tanti movimenti di resistenza quali il Quilombo dos Palmares. Ancora nella seconda strofa, compare la terza razza, quella bianca, anch'essa oppressa come nella Inconfidência Mineira. La terza strofa parla dei tentativi di resistenza, delle tre razze, che finirono per unirsi in unico lamento , descritto nel ritornello, con la sua ripetizione ossessiva. La quarta strofa ci trasporta nell'attualità, in cui sugerisce che la schiavitù, a dispetto della sua abolizione, persiste e fa di noi tutti degli schiavi moderni di una nuova colonizzazione, in cui il capitalismo sfrutta il lavoratore senza alcun rispetto e valorizzazione. Independentemente da colore o razza, rimaniamo tutti schiavi. Ma questa piccola idea del testo ancora è molto poco per tentare di tradurre tutta la bellezza del Samba, perchè ci dà molto di più di una semplice lezione di storia, mostrandoci la cultura dei compositori. La struttura metrica naturale del testo rinforza tutto quanto detto. Vediamo:
UM so lu ÇAR de DOR
NO can to DO Bra SIL
.
Sono due versi esasillabi (sei sillabe), che presenta un'accento tonico nella sesta sillaba, sono derivati dai decasillabi (dieci sillabe) Eroici, la cui definizione richiede l'accentuazione della sesta sillaba. Come la metrica battezzò tali decasillabi come Eroici, altrettanto battezzò gli esasillabi col nome di Eroici Spezzati. Si noti la coincidenza fra il testo ed il nome poetico di questi versi perchè si parla di eroi spezzati, tanto nel singhiozzo di dolore, quanto nel cantante di tale singhiozzo.
UM la MEN to TRIS te SEM pre-e co OU

É un decassilabo, ma è ben lontano da essere Eroico, perchè non presenta la sesta sillaba accentata, ma questo è forse un testo degno di un eroe?
um CAN to DE re VOL ta PE los A res
Ricordando che il conteggio delle sillabe del verso termina nella sua ultima sillaba tonica, ancora abbiamo un Eroico, tanto nell'accentazione quanto nel testo.
FO ra-a LU ta DOS in CON fi DEN tes
É un verso Ennasillabo (nove sillabe), la cui struttura rítmica è stata molto usata nei testi degli inni, sia nella cadenza (accentazione), 1-3-5-7-9; quanto nella 3-6-9. Basta guardare il senso del testo per immaginare che la lotta degli Inconfidentes merita un inno.
Il ritornello porta un'altra curiosità poetica interessante:
O o O o o O
o O o o o o O o O o
Il primo verso è un Eroico Spezzato, ed il secondo ancora un ennasillabo, ha però un ritmo poetico irregolare che la metrica chiama Verso Manco (verso zoppo). Ossia: un canto irregolare, tipico dei perdenti (perchè un verso zoppo rappresenta la sconfitta del poeta).
Si può solo terminare come in effetti termina:
SO a-a PE nas CO mo-um SO lu ÇAR de DOR
L'unico verso endecasillabo (undici sillabe) della composizione, che suggerisce la solitudine con cui ci confrontiamo ad ogni tentativo di ribellione interiore. Ricorda molto un pensiero di Chico e Vinícius nella composizione Gente Humilde:
E aí me dá como uma inveja dessa gente
Que vai em frente sem nem ter com quem contar

Sempre considerando le naturali associazioni, obiettiva e di configurazione metrica, del testo, la grande magia si trova nella interpretazione musicale della composizione. Oltre che di eccellente cantante, la carriera di Clara Nunes è sempre stata accompagnata da un'aura mistica, per la natura propria delle musiche che era solita eseguire come cantante, Clara era una "lanciatrice di ponti canori", nei territori dell'Umbanda e del candomblé, fondati nella cosiddetta Nação de Angola, in cui i colpi sui tamburi sono eseguiti solo con le mani, senza alcuna bacchetta, modalità che assume il nome di Oghdavi nei rituali Kêtu. Non si sa chi abbia scritto l'arrangiamento di Canto das Tres Raças, ma costituisce una lezione di Storia di Samba per il suo elemento fondamentale: il ritmo delle percussioni. La composizione inizia con un'introduzione a colpi semplici di tamburo, caratteristico della tradizione Umbanda, non del candomblé, seguito dall'entrata di una chitarra che annuncia l'armonia musicale, dall'entrata della voce di Clara che canta, accompagnata solamente da questi due strumenti, la prima strofa. Già nella seconda, quando un'altra razza entra in scena, quella nera, un Agogô entra nel ritmo e si unisce ai due strumenti, rimanendo così fino alla quarta, quella del ritornello cantato solo da Clara, quando esce il suono di un surdo con "batida sem resposta" ("colpo senza risposta" ossia tummmm……tummm), esattamente come era il Samba delle radici. Dopo qualche tempo venne la "batida com resposta" (tum-tu…tum-tu) che imita il cuore, accelerando l'andamento musicale e che si è mantenuto sino ad oggi nelle scuole di samba, in cui l'ultima ad introdurre il surdo con resposta è stata la Mangueira già vent'anni or sono. Questo trio di strumenti si mantiene con Clara sino al finale della prima esecuzione completa del brano, che termina nel secondo ritornello, ora cantato da un coro di voci maschili, che imitano gli schiavi. All'inizio della seconda ripetizione, quel tamburo unico si divide in tre (Run, Rumpí e ), comuni nel candomblé, il surdo passa alla battuta con risposta, l'Agogô inizia ad improvvisare e, insieme a questi, entra tutto il complesso strumentale di una scuola di samba da strada: O Canto Das Tres Raças!
[estratto da O Ocultismo Do Canto Das Tres Raças-Análise de Texto]

"Canto das três raças" è una vera icona del samba. Come Elis Regina anche Clara Nunes, la sua prima interprete, è mancata giovanissima, nemmeno quarantenne per una complicazione dopo una operazione di vene varicose. Nel 1980, tra l'altro, aveva portato al successo Morena de Angola, uno dei tanti successi di Chico Buarque. La resero famosa anche gli abiti bianchi e i gioielli colorati di origine africana, oltre che la sua vocazione per il Candomblé.

Biografia di
Mauro Duarte

Mauro Duarte de Oliveira, più noto come Mauro Duarte è nato a Matias Barbosa - Minas Gerais, il 2 giugno 1930. Iniziò a comporre a solo dieci anni, quando si trasferì con la famiglia da Minas Gerais a Rio de Janeiro. Nell'infanzia imparò da autodidatta a suonare il piano. A 15 anni, entrò in contatto con il samba attraverso il carnevale di strada del quartiere di Botafogo, in cui viveva, nei ranghi delle bande di Jerico, Funil de Botafogo e Gaviões e frequentando le scuole di samba São Clemente e Estrela de Botafogo. Finì che il tamborim divenne il suo strumento prediletto. Fece parte di due gruppi musicali negli anni '60 - il primo dei quali fu Os Autênticos (con Walter Alfaiate, Noca da Portela, Adélcio de Carvalho, Eli Campos e Vinícius do Surdo) e poi Os Cinco Crioulos (con Nelson Sargento, Elton Medeiros, Anescarzinho do Salgueiro e Jair do Cavaquinho). Il suo primo successo commerciale come compositore venne nel 1974 con "Menino Deus" (in coppia con Paulo Cesar Pinheiro) per la voce di Clara Nunes. Altre composizioni di rilievo sono state "Canto das Três Raças" (1976) e "Portela na Avenida" (1981) - entrambe sempre con Paulo Cesar Pinheiro ed altrettanto incise da Clara Nunes -; "Lama", "A Paixão e a Jura", "Reserva de Domínio", "Aventura", "Timidez", "Lamentação" e "Sorri de Mim" (con Walter Alfaiate); "Cuidado, Teu Orgulho Ainda Te Mata" (con Paulinho da Viola e Walter Alfaiate); "A Alegria Continua" (con Noca da Portela); "Maioria sem nenhum" (con Elton Medeiros); "Jogo de Angola" e vari samba in omaggio alle scuole di samba di Rio de Janeiro, come "Beija Flor", "Academia do Salgueiro", "Imperatriz", "Mocidade Independente" e "Mangueira, Estação Primeira".

E' morto a Rio de Janeiro il 26 agosto 1989.

La copertina dell'album di Clara Nunes del 1976 in cui uscì Canto das tres Raças

Biografia di
Paulo César Pinheiro

Paulo César Francisco Pinheiro è nato a Rio de Janeiro il 28 Aprile del 1949. Viveva ad Angra dos Reis (RJ) quando scrisse i primi versi, e fu in questa città che conobbe João de Aquino, suo partner nelle prime canzoni. Con lui, compose Viagem, nel 1964. Un anno dopo, Baden Powell, cugino di João de Aquino, lo invitò a scrivere le parole per le sue musiche. Nel 1968 compose con Baden Powell il samba Lapinha, che vinse la I Biennale del Samba, della TV Record, a São Paulo, lo stesso anno, e fu incisa da Elis Regina nel disco Phonogram. Sempre nel 1968, scrisse, con Francis Hime, A grande ausente, portata da Taiguara al III FMPB, della TV Record, e classificata al sesto posto, e participò al III FIC, della TV Globo, di Rio de Janeiro, con due canzoni - Sagarana (con João de Aquino), presentata da Maria Odete, e Anunciação (con Francis Hime), interpretata dai MPB-4. Concorse al IV FIC, nel 1969, con Sermão (con Baden Powell) e, nell'anno seguente, fece una presenza di 15 giorni a Parigi, al fianco di Baden Powell. Nel 1970 si mise in luce con vari successi: Elis Regina incise tre brani suoi e di Baden Powell - Samba do perdão, Quaquaraquaquá e Aviso aos navegantes - ed Elizeth Cardoso incise Refém da solidão (con Baden Powell). Ancora nel 1970, compose 12 canzoni per la colonna sonora della telenovela O semideus, della TV Globo, fece la colonna sonora per il film A vingança dos doze, di Marcos Farias, e fu il responsabile delle tournèe di Baden Powell. Nel 1971, E lá se vão meus anéis (con Eduardo Gudin), presentata dagli Os Originais do Samba, vinse il IV Festival Universitário da Música Popular, della TV Tupi, di Rio de Janeiro. Participò, nel 1972, al VII FIC, con Diálogo (con Baden Powell), musica che vinse il festival in Spagna. Compose canzoni con Dorival Caymmi per diversi film, tra cui Tati, a garota, di Bruno Barreto, nel 1973. Compose la musica dell'opera teatrale A teoria na pratica é outra, di Antônio Pedro, presentata al Teatro Princesa Isabel, a Rio de Janeiro, nel 1973. Nel 1974, il gruppo MPB-4 incise Agora é Portela 74 (con Maurício Tapajós). Fece anche, nello stesso anno, la versione del musical Pippin, messo in scena al Teatro Manchete, a Rio de Janeiro, ed incise il suo primo LP, per la Odeon, presentandosi come cantante. Nel 1975-1976 participò con Márcia e Eduardo Gudin allo spettacolo O importante e que nossa emoção sobreviva, al Teatro Oficina, da cui fu tratto un LP registrato dal vivo. Si sposò con la cantante Clara Nunes nel 1975. Compose per la colonna sonora del film A Batalha dos Guararapes, di Paulo Thiago (1978). Con Dorival Caymmi, compose Pedrinho e Jabuticaba, per la colonna sonora del programma Sitio do Pica-pau Amarelo, della TV Globo. Fece la colonna sonora del programma Ra-tim-bum, della TV Cultura, componendo cinque canzoni in coppia con Edu Lobo. Ha pubblicato due libri di poesie: Canto brasileiro (1976) e Viola morena (1982). Tra gli ultimi CD lanciati con testi suoi: Parceria, 1994, Velas, inciso dal vivo dallo spettacolo con João Nogueira, con 12 duetti; Aboio, 1995, Saci, CD del chitarrista e compositore Sérgio Santos, con 13, choros e samba in coppia con questo; Tudo o que mais nos uniu, 1996, Velas, CD inciso dal vivo dallo spettacolo con Eduardo Gudin e Márcia, al Sesc Pompéia di São Paulo, in commemorazione dei 20 anni dall'altro spettacolo del trio; O som sagrado di Wilson das Neves, 1997, CID, con il batterista Wilson, con 14 brani inediti, di cui 13 in coppia. Ha scritto più di 1.300 testi di canzoni, di cui più di 700 incise prima del 1997.

da Enciclopédia da Música Brasileira - Art Editora e PubliFolha