Chi Siamo
Vai alla Home Page
Repertorio
Photo Album
Libro degli Ospiti
Contatti
Links

Capitão do mato
Paulo César Pinheiro, Vicente Barreto

Eu cheguei vestido de rei
Quem me chamou
Eu cheguei vestido de rei
Mutalambô

Eu vi que o vento zuniu
Eu vi que a folha caiu
Eu vi que relampeou
Eu vi que a mata rompeu
Eu vi que a flecha correu
Eu vi que a porta bateu
Chegou meu pai caçador

Eu cheguei vestido de rei
Quem me chamou
Eu cheguei vestido de rei
Mutalambô

É o dono do matagal
É guardião do embornal
É o chefe da guarnição
Ele é da casa real
Ele é quem briga com o mal
Ele é o meu capitão

Alcune notizie sul brano...

Il Capitão-do-mato (lett. capitano della foresta) era una sorta di comandante delle fazendas incaricato di vigilare gli schiavi ed applicare loro i più diversi tipi di punizioni, quali la fustigazione o la gogna, che eseguiva il suo lavoro nelle più disumane condizioni.

Erano anche chiamati capitão-do-mato gli uomini liberi o gli ex schiavi liberati che assumevano l'incarico di inseguire e trovare gli schiavi fuggiti, o perseguire i quilombolas (schiavi fuggiti e riuniti in colonie), identificare i loro proprietari e riportargieli.

 

Il testo del brano "Capitão do Mato" di Paulo César Pinheiro e Vicente Barreto é di facile comprensione e piuttosto emozionante nella scelta delle parole, poichè si comprende chiaramente che parla della fuga di uno schiavo dal padrone, dopo aver narrato tutti i sentimenti dello schiavo quando si lancia nella fuga. La musica trasmette particolare emozione, principalmente nella parte in cui dice: "Eu vi que o vento zuniu" (vidi che il vento sibilava); si comprende tutta l'emozione che lo schiavo fuggitivo avvertiva in quel momento: il sentimento di libertà, la sensazione del vento che corre sul corpo, il sentimento di allegria.

Si può pensare che questo schiavo in fuga si unisca al quilombo (la colonia di schiavi fuggiti) e quando lo raggiunge è acclamato e vestido da re con una grande festa. Eppure lo schiavo non dimentica che tutto il sacrificio non fu invano, ossia, la sua fuga aveva una protezione: MUTALAMBÔ - lui si, il vero capitano della foresta - il cacciatore, il protettore degli schiavi quilombolas.

Nel Candomblé, una religione afro-brasiliana diffusa nel nord-est del paese e di origine Bantu e nigeriana, Mutalambô è un Nkisis (divinità minore), cacciatore, vive nelle foreste e sulle montagne; presiede ai pasti abbondanti. Le Nkisis del Candomblé Bantu corrispondono agli Orixà del Candomblé Ketu o nàgó o Xangô do Nordeste, l'altra forma di sincretismo religioso diffuso soprattutto a Salvador de Bahia e formato da popoli che parlavano la lingua yorubá.

Il Candomblé è un culto di fusione dei vari culti africani. In Africa ogni città aveva la propria divinità, il proprio Orixa. Gli schiavi in Brasile provenivano da molte diverse aree dell'Africa e finirono pertanto per riunire le proprie divinità in una sorta di "conferenza" degli Orixa. Da qui il termine di Candomblé per la religione, in quanto Candomblé era una sorta di festa in cui si riunivano e si ritrovavano tutti gli schiavi di varie zone.

 

Particolarmente nota la versione di questo brano incisa da Maria Bethania nel suo Brasilerinho

Biografia di
Paulo César Pinheiro

Paulo César Francisco Pinheiro è nato a Rio de Janeiro il 28 Aprile del 1949. Viveva ad Angra dos Reis (RJ) quando scrisse i primi versi, e fu in questa città che conobbe João de Aquino, suo partner nelle prime canzoni. Con lui, compose Viagem, nel 1964. Un anno dopo, Baden Powell, cugino di João de Aquino, lo invitò a scrivere le parole per le sue musiche. Nel 1968 compose con Baden Powell il samba Lapinha, che vinse la I Biennale del Samba, della TV Record, a São Paulo, lo stesso anno, e fu incisa da Elis Regina nel disco Phonogram. Sempre nel 1968, scrisse, con Francis Hime, A grande ausente, portata da Taiguara al III FMPB, della TV Record, e classificata al sesto posto, e participò al III FIC, della TV Globo, di Rio de Janeiro, con due canzoni - Sagarana (con João de Aquino), presentata da Maria Odete, e Anunciação (con Francis Hime), interpretata dai MPB-4. Concorse al IV FIC, nel 1969, con Sermão (con Baden Powell) e, nell'anno seguente, fece una presenza di 15 giorni a Parigi, al fianco di Baden Powell. Nel 1970 si mise in luce con vari successi: Elis Regina incise tre brani suoi e di Baden Powell - Samba do perdão, Quaquaraquaquá e Aviso aos navegantes - ed Elizeth Cardoso incise Refém da solidão (con Baden Powell). Ancora nel 1970, compose 12 canzoni per la colonna sonora della telenovela O semideus, della TV Globo, fece la colonna sonora per il film A vingança dos doze, di Marcos Farias, e fu il responsabile delle tournèe di Baden Powell. Nel 1971, E lá se vão meus anéis (con Eduardo Gudin), presentata dagli Os Originais do Samba, vinse il IV Festival Universitário da Música Popular, della TV Tupi, di Rio de Janeiro. Participò, nel 1972, al VII FIC, con Diálogo (con Baden Powell), musica che vinse il festival in Spagna. Compose canzoni con Dorival Caymmi per diversi film, tra cui Tati, a garota, di Bruno Barreto, nel 1973. Compose la musica dell'opera teatrale A teoria na pratica é outra, di Antônio Pedro, presentata al Teatro Princesa Isabel, a Rio de Janeiro, nel 1973. Nel 1974, il gruppo MPB-4 incise Agora é Portela 74 (con Maurício Tapajós). Fece anche, nello stesso anno, la versione del musical Pippin, messo in scena al Teatro Manchete, a Rio de Janeiro, ed incise il suo primo LP, per la Odeon, presentandosi come cantante. Nel 1975-1976 participò con Márcia e Eduardo Gudin allo spettacolo O importante e que nossa emoção sobreviva, al Teatro Oficina, da cui fu tratto un LP registrato dal vivo. Si sposò con la cantante Clara Nunes nel 1975. Compose per la colonna sonora del film A Batalha dos Guararapes, di Paulo Thiago (1978). Con Dorival Caymmi, compose Pedrinho e Jabuticaba, per la colonna sonora del programma Sitio do Pica-pau Amarelo, della TV Globo. Fece la colonna sonora del programma Ra-tim-bum, della TV Cultura, componendo cinque canzoni in coppia con Edu Lobo. Ha pubblicato due libri di poesie: Canto brasileiro (1976) e Viola morena (1982). Tra gli ultimi CD lanciati con testi suoi: Parceria, 1994, Velas, inciso dal vivo dallo spettacolo con João Nogueira, con 12 duetti; Aboio, 1995, Saci, CD del chitarrista e compositore Sérgio Santos, con 13, choros e samba in coppia con questo; Tudo o que mais nos uniu, 1996, Velas, CD inciso dal vivo dallo spettacolo con Eduardo Gudin e Márcia, al Sesc Pompéia di São Paulo, in commemorazione dei 20 anni dall'altro spettacolo del trio; O som sagrado di Wilson das Neves, 1997, CID, con il batterista Wilson, con 14 brani inediti, di cui 13 in coppia. Ha scritto più di 1.300 testi di canzoni, di cui più di 700 incise prima del 1997.

da Enciclopédia da Música Brasileira - Art Editora e PubliFolha

Biografia di
Vicente Barreto

 

 

Compositore bahiano, nato a Salgadelha, trasferitosi a Conceição do Coité, cominciò a suonare nell'adolescenza, entrando a far parte dell'orchestra cittadina di Serrinha. La prima canzone da lui scritta ad essere incisa fu Baião de Quinji, ad opera del Quinteto Violado. Lanciò un singolo nel 1974, con le musiche Ça Mãe, Ça Pai e Janelas Caindo, senza grandi ripercussioni sul panorama musicale. Più tardi, si legò al compositore Tom Zé, che diventò suo partner nelle musiche dei dischi Estudando o Samba (1976) e Correio da Estação do Brás (1978). Sono stati recentemente di nuovo in coppia per Vaia de Bêbado Não Vale. Nonostante ciò sa poco noto, ha lanciato otto dischi da solista in carriera, ma è più conosciuto per i suoi lavori in coppia. Tra le sue collaborazioni ci sono Elton Medeiros, Vinicius de Moraes, Gonzaguinha, Carlos Pita, Paulo César Pinheiro, Celso Viáfora e Alceu Valença, con i quali ha diviso il grande successo di Morena Tropicana e anche di Cabelo no Pente, Pelas Ruas que Andei, Pirapora ed altre. Ha lanciato il suo settimo disco Mão Direita, nel 1997, esplorando essenzialmente il suo lato di chitarrista. Nel 2000 ha scritto E a Turma Chegando pra Dançar, in cui utilizza i computer e fa ampio uso di chitarre.