Biografia di
João de Barro

Carlos Alberto Ferreira Braga, noto come Braguinha e anche come João de Barro, nacque a Rio de Janeiro il 29 marzo 1907.

Braguinha studiava architettura alla Escola Nacional de Belas Artes e decise di assumere lo pseudonimo di João de Barro (nome comune del passero architetto), in quanto il padre non gradiva vedere circolare il nome di famiglia nell'ambiente della musica popolare che era mal visto all'epoca. Adottò questo pseudonimo quando entrò a far parte del Bando dos Tangarás, a fianco di Noel Rosa, Alvinho e Almirante.

Nel 1931 decise di lasciare Architettura e dedicarsi alla composizione. Nel carnevale del 1933, ottenne i primi grandi successi con le marce 'Moreninha da Praia' e 'Trem Blindado', poco prima dello scioglimento del Bando de Tangarás, entrambe interpretate da Henrique Foréis Domingues, più noto come Almirante, che si sposò l'anno seguente con sua sorella Ilka.

Le sue composizioni sono conosciute e cantate da tutti i brasiliani: Pirata da Perna de Pau, Chiquita Bacana, Touradas de Madri, A Saudade mata a Gente, Balancê, As Pastorinhas, Turma do Funil e molte altre.

La sua discografia completa, comprendente versioni e musiche dell'infanzia, supera i 420 títoli, una delle maggiori e di maggior successo della musica popolare brasiliana.

Nel 1937, scrisse le parole per una delle composizioni più incise della MPB, il samba-choro Carinhoso, scritto da Pixinguinha vent'anni prima.

Negli anni '40, si dedicò al doppiaggio di produzioni cinematografiche di Walt Disney.

I partner musicali più costanti sono stati Alberto Ribeiro, medico omeopata e grande amico, Alcyr Pires Vermelho, Antônio Almeida e Jota Júnior.

E' mancato a 99 anni il 24 dicembre del 2006, a seguito di una setticemia.

 
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Carinhoso
Pixinguinha, João de Barro, 1917/1937

Meu coração não sei porque
Bate feliz quando te vê
E os meus olhos ficam sorrindo
E pelas ruas vão te seguindo
Mas mesmo assim foges de mim

Ah! Se tu soubesses
Como eu sou tão carinhoso
E o muito, muito que te quero
E como é sincero o meu amor
Eu sei que tu não fugirias mais de mim
Vem, vem, vem, vem

Vem sentir o calor
Dos lábios meus a procura dos teus
Vem matar essa paixão
Que me devora o coração
E só assim então
Serei feliz, (então) bem feliz,
Serei feliz, (então) bem feliz,
Serei feliz, feliz.

 

Alcune notizie sul brano...

Pixinguinha è detto il Charlie Parker brasiliano, di lui la gente dice: “la sua musica migliora la nostra vita”.

Il testo della canzone, che fa parte della tradizione più classica dello choro, anche se l'autore preferiva definirla una "polca vagarosa" (polca lenta), può essere tradotto così:

Il mio cuore, non so perché
Batte felice quando ti vede
Ed i miei occhi sorridono
mentre per la strada ti seguono
Ma anche così tu fuggi da me
Ah, se tu sapessi quanto sono carino
E quanto ti desidero
E com’è sincero il mio amore
So che tu non fuggiresti più da me
Vieni, vieni, vieni,
vieni a sentire il calore
delle mie labbra che cercano le tue
Vieni ad uccidere questa passione
Che mi divora il cuore
E solo così, finalmente
Sarei felice, davvero felice

"Meu coração, não sei porque/bate feliz quando te vê/e os meus olhos ficam sorrindo/ e pelas ruas vão te seguindo/mas mesmo assim, foges de mim". Parrebbe un tipico caso di amore platonico, qualcosa che sta solo nell'immaginazione dell'Io lirico. Questo si manifesta profondamente appassionato, e sente il suo cuore battere più forte tutte le volte che la vede. É una sensazione di felicità intensa. Gli occhi brillano di contentezza, come se stessero sorridendo, accompagnando il suo passaggio davanti a lui. Ciò di cui si lamenta e che lo lascia triste è vedere che lei vive fuggendo, non corrisponde all'interesse che lui tanto esplicitamente dimostra. "Ah se tu soubesses como sou tão carinhoso/e o muito, muito que te quero/e como é sincero o meu amor/eu sei que tu não fugirias de mim". Arriva a pensare di volerle dire quanto è carino nei modi. E questa è la manifestazione di quanto la desidera. Se lei sapesse l'amore immenso che le vuole dedicare, con certezza no fuggirebbe più, cadrebbe nelle sue braccia. "Vem, vem, vem/vem sentir o calor dos lábios meus a procura dos teus/vem matar essa paixão que me devora o coração/e só assim então, serei feliz, bem feliz". Quasi in una allucinazione, finge di sentire il calore dei suoi baci. Solo così questa folle passione troverà rimedio, curerà il dolore del desiderio che ha preso possesso del suo cuore. E quindi, finirà per essere un uomo felice, perchè finalmente l'avrebbe fatto passare dal sogno alla realtà.

Pixinguinha scrisse la melodia di Carinhoso quando aveva solo 18 anni, fra il 1916 ed il 1917 (la data non è certa). Fu incisa come strumentale per la prima volta solo nel 1928. Quasi dieci anni più tardi, João de Barro, pseudonimo dell'onnipresente compositore Braguinha, scrisse le parole che ancora oggi la rendono eterna. Lanciata nel 1937 da Orlando Silva, Carinhoso conta oltre cento incisioni a partire da quelle di Dalva de Oliveira, Isaura Garcia, Ângela Maria, Gilberto Alves, Elis Regina, João Bosco, Marisa Monte, Elizeth Cardoso, Paulinho da Viola, Francisco Alves, Marcelo Camelo, ed altri. Curiosamente, questo brano fu aspramente criticato all'epoca della sua composizione e finè per non essere classificata come choro poichè era considerata molto influenzata dal jazz. Oggi è vista come molto avanzata per la sua epoca.

Divenne un grande successo romantico negli anni '70 quando una reincisione fu scelta come tema musicale della telenovela della TV Globo Carinhoso, che aveva come protagonisti stelle del calibro di Regina Duarte e Cláudio Marzo e come antagonista principale Débora Duarte.

C'è una frase attribuita a Vinicius de Moraes che dice che se "non fossi Vinicius, vorrei essere Pixinguinha". Apparentemente, non era il solo a pensarla così.

La notte del 23 Luglio 1967 sarebbe diventata storica come effetto di una serie di coincidenze, e di una disobbedienza, che solo gli dei della musica — o la proverbiale santità di Pixinguinha — possono spiegare. Alcune delle coincidenze: Pixinguinha, usciva alla fine di quegli anni '60 da una sorta di ostracismo e veniva riscoperto come padre della musica brasiliana, riceve l'autorizzazione del medico per recarsi al Teatro Casa Grande a ricevere il titolo dell'Ordem da Bossa, conferitagli dal Clube de Jazz e Bossa; Tom Jobim, terminata l'incisione del disco con Frank Sinatra, aveva una gran voglia di vedere gli amici, ed aspettava Vinicius de Moraes nel bar a fianco del teatro, il Leblon; Vinicius, amico e compagno di scrittura di Pixinguinha, fu convocato al Clube (del quale era membro) per salutare in un discorso il nuovo Comendador da Bossa; per omaggiare Pixinguinha, Vinicius porta un vecchio amico comune, il compositore Ismael Silva. Le coincidenze continuano: qualcuno vede Tom che sta bevendo al bar a fianco e lo porta dentro il teatro; Sérgio Cabral annuncia la presenza del maestro; davanti a tante coincidenze, Pixinguinha decide, alla fine, di disobbedire al suo medico, che lo aveva autorizzato ad andare, ma non a suonare. Qualcuno procura un sassofono e Tom Jobim si siede al piano. Per un altro capriccio del destino, il compositore Sérgio Bittencourt stava registrando la cerimonia per trasmetterla nel suo programma alla Rádio Nacional. La notte del 23 Luglio 1967 è storica perchè in quella notte avvenne l'unica registrazione, per caso, del padre della musica popolare brasiliana "classica", Pixinguinha, insieme al padre della musica popolare brasiliana "moderna", Tom Jobim. Insieme, Tom al piano, Pixinguinha al sassofono, suonarono un "Carinhoso" da togliere il fiato. Il piano tipicamente jobiniano, minimalista e dalle armonie inventive, accompagna un Pixinguinha felice come un bambino che improvvisa il suo choro più celebre, fra gli "ah" e gli "oh" della platea dei jazzisti capitanati dal leader del Clube, Jorginho Guinle. La riscoperta di un nastro così prezioso, avvenuta 37 anni dopo, si associa ad un'altra coincidenza: è accaduta alla vigilia del decimo anniversario della morte di Tom. Il nastro sonnecchiava nella casa del compositore Everardo Magalhães Castro, che, dopo averlo trovato, lo mostrò a Ricardo Cravo Albin, anch'egli membro del circolo e presente quella notte. — Guarda che bella cosa, toccante, storica — esclamava Cravo Albin, con le lacrime agli occhi, nel mostrare alla TV GLOBO l'incisione che l'istituto che porta il suo nome ha recuperato perchè tornasse ad essere pubblica. L'incisione di Carinhoso ed il discorso di Vinicius che saluta Pixinguinha, aprono il CD Documentos sonoros dell'Instituto Cultural Cravo Albin. Il disco esemplifica il contenuto dei sei primi cataloghi dell'istituto, destinato a preservare la memoria musicale e fonografica brasiliana. Invece di fare un grande catalogo, Cravo Albin decise di farne vari più piccoli e tematici. Carinhoso fa parte del catalogo Clube do Jazz e Bossa. — É una storia mai sistematizzata e poco conosciuta, di un club che ha fatto molto per il jazz in Brasile — dice Cravo Albin, che lancia i cataloghi ed il disco nella sua casa ad Urca, sede dell'Instituto. Nel catalogo Mulheres compositoras, si trova Corta-jaca di Chiquinha Gonzaga, nella rarissima incisione dei Os Geraldos, coppia pioniera della musica caipira; nel catalogo Tons e sons do Rio de Janeiro un'altra rarità, l'incisione originale di Cidade maravilhosa, del 1934, di Aurora Miranda e dell'autore, André Filho. Ma nulla raggiunge Carinhoso (che Tom incise al piano nel disco Tide) che, alla fine della versione strumentale, è cantata in duo da Ismael Silva e Vinicius. Che saluta Pixinguinha così: "Per parlare di Dio bisogna essere santi, vero? Ed io non sono santo, io sono un povero peccatore. Ed è come un povero peccatore che ammiro Pixinguinha", dice, comparandolo agli altri "serpenti moderni come Antonio Carlos Jobim", figure che (e Vinicius ne era certo) "si sarebbero eternizzati".

Guarda il video di Pixinguinha

Guarda il video di Maria Monte e Paulinho da Viola

 

Biografia di
Pixinguinha

Alfredo da Rocha Viana, Jr., più noto come Pixinguinha nacque a Rio de Janeiro il 23 Aprile 1897. Era figlio del musicista Alfredo da Rocha Viana, un flautista che possedeva una vasta raccolta di spartiti di vecchi brani di choro e che era solito ospitare frequenti ritrovi di musicisti in casa propria. Pixinguinha imparò a suonare il flauto a casa, ma presto divenne allievo della Irineu de Almeida, dove compose il suo primo brano all'età di 14 anni e dove fece la sua proima incisione a 16 anni. Nel 1912 iniziò ad esibirsi nei cabaret e nelle riviste a Lapa, un quartiere di Rio de Janeiro. Divenne allora il flautista dell'orchestra stabile del cine-teatro Cine Rio Branco (i film muti dell'epoca venivano spesso accompagnati da musica dal vivo). Nel 1914 raggiunse i suoi amici João Pernambuco e Donga per costituire il gruppo Caxangá che ottenne considerevole attenzione prima del suo scioglimento nel 1919.

Cinque anni più tardi nel 1919, Pixinguinha, insieme al fratello China, Donga, João Pernambuco, ed altri musicisti emergenti, formarono il rivoluzionario gruppo musicale Os Oito Batutas (I fantastici otto). L'ensemble strumentale era all'inizio tradizionale, dominato da una sezione ritmica di strumenti a corda pizzicata: Pixinguinha al flauto, più chitarre, cavaquinho, banjo cavaquinho, e percussioni a mano. Esibendosi al cine-teatro Cine Palais, Os Oito Batutas divennero presto un'attrazione più popolare dei film stessi. Il loro repertorio era vario, comprendente la musica folk del nord-est del Brasile, samba, maxixes, waltzer, polka, e "tango brasiliano" (il termine choro non si era ancora affermato come genere). Il gruppo appagava soprattutto i desideri nazionalistici delle classi brasiliane elevate che aspiravano ad una forma musicale brasiliana autoctona e tradizionale, libera da influenze straniere. Os Oito Batutas divennero famosissimi in tutto il Brasile, nonostante non fossero incontrastati. Alcuni membri dell'elite bianca di Rio non erano contenti di vedere esibirsi uomini di colore nei loro locali, per esempio.

Os Oito Batutas, e specialmente Pixinguinha, erano l'obiettivo di attacchi che riflettevano le ansietà razziali e l'influenza dell'Europa e degli Stati Uniti sulla musica brasiliana. Il gruppo, che consisteva di musicisti sia bianchi che neri, si esibiva soprattutto in sedi delle classi alte dove l'accesso era stato proibito in passato ai neri. Inoltre, erano ferocemente criticati da quanti sentivano che la cultura musicale brasiliana dovesse riflettere primariamente le sue radici europee e che un ambasciatore musicale nero fosse imbarazzante. Infine, lo stile compositivo di Pixinguinha e l'introduzione di trombe e sassofoni fu criticato come una corruzione da parte del jazz americano, che stava divenendo popolare attraverso le stazioni radio.

Dopo l'esibizione ad un concerto per la coppia di ballerini Duque e Gabi al cabaret Assírio, furono scoperti dal mecenate Arnaldo Guinle che sponsorizzò il loro primo tour europeo nel 1921. A Parigi giunsero come ambasciatori musicali del Brasile, esibendosi per sei mesi al cabaret Schéhérazade. Il loro tour fu un totale successo e Pixinguinha ricevette molti complimenti da parte di parecchi musicisti parigini di rilievo tra cui il famoso Harold de Bozzi. Tornati in Brasile, si spostarono poi a Buenos Aires dove incisero per la RCA Victor. E' in queste registrazioni che si può ascoltare il sound maturo de Os Oito Batutas.

Pixinguinha ritornò da Parigi con una più ampia prospettiva musicale. Iniziò ad incorporare standard jazz e ragtime nel repertorio del gruppo, cambiandone nettamente la composizione mediante l'inserimento di sassofoni, trombe, trombone, piano e batteria. Il nome cambiò in un più semplice Os Batutas per riflettere il nuovo sound. Egli stesso acquistò un sassofono per il proprio uso personale ed iniziò a sperimentare.

Alla fine degli anni '20, Pixinguinha fu assoldato dalla RCA Victor per dirigere l'Orquestra Victor Brasileira e sotto la sua conduzione raffinò le sue abilità di arrangiatore. Era comune per i musicisti di choro dell'epoca improvvisare le proprie parti sulla base di un semplice spartito per piano, ma la cescente richiesta di musica per la radio per grandi ensemble richiedeva spartiti interamente scritti per ciascuno strumento e Pixinguinha fu uno dei pochi compositori dotati di questa capacità. Fu in questo ruolo che creò alcune delle sue composizioni più famose, che furono rese popolari da noti cantanti dell'epoca quali Francisco Alves e Mário Reis.

Nel 1939 gli succedette il noto compositore Radamés Gnattali, e Pixinguinha lasciò la Victor per unirsi alla band del flautista Benedito Lacerda, in cui suonava il sax tenore come strumento primario e continuò a comporre musica per il gruppo. La band di Lacerda era un conjunto regional (o semplicemente regional), il nome che veniva dato alle band residenti assoldate dalle stazioni radiofoniche per eseguire musiche ed accompagnare i cantanti, spesso dal vivo di fronte ad un pubblico in studio. Nel corso degli anni '30, '40 e '50 i regionais garantivano un impiego pronto per il migliore musicista di choro del giorno e condussero alla professionalizzazione dell'industria musicale brasiliana. Fu con Lacerda che Pixinguinha iniziò un'ltro periodo fertile di composizioni ed incisioni.

Dalla metà degli anni '50, col cambiamento dei gusti e l'emergente popolarità del samba e del jazz americano in Brasile arrivò il declino dello choro regional ed altri generi divennero dominati nelle radio. Pixinguinha trascorse il tempo ritirato, apparendo in pubblico solo in rare occasioni (quali "A Tarde do Choro" un programma TV prodotto da Jacob do Bandolim nel 1955 e nel 1956).

Pixinguinha è morto nel 1973 nella chiesa di Nossa Senhora da Paz ad Ipanema mentre assisteva ad un un battesimo. Fu sepolto nel Cemitério de Inhaúma. Il suo compleanno, il 13 aprile, viene oggi commemorato in Brasile come la Giornata Nazionale dello Choro. La giornata fu ufficialmente stabilita nel 2000 dopo una campagna promossa dal suonatore di bandolim Hamilton de Holanda e dai suoi allievi alla Scuola di Choro Raphael Rabello.