u scritta per la colo
Un'immagine del film Il Gaucho, per la cui colonna sonora è stato scritto
 
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La cumbia de Manuela
Aldo Letteri, Armando Trovajoli, 1964

Yo dejo bombilla y mate, botas y cinturón
Me pongo mi lindo traje y a la fiestita silbando voy
Yo dejo bombilla y mate, botas y cinturon
Me pongo mi lindo traje y a la fiestita silbando voy.

Yo combidare a Manuela, esta noche se cumbiarà
Yo combidare a Manuela, esta noche se bailarà
Yo combidare a Manuela, esta noche voy a cumbiar Yo combidare a Manuela, esta cumbia voy a bailar!

Yo voy a gastar mi plata junto a mi dulce amor
Yo quiero gozar con ella y a la fiestita cantando voy. Yo voy a gastar mi plata junto a mi dulce amor
Yo quiero gozar con ella y a la fiestita cantando voy.

Yo combidare a Manuela, esta noche voy a cumbiar Yo combidare a Manuela, esta cumbia voy a bailar
Yo combidare a Manuela, esta noche voy a cumbiar Yo combidare a Manuela, esta cumbia voy a bailar.

 

Alcune notizie sul brano...

Questa canzone fu scritta per la colonna sonora del film Il gaucho (1965) diretto da Dino Risi e interpretato, tra gli altri, da Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Maria Grazia Buccella e Nino Manfredi (quest'ultimo vincitore del premio Grolla d'Oro per la miglior interpretazione maschile). La sceneggiatura era di Ruggero Maccari, Tullio Pinelli, Dino Risi ed Ettore Scola. Nel film è cantata da Neil Sedaka accompagnato dall'Orchestra diretta dal M° Trovajoli e dai Cantori Moderni.

Trama del film: Marco Ravicchio (Vittorio Gassman), incaricato delle pubbliche relazioni d'una modesta casa di produzione cinematografica italiana, parte alla volta di Buenos Aires per presentare un film al Festival di Mar del Plata. Insieme con lui sono un regista famelico (Umberto D'Orsi), squallido, sinistrorso ed effeminato (non tanto velato cenno al più celebrato Pasolini), due "stelline" belle e stupide senza rimedio in cerca di pubblicità, Lorella e Maria (Maria Grazia Buccella e Annie Gorassini) ed una terza attrice, Luciana (Silvana Pampanini), non più giovanissima, che spera di veder finalmente coronato da giuste nozze l'annoso corteggiamento d'un facoltoso argentino. Sullo sfondo della storia l'Argentina post-peroniana, paese populista che pensa in grande, ma è tradito da grosse inefficienze di base e disseminato di emigrati italiani altrettanto nostalgicamente legati a un'idea più che alla reale situazione di un paese che non conoscono più. A Buenos Aires il gruppetto colleziona una serie di figuracce ed è assillato dalle continue, impetuose manifestazioni di simpatia d'un facoltoso emigrato italiano, l'ingegner Marucchelli (Amedeo Nazzari), il quale ha fatto della nostalgia di un Italia ormai scomparsa il suo hobby preferito e si sente contemporaneamente legato strenuamente alle posizioni raggiunte tanto da essere del tutto insensibile alle situazioni negative del suo prossimo. L'ingegnere li bombarda di inviti, di feste, di doni, di pastasciutta, di canzoni napoletane e di entusiasmo nostalgico. Ma quando Marco - visto sfumare il suo progetto di ottenere un prestito dall'amico Stefano (Nino Manfredi), emigrato anni prima, ma definitivamente fallito - chiede appunto al cordiale anfitrione quel denaro che gli occorrerebbe per riassestare in patria un bilancio fallimentare, non ottiene che belle parole. Concluso il festival, il gruppetto s'accinge a tornare in Italia con qualche esperienza e qualche delusione in più. Marco dovrà affrontare pignoramenti e debiti. Luciana, dal canto suo, dovrà mettere una croce sopra l'illusione nata da un fugace "flirt" con un ricco argentino. Stefano resterà con la sua gualcita miseria a rimirare l'aereo che torna nell'irraggiungibile Italia. E l'ingegnere Marucchelli, atletico e sciovinista quanto credulone e distratto (Marco gli ha fulmineamente sedotto la moglie Ines, interpretata da Nelly Panizza, fra una cosa e l'altra), si dirigerà spavaldamente ad accogliere un altro illustre italiano in arrivo: Celentano

Biografia di
Armando Trovajoli

Armando Trovajoli (all'anagrafe Trovaioli) nasce a Roma il 2 settembre 1917. Da bambino inizia a studiare il violino, rivelando un notevole talento musicale. In seguito si diploma in pianoforte e composizione al conservatorio di musica di S. Cecilia in Roma. Nel 1937 entra nell'orchestra di Rocco Grasso, che l'anno dopo lo vorrà come pianista nel proprio complesso. Nel 1939 suona con l'orchestra di Sesto Carlini, una delle più rinomate formazioni jazzistiche italiane dell'epoca. Dopo la guerra torna ad alternare l'attività nel jazz con quella nella musica leggera e, contemporaneamente, perfeziona i suoi studi musicali diplomandosi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma (1948). Nel 1949 viene scelto a rappresentare l'Italia al Festival du Jazz de Paris dove, con Gorni Kramer al contrabbasso e Gil Cuppini alla batteria, suona nella celebre Salle Pleyel. L'anno successivo inizia una serie di incisioni discografiche, pubblicate col titolo Musica per i vostri sogni. Con lo stesso titolo, e in un secondo tempo con quello di Eclipse, realizza in collaborazione con Piero Morgan (Piero Piccioni) un ciclo di trasmissioni radiofoniche, uno tra i primi tentativi italiani di presentare esecuzioni pianistiche di jazz con orchestra d'archi. All'inizio degli anni 50 la RAI gli affida la direzione di un'orchestra di musica leggera, che Trovajoli imposterà con l'organico di 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 1 flauto, 1 oboe, 1 clarinetto, 1 corno, l'arpa, vibrafono, chitarra elettrica, contrabbasso, batteria e naturalmente il pianoforte suonato da lui stesso; con questa formazione e la collaborazione di alcuni cantanti, trasmetterà dai microfoni di Radio Roma eleganti brani musicali con una netta impostazione jazzistica. Insieme a Piero Piccioni nel 1952-1953, è protagonista del settimanale musicale serale Eclipse, nella quale l'orchestra viene diretta in alternanza dai due compositori in pezzi estremamente ricercati e sofisticati, ben diversi dallo stile delle orchestre radiofoniche del periodo. Compositore per il cinema Nel frattempo Trovajoli aveva esordito, con lo pseudonimo Vatro, come autore di canzoni (È l'alba, Dimmi un po' Sinatra, ecc.). Nel 1951 è invitato da Dino De Laurentiis a scrivere musica per la colonna sonora di Anna, film diretto da Alberto Lattuada. La canzone El Negro Zumbon diventa un best seller mondiale: ispirata a ritmi tropicali, nel film è cantata in playback e danzata da Silvana Mangano, ma in realtà è eseguita dalla voce di Flo Sandon's. Lo stesso anno Trovajoli si esibisce come concertista suonando musiche di Gershwin sotto la direzione di A. Rodzinsky al Teatro San Carlo di Napoli e di Willy Ferrero alla Basilica di Massenzio in Roma. Nel 1953, oltre a scrivere il commento per il film Due notti con Cleopatra, partecipa come direttore d'orchestra al Festival della Canzone Italiana di Sanremo e trionfa con l'arrangiamento della canzone vincitrice Viale d'autunno (vi interverrà anche nel 1957). Ottiene un secondo successo internazionale con Che m'è mparato a ffà, lanciata e incisa in disco da Sophia Loren (1956). Nel 1962 sposa l'attrice Anna Maria Pierangeli, dalla quale ha un figlio, Howard Andrew; divorzia nel 1968 per poi risposarsi con Mariapaola Sapienza, madre del suo figlio Piergiorgio. Nel 1962 Trovajoli, che in precedenza aveva collaborato ad alcuni spettacoli di rivista, viene chiamato a comporre la musica per un film scritto da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa. Il film doveva chiamarsi Rugantino, ma allora non venne realizzato; venne realizzato nel 1973 con Adriano Celentano come attore protagonista. Il copione venne invece ripreso da Garinei e Giovannini, che lo utilizzeranno per realizzare la famosa commedia musicale che porta lo stesso titolo che ebbe un enorme successo. Trovajoli si segnala all'attenzione degli intenditori per lo studio condotto sui motivi popolari romani dell'Ottocento, sapientemente riecheggiati nelle sue composizioni. La più suggestiva ed orecchiabile canzone di Rugantino, Roma, nun fa' la stupida stasera, diviene il suo terzo best-seller mondiale. Ottenne altrettanti successi con Ciao Rudy e Aggiungi un posto a tavola sempre di Garinei e Giovannini. Nei contenuti extra del DVD di Aggiungi un posto a tavola Trovajoli afferma che, non essendo lui credente, è stato difficile fare delle canzoni per questa commedia. Da ricordare nel repertorio di colonne sonore la collaborazione con registi come Vittorio De Sica, Marco Vicario, Dino Risi, Luigi Magni e Ettore Scola del quale ha musicato praticamente l'intera filmografia. Nel 2007 ha ottenuto il Premio Speciale David di Donatello alla carriera. Nel 2009 collabora al nuovo disco di Renato Zero, e il 20 giugno partecipa con lui e tanti altri cantanti italiani al concerto allo Stadio Olimpico "Corale per l'Abruzzo". Nel 2010 ha ricevuto il Premio Federico Fellini 8 1/2 per l'eccellenza artistica al Bif&st di Bari. Muore il 28 Febbraio 2013 all'età di 95 anni. Su sua richiesta, la moglie Mariapaola non ha pubblicizzato la notizia fino all'avvenuta cremazione.

La locandina del film Il gaucho