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Estate
Bruno Martino, Bruno Brighetti /
arr. João Gilberto, 1960

Estate,
Sei calda come i baci che ho perduto,
Sei piena di un amore che ho passato
E il cuore mio vorrebbe cancellare

Estate,
Il sole che ogni giorno ci scaldava,
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore

Tornerà un altro inverno,
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose,
E forse un po’ di pace tornerà

Estate,
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore,
L'estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore

Alcune notizie sul brano...

Estate fu scritta nel 1960 dal cantante e compositore Bruno Martino insieme a Bruno Brighetti che suonava il vibrafono nel primo gruppo di Bruno Martino, un quintetto "alla George Shearing": pianoforte, vibrafono, chitarra, contrabbasso e batteria. Le parole trattano dell’estate come del tempo di un grande e perduto amore. Solo l’inverno successivo potrà coprire i ricordi.
Nel 1961 la canzone entrò nelle classifiche italiane, ma non fu un grande successo commerciale. La prima cantante jazz che la incise, è stata Helen Merrill. Solo più tardi, l’interpretazione di João Gilberto ne fece un brano ben noto al di fuori dei confini italiani inserendolo nel suo album “Amoroso”, nel 1977. Da allora è stato eseguito dai più grandi jazzisti a livello mondiale, tra cui vale la pena di ricordare le incisioni di Chet Baker (in “Full Steam Ahead”, 1985), Michel Petrucciani (in “Michel Petrucciani Live”, 1991), Richard Galliano (in “Estate”, 1985) e Toots Thielmans (in “Only trust your heart”, 1988). Recentemente sono uscite anche due versioni interessanti di Irene Grandi e di Sergio Cammariere, oltre a quella di Fabrizio Bosso.
Estate è infatti uno dei pochi brani di compositori italiani che sia riuscita ad entrare nel repertorio jazzistico mondiale. É considerate uno dei migliori standard jazzistici, e viene solitamente eseguita come una bossa nova o una ballata con leggero groove latino. Molti hanno tentato di fare un testo inglese su questa canzone fra cui Al Stillman ed Arthur Altman (Maybe This Summer, 1965), Jon Hendricks (In Summer, 1990), Joel E. Siegel (Estate, 1987) e Susannah Mc Corkle (Summer, 1990). Ne esiste anche una versione spagnola col testo di Alejandro Lerner (Verano, 2006) incisa da Andrea Bocelli.
Vale anche la pena menzionare il fatto che il pezzo si intitolava originariamente "Odio l'estate". Ma in uno spettacolo televisivo, Lelio Luttazzi, l’allora popolarissimo conduttore e musicista, ridicolizzò il brano, eseguendone una parodia dal titolo "Odio le statue". Da quel momento le registrazioni successive sarebbero state intitolate solamente "Estate".

Secondo altre fonti, sarebbe stato João Gilberto a modificare il titolo ed il testo eliminando "Odio"...

A questa canzone ed al suo autore è dedicato il libro Odio l'estate scritto dalla giornalista musicale Paola De Simone e pubblicato nel luglio 2010 a dieci anni dalla scomparsa di Bruno Martino dalla Donzelli editore. Il volume è interamente dedicato al cantautore romano e alla sua canzone più nota, Estate appunto.

Bruno Martino

Biografia di
Bruno Martino


Bruno Martino nacque l’11Novembre 1925. La sua carriera musicale iniziò nel 1944, quando il giovane pianista entrò nell’orchestra sinfonica della radio della sede RAI di Roma. Contemporaneamente già suonava con alcune jazz band locali.
Dopo che ebbe lasciato l’Italia nel 1947, lavorò in numerosi night club europei, soprattutto in Danimarca. La sua orchestra suonava un misto di jazz, canzoni napoletane e sue composizioni, ed era considerata fra le orchestre da ballo più in vista dell’epoca.
Bruno Martino a fine anni 50 è stato il cantante ironico di “Dracula Dracula Dra” (cha-cha-cha), vampiro dal lungo mantello sulla scia dei successi cinematografici delle sanguisughe da epopea. I veterani del vinile ricorderanno anche una sua divertente canzone “Nel duemila” dove si ipotizzava la scomparsa di tante…usanze fra innamorati in un’epoca che (si era a cavallo fra gli anni 50 della Pizzi e Tajoli e gli anni 60 del surf e dello shake) il nuovo millennio pareva lontanissimo. Una frase su tutte “Nel Duemila ogni cosa cambierà, ma l'amore senza pillole sarà…”. Non aveva previsto il Viagra...
Dopo il suo ritorno in Italia, scrisse canzoni per artisti allora emergenti quali Caterina Valente, Renato Rascel e Wilma de Angelis. Sino a quel momento, non aveva mai preso in seria considerazione di cantare lui stesso, e fu per una pura coincidenza, che dovette sostituire un cantante, che aveva dovuto lasciare la sua orchestra senza preavviso.
Divenne noto col soprannome "Principe dei night" con canzoni quali "Sono stanco", "Sabato sera", "Cos'hai trovato in lui" e "Baciami per domani". Il suo grande successo - "E la chiamano estate" – fu registrato da Fred Bongusto. Ma è soprattutto per il brano “Estate”, scritto nel 1960 con Bruno Brighetti col quale raggiunse la fama internazionale.
Nel 1961 fece la sua unica apparizione al Festival di San Remo con "AAA Adorabile cercasi". Anche in molti spettacoli televisivi si dipinse l’immagine di "cantante da night club".
Ma la sua orchestra continuava a godere di grande stima, e fra i suoi membri si trovavano molti famosi musicisti italiani, tra cui Franco Cerri ed Oscar Valdambrini. Si esibì sui più importanti palcoscenici del mondo, da Monte Carlo a Las Vegas.
Negli ultimi anni della sua vita Bruno Martino continuò ad esibirsi saltuariamente come cantante. Nel 1993 fece ancora una grande apparizione insieme ad Umberto Bindi. Col titolo "Due vite, un pianoforte" andò in scena al "Teatro Flaiano" di Roma e fu anche registrata in un album.
Bruno Martino è morto il 12 Giugno del 2000 all’età di 74 anni per un attacco cardiaco.

L'album di João Gilberto Amoroso del 1977 in cui compare la versione Bossa Nova di Estate