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Maria Gabriella Da Rold
"A Tosca"

Nata in quel di La Spezia da madre reggiana e padre bellunese, è forse da questo “incrocio di razze” nelle vene che mi trovo ad avere la passione per la musica e le lingue straniere. Infatti, a Pisa, dove ho frequentato le scuole, quando ero in seconda media, la professoressa di musica, visti i miei successi con il flauto dolce, mi portò a casa sua e con lei cominciai a studiare pianoforte. Ho trascorso una notevole quantità di ore della mia adolescenza in compagnia di Bach e Mozart, intervallati da meteore di disco music di quel periodo (gli anni ’80, che adesso sembrano preistoria). Il male al polso mi impedì più tardi di continuare e di farne una professione come avrei voluto. Avevo intanto cominciato a cantare nel coro “Vincenzo Galilei” della Scuola Normale di Pisa (dal 1984 al 1991) con un repertorio di musiche sacre, e non a caso gli “allenamenti” li facevamo nella chiesa sconsacrata di via dei Mille, vicino alla Torre della Fame, quella del Conte Ugolino. Nel frattempo ho studiato il russo e il polacco, poi, spinta dalla necessità di cambiare aria, girando qua e là per l’Europa, ne ho approssimativamente imparate diverse altre, l’inglese, il tedesco, il francese, lo svedese…. e la collezione è in continuo “aggiornamento”: l’ultima “entry” è il portoghese, amore a prima vista scoccato in Brasile nel 2002 durante un viaggio che mi ha fatto conoscere la musica di questo paese stupendo. Sono infatti le lingue che mi permettono la sopravvivenza a Bologna, dove sono approdata nel 1999, anno in cui sono entrata a far parte dei “Plantations Sound Chorus” dove, sotto la guida dell’esimio maestro Montanari, a cui devo la paternità del mio soprannome, ho scoperto il mondo del gospel. Nel 2003 mi sono riavvicinata agli strumenti musicali e ho suonato per un breve periodo il sassofono nella banda “Rossini” di Bologna, ma, vista minacciata la mia incolumità fisica da parte degli altri condomini del mio palazzo a causa dell’esercizio rumoroso che praticavo a casa, il mio ruolo nella banda si è trasformato in quello di suonatrice di cassa “ad interim”. Nel 2004 ho concluso la mia partecipazione nei “Plantations” e un colpo di fortuna mi ha improvvisamente trasformato in una dei 7 componenti della “Stone Flower Orchestra”, che, per completare “euritmicamente” il gruppo, avevano assoluto bisogno di una come me. Ho ceduto alle loro insistenti preghiere.