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Guantanamera
da un poema di José Marti, 1895

Guantanamera, guajira guantanamera
Guantanamera, guajira guantanamera

Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma
Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma
Y antes de morir quiero
Cantar mis versos del alma

Rit.

Cultibo una rosa blanca
En Junio como en Jenero
Cultibo una rosa blanca
En Junio como en Jenero
Para el amigo sincero
Che me da su mano franca

Rit.
Rit.

Mi verso es de un verde claro
Y de un carmìn encendido
Mi verso es de un verde claro
Y de un carmìn encendido
Mi verso es un ciervo herido
Que busca del monte amparo

Rit.
Rit.
Rit.

Alcune notizie sul brano...

Chi è l’autore di Guantanamera? Rispondere a questa domanda è come entrare in un ginepraio e rimanerne imprigionati! In effetti, l’unica parte di cui esisterebbe una paternità sostanzialmente confermata è il testo. Si tratta dei “Versos Sencillos” (versi semplici) che il poeta e patriota cubano José Martí scrisse nel 1895. Chi adattò i versi alla musica fu certamente Julián Orbón nel 1958 e la prima esecuzione pubblica è del 1961 ad opera del chitarrista e cantante Leo Brauwer. Tutto chiaro, allora? Assolutamente no! Perchè la melodia di Guantanamera fu diffusa a Cuba nel 1932 da José Fernández Diaz, da tutti conosciuto come Joseíto, il quale conduceva un notiziario alquanto originale dal titolo “El Suceso del Día” (Il fatto del giorno) alla radio CMQ de L’Avana. L’originalità consisteva nel cantare l’avvenimento in forma di decima (forma metrica di origine spagnola) su un’aria di guajira (lett. canto di campagna) guantanamera (ossia di Guantanamo), di guajira vueltabajera, guajira holguinara o guajira camagüeyana. Pare che un giorno, innamorato di una ragazza di Guantanamo, che era molto gelosa, sia stato da questa pesantemente rimproverato per averlo visto parlare con un’altra. Quel giorno cantò “il fatto del giorno” come guajira Guantanamera in maniera particolarmente ispirata al punto che ebbe un tale successo che il pubblico pretese che usasse sempre questo tema per le sue storie. Da questo deriva anche l’espressione cubana “te van a cantar la guantanamera” (ossia, ti canteranno la guantanamera), per intendere che è in arrivo un rimprovero. Dunque sarebbe Joseíto Fernandez l’autore della musica? Probabilmente no… Perché la Guantanamera non è altro che una elaborazione della Passacaglia del Bolero creolo del 1830, che a sua volta ricalca una Passacaglia Spagnola del 1730! La Guantanamera nasce dal Son orientale della regione appunto di Guantanamo, ma deriva dal Passacallo spagnolo. La Passacaglia è appunto un’antica danza spagnola il cui nome si ritiene derivi da pasar, camminare, e calle, strada, venendo tradizionalmente eseguita da musicisti girovaghi nelle strade (e quindi probabilmente dei cantastorie, come appunto Joseíto Fernández). Era una danza lenta e piuttosto solenne per uno o due ballerini. Il motivo ricordava la Ciaccona, ed era, come questa, costruita in tempo triplo impiegando un caratteristico schema armonico ricorrente o linea di basso su quattro od otto battute. Nella versione cubana del 1830, questo schema armonico veniva eseguito dalla chitarra e serviva come ponte verso la seconda sezione del bolero cubano: la Montuna (da non confondersi col Montuno, che è un’altra cosa). Questo, nella regione orientale dell’isola, era un’aria dal ritmo moderato che la distingueva appunto dal Son. La fusione di questi due elementi definiva il nuovo stile, così come avvenne per il Son orientale che nasce a sua volta dalla fusione del Changüí e dalla Guaracha; il Passacallo e la Montuna formano la Guantanamera. Pertanto, l’aria della Guantanamera è del secolo XIX e, conseguentemente, né Joseíto Fernández, né Orbón ne possono essere gli autori! Un allievo di Orbón, Héctor Angulo, complicò ulteriormente le cose portando il brano a New York e consegnandolo a Pete Seeger che lo incise nel 1966 rendendolo un successo internazionale, ma soprattutto, lo depositò a nome di Angulo, Seeger, Martí! Da qui interminabili e comprensibili sono sorte le dispute per i diritti d’autore. Julián Orbón intentò una causa ad Angulo e Seeger per sottrazione di opera intellettuale vincendo sulla carta ma non economicamente. Ottenne, infatti, la magra consolazione di vedere comparire il suo nome accanto a quello degli altri due, ma non come autore, bensì come arrangiatore ed autore dell’adattamento dei versi! A quanto è dato sapere, il brano è stato comunque registrato due volte: una prima a nome di Joseíto Fernández davanti alla Sociedad General de Autores de España (SGAE) ed una seconda volta a nome di Héctor Angulo negli Stati Uniti da parte della Fall River Music (1963). Joseíto, però, a sua volta, pare non avere mai ricevuto alcun introito se non 15.000 pesos cubani nel 1978, poiché il governo di Fidel avrebbe venduto per diversi milioni di dollari i diritti sulla canzone! Per riassumere, allora, il tema sarebbe del 19° secolo, ripreso da Joseíto Fernández nel 1932 per il suo notiziario, su cui Julián Orbón nel 1958 adattò i versi di José Martí. Seeger, nel 1966, dopo averne fatto anche una versione inglese, la incise e, insieme a Héctor Angulo ne intascò i diritti. Poco dopo divenne un successo internazionale, grazie soprattutto alla versione eseguita dal gruppo pop The Sandpipers nel disco “Spanish Album”. Tutto qui, vi domanderete? No. Perché si inserisce un altro personaggio: Ramón Espígul, il quale aveva scritto un brano dal titolo Guantanamera ben prima che Joseíto Fernández, di cui era amico, diffondesse il suo, “… sebbene non fossero uguali né il ritornello né le note sul pentagramma” come ebbe a scrivere lo storico musicale Rosendo Rosell. Che aggiunge: “… ci deve essere una terza trascrizione di detto titolo a nome di Espígul, nel Registro de la Propriedad Intelectual de Cuba Repubblicana, così come l’affiliazione dello stesso con la Peer International che ha guadagnato sui diritti per molti anni…” Per finire, nel 1979 a L’Avana comparve uno scritto di Juan Pablo Santana che attribuiva Guantanamera a Herminio ‘El Diablo’ Wilson, sulla base di alcune testimonianze che vorrebbero la canzone dedicata alla di lui moglie. Ma di questo non esistono prove documentali…

riduzione da "La Guantanamera por Marìa Argelia Vizcaìno"

La copertina di Spanish Album del gruppo The Sandpipers

Biografia di
Josè Martì

José Julián Martí Pérez nacque a L'Avana il 28 gennaio 1853 - quando Cuba era ancora una colonia spagnola - dai genitori spagnoli Mariano Martí e Leonor Pérez Cabrera, provenienti da Cadice. Fu il più vecchio di otto figli (lui e sette sorelle). All'età di quattro anni si trasferì con la famiglia a Valencia, in Spagna, ma i Martí tornarono sull'isola 2 anni dopo, dove il piccolo José frequentò una scuola pubblica del posto. Nel 1867 si iscrisse alla Scuola Professionale per la Pittura e la Scultura de L'Avana per prendere lezioni di disegno. Nel 1869 pubblicò il suo primo testo politico nell'edizione unica del giornale El Diablo Cojuelo. Lo stesso anno pubblicò Abdala, un dramma patriottico in versi, nel monovolume La Patria Libre. Nello stesso anno compose il celebre sonetto 10 de octubre che fu pubblicato poco più tardi nel giornale della sua scuola. Nonostante questo successo, nel marzo di quell'anno le autorità coloniali chiusero la scuola, ed egli fu costretto a interrompere gli studi. Così, cominciò ad odiare la dominazione spagnola della sua patria. Allo stesso modo, crebbe in lui l'odio per lo schiavismo, che ancora era praticato a Cuba. In questo e in altri aspetti della sua vita intellettuale fu fortemente influenzato dal grande pensatore statunitense Ralph Waldo Emerson. Nell'ottobre del 1869 fu arrestato e incarcerato nella prigione nazionale, in seguito ad un'accusa di tradimento formulata dal governo spagnolo. Più di quattro mesi dopo, si assunse la responsabilità dei capi d'accusa e fu condannato a sei anni di reclusione. Sua madre tentò in tutti i modi di liberare il figlio (che a quel tempo aveva solo sedici anni, dunque era ancora minorenne), scrivendo lettere al governo; suo padre andò da un amico avvocato per ottenere un supporto legale, ma tutti gli sforzi fallirono. Col tempo Martí si ammalò e le sue gambe subirono gravi lesioni a causa delle catene che lo cingevano. Fu dunque trasferito dal carcere in un'altra parte di Cuba nota come Isla de Pinos. In seguito, il governo decise di rimpatriare Martí in Spagna. Lì studiò legge e scrisse articoli sulle ingiustizie del dominio spagnolo a Cuba. Dopo aver passato qualche tempo in Spagna, completò gli studi - ottenendo un bachelor in arte - e conseguì il diploma in diritti civili. In seguito si trasferì in Francia, dove trascorse qualche tempo prima di ritornare segretamente a Cuba sotto falso nome, nel 1877. Non riuscì ad ottenere un impiego finché non accettò un lavoro come professore di storia e letteratura a Città del Guatemala. Nel 1880 Martí sì trasferì a New York ricoprì il ruolo di console aggiunto per Uruguay, Paraguay e Argentina. Mobilitò la comunità di esiliati cubani, specialmente a Tampa e Key West, in Florida, per mettere in atto la rivoluzione e ottenere l'indipendenza dalla Spagna e, contemporaneamente, opporsi all'annessione di Cuba agli Stati Uniti, come desiderava qualche esponente politico americano. A questo scopo fondò anche, nel 1892, il Partito Rivoluzionario Cubano. Nel 1894 partì con la volontà di approdare a Cuba e lottare direttamente per la rivoluzione, ma fu intercettato in Florida. Convinse il generale rivoluzionario cubano Antonio Maceo Grajales, esule in Costa Rica, a riprendere la lotta contro gli spagnoli a Cuba. Il 25 marzo del 1895 pubblicò il Manifesto di Montecristi, proclamando l'indipendenza cubana ponendo così fine a tutte le distinzioni giuridiche tra le razze, il contatto con gli spagnoli che non si opponessero all'indipendenza, e alla lotta contro chi approvava la via dell'indipendenza. L'11 aprile dello stesso anno Martí sbarcò a Cuba con un reparto di esuli ribelli fra cui il Generalísimo Máximo Gómez y Báez. José Martí venne ucciso dalle truppe spagnole durante la Battaglia di Dos Ríos del 19 maggio 1895. È sepolto nel Cementerio Santa Efigenia a Santiago di Cuba. Durante tutto il corso della sua vita, lo scrittore e poeta cubano si oppose al coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra per l'indipendenza di Cuba, riferendosi allo stato americano come al "Golia delle Americhe". La Guerra ispano-americana iniziò (e terminò) all'incirca tre anni dopo la sua morte. I suoi lavori meglio riusciti e più apprezzati furono i libri per bambini: La Edad de Oro (L'età dell'oro) è il più letto. Uno dei poemi della collezione Versos Sencillos fu tempo dopo trasposto in musica in Guantanamera, che è divenuta la canzone cubana più famosa. Nel 2005 l'UNESCO ha inserito la raccolta di documenti che illustrano l'attività letteraria, giornalistica rivoluzionaria, diplomatica e biografica di José Martí nell'Elenco delle Memorie del mondo. Inoltre l'aeroporto de L'Avana, il José Martí International Airport, lo celebra portando il suo nome.