La copertina dell'album Barra 69: ao vivo na Bahia di Gilberto Gil e Caetano Veloso in cui compare il brano Madalena
 
Chi Siamo
Vai alla Home Page
Repertorio
Photo Album
Libro degli Ospiti
Contatti
Links

Madalena
Isidoro (adatt. Gilberto Gil), 1969

Fui passear na roça
encontrei Madalena,
sentada numa pedra,
comendo farinha seca,
olhando a produção agrícola
e a pecuária

Madalena chorava,
sua mãe consolava
dizendo assim:
Pobre não tem valor,
pobre é sofredor
e quem ajuda é Senhor do Bonfim.

Entra em beco, sai em beco,
há um recurso Madalena.
Entra em beco, sai em beco,
há uma santa com seu nome.
Entra em beco, sai em beco,
vai na próxima capela
e acende um vela
pra não passar fome.

Alcune notizie sul brano...

Questo brano è ancora oggi oggetto di disputa in merito a chi ne sia l'autore. Gilberto Gil la incise con grande successo il brano Madalena e registrò il testo come di pubblico dominio. Waldir Serrão ha invece dichiarato che la canzone era sua e di Isidoro Oliveira. Ha fatto ricorso alla giustizia per ottenerne i diritti d'autore. "É una canzone che ho scritto come critica sociale". A tutt'oggi non è riuscito a provare che è uno degli autori del brano. "Oggi, la vedova del mio partner muscale riceve i diritti d'autore" ha scritto.

Il brano ha un contenuto molto significativo, di denuncia delle diseguaglianze sociali. Si noti che la povera Maddalena è dipinta in uno stato di totale abbandono, una solitudine paragonabile solo alla solitudine di Dio, seduta su una pietra a consumare il suo pasto, un menu composto da un unico elemento: farina secca! Questo è il volto del popolo brasiliano. Se ciò non bastasse, Maddalena, nella sua situazione di totale miseria sta "contemplando la produzione agricola e del bestiame!" Maddalena sta lì a guardare una ricca attività produttiva che certamente non le appartiene. Di fronte a lei la ricchezza e l'abbondanza di cibo, mentre lei mangia solo farina secca.

Non vi è migliore sintesi delle disuguaglianze sociali del Brasile.

 

La canzone viene portata al successo da Gilberto Gil che la esegue nella serie di concerti del 20 e 21 luglio 1969 al teatro Castro Alves di Bahia in coppia con Caetano Veloso, prima della loro partenza per l'esilio a Londra. Da questi concerti venne tratto un album Live pubblicato nel 1971 col titolo Barra 69: ao vivo na Bahia (no Teatro Castro Alves). La canzone verrà poi nuovamente pubblicata nell'album Gilberto Gil del 1991, nel disco Jam - N° 4 del 1997, in Parabolicamarà del 1991 e nel CD dal titolo SÃO JOÃO VIVO! del 2001.

 

Biografia di
Gilberto Gil

Gilberto Passos Gil Moreira è nato a Salvador de Bahia il 26/6/1942, figlio dell'insegnante Claudina Passos Gil Moreira e del medico José Gil Moreira, trascorse l'infanzia a Ituaçu, nell'interno dello stato di Bahia, da dove iniziò ad interessarsi alla musica delle bande cittadine e di quella dei musicisti che sentiva alla radio, quali Orlando Silva e Luiz Gonzaga. A 9 anni si trasferisce a Salvador con la sorella, per finire il collegio, ed inizia ad imparare l'acordeom (una sorta di fisarmonica a pulsanti). Durante la gioventù intensificò gli studi musicali, formando a 18 anni il gruppo Os Desafinados (I raffinati).

Alla fine degli anni '50, João Gilberto divenne un'influenza importante per Gil, che iniziò a suonare la chitarra. All'università venne a contatto con la musica erudita contemporanea per mezzo del gruppo di avanguardia dei compositori di Bahia, che includeva Walter Smétak e Hans Joachim Koellreuter.

Nel 1962 incise il primo disco solista ("Povo Petroleiro" e "Coça Coça, Lacerdinha"), e conobbe Caetano Veloso, Maria Bethânia e Gal Costa. Nell'anno seguente, con l'entrata di Tom Zé nel gruppo, prese parte allo spettacolo "Nós, Por Exemplo", al Teatro Vila Velha, a Salvador, che inaugurò la carriera dei quattro artisti. Subito dopo, Gilberto Gil si trasferì a São Paulo, dove lavorava per la Gessy-Lever durante il giorno e frequentava bar e locali di spettacolo durante la notte. Fu in quel periodo che conobbe Chico Buarque, il poeta Torquato Neto e Capinam. Cominciò a rendersi più famoso col programma televisivo O Fino da Bossa, condotto da Elis Regina. In quel programma presentò, tra le altre, le sue composizioni "Eu Vim da Bahia" e "Louvação". Con l'arrivo del successo abbandonò il lavoro alla Gessy-Lever e firmò un contratto con la Philips, che lanciò il suo primo LP, "Louvação", nel 1967. Stabilitosi a Rio de Janeiro, Gil participò ai festival della Record e della TV Rio e finì per avere un proprio programma alla TV Excelsior, l'Ensaio Geral. Separatosi dalla prima moglie Belina Aguiar con la quale si era sposato nel 1965 e dalla quale aveva avuto due figlie Nara Gil e Marília Gil, andò a vivere con la cantante Nana Caymmi, che sposò nel 1967 e dalla quale divorziò solo due anni dopo. Nana portò "Bom Dia" (scritto in coppia dai due) al 3º Festival della Record, nel 1967. Nel medesimo festival Gil suonò "Domingo no Parque" accompagnato dal gruppo Os Mutantes, una delle canzoni di maggior impatto del festival, classificatasi al secondo posto. "Alegria, Alegria", di Caetano Veloso, classificatasi al quarto nel medesimo festival, formerà insieme a "Domingo no Parque" l'embrione del movimento tropicalista, che aveva come elemento caratteristico ed originale l'inserimento delle chitarre elettriche in una musica che non era il rock. Nel 1968 lanciò l'LP "Gilberto Gil", che diede inizio ufficiale al Tropicalismo, che aveva lui e Caetano Veloso come figure principali. Con una proposta di antropofagia di valori culturali stranieri basata sulle idee di Oswald de Andrade, il tropicalismo si concretizzò in "Tropicália ou Panis et Circensis", disco che contava, oltre a Caetano e Gil, Os Mutantes, Torquato Neto, Capinam, Gal Costa, Tom Zé, Nara Leão e gli arrangiamenti del maestro Rogério Duprat. La sua musica che fondeva la bossa nova, il samba ed altri stili era così rivoluzionaria da spaventare la giunta militare al potere. Divorziato da Nana Caymmi, nel 1969 sposò Sandra Gadelha con la quale ebbe tre figli, Pedro Gil, Preta Gil (a sua volta cantante e che lo renderà nonno nel 1995) e Maria Gil. Nel 1969 fu arrestato e confinato a Salvador. Fu un quella occasione che compose l'ironica "Aquele Abraço", una delle sue canzoni più famose. In seguito partì inisme a Caetano per l'esilio in Inghilterra, dove ebbe l'opportunità di lavorare nei club di Londra con gruppi quali i Pink Floyd, gli Yes, l'Incredible String Band, e la band di Rod Stewart.

Tornò in Brasile nel Gennaio del 1972, per uno spettacolo in cui lanciò canzoni come "Oriente" e "Back In Bahia" che furono poi riunite nell'LP "Expresso 2222" col quale rivitalizzò la cultura del Nordeste, esperienza più tardi, rivissuta in "Refazenda" (1975). Dopo aver suonato al Midem Festival in Francia nel 1973, Gil incise "Ao Vivo" nel 1974. Un anno più tardi registrò insieme a Jorge Ben l'album "Gil & Jorge". Nel 1976 andò in tournée con Veloso, Gal Costa e Maria Bethania, pubblicando l'album "Doces Bèraros". Per il resto degli anni '70, incise per una varietà di etichette brasiliane fino a che non siglò un accordo internazionale con il gruppo di etichette WEA nel 1977. Girò i college degli Stati Uniti nel 1978 e si stabilì definitivamente nel panorama del jazz mondiale con i suoi album "Nightingale" (1978) e "Realce" (1979) che fu un vero spartiacque nella sua carriera, quando iniziò a flirtare con il reggae (fece un tour insieme a Jimmy Cliff nel 1980) ed il pop. Sono di questa fase gli LP "Luar", "Um Banda Um", "Extra", "Raça Humana", "Dia Dorim, Noite Neon" e "O Eterno Deus Mu Dança". Realizzò inoltre una cover del brano di Bob Marley "No woman no cry" che vendette oltre 700.000 copie. Fece anche un doppio album dal vivo nel 1978, "Gilberto Gil ao Vivo em Montreux", inciso durante le sue performance al jazz and blues festival in Svizzera.

Nel 1980 terminò il suo terzo matrimonio e si risposò con Flora, dalla quale ebbe tre figli, Bem, Isabela e José Gil. Nel 1982, ebbe molto successo con "Palco," che divenne popolare nelle discoteche e diede il via ai concerti negli stadi in Europa. Nel 1982 si esibì nuovamente al Montreux Festival, ma questa volta insieme a Jimmy Cliff. A seguire, pubblicò "Um Banda Um" (1982), "Extra" (1983) e "Raça Humana" (1984), l'ultimo registrato insieme al gruppo di Bob Marley, i Wailers. Nel frattempo, tornato negli Stati Uniti, suonò nei jazz club di New York City e Los Angeles. Gil celebrò l'allora seconda decade di carriera nel 1985 con l'album "Dia Dorim, Noite Neon", e pubblicò "Gilberto Gil em Concerto", registrato dal vivo a Rio, nel 1987.

La sua attualità può essere percepita attraverso i suoi dischi, tra cui il pionieristico CD "MTV/Unplugged" (1994), con cui lanciò una vera e propria mania dei dischi acustici in Brasile, e "Tropicalia 2" (al fianco di Caetano Veloso), in cui flirta con il rap in "Haiti". Tra gli ultimi suoi dischi "Quanta" e la sua versione dal vivo, "Quanta Gente Veio Ver", lanciato senza grande pubblicità, "O Sol de Oslo", per il marchio Pau Brasil, a fianco dei musicisti Marlui Miranda, Rodolfo Stroeter, Bugge Wesseltoft e Toninho Ferragutti. Dalla fine degli anni '60 Gilberto Gil si è consolidato come una delle più creative ed influenti personalità della musica brasiliana. Sempre in sintonia con quanto accadeva di nuovo nella musica mondiale, i suoi dischi sono stati lanciati in diversi paesi e la sua carriera internazionale gli diede un Grammy nella categoria Miglior disco di World Music nel 1998, per l'album "Quanta Ao Vivo". Avendo fuso samba, salsa e bossa nova con il rock e la folk music, è riconosciuto a tutt'oggi come uno dei pionieri della world music.

Nel 2000 ottenne il maggiore successo degli ultimi anni con il brano "Esperando na Janela", di Targino Gondim, dalla colonna sonora del film "Eu, Tu, Eles", interpretata da Gil. Nello stesso anno iniziò il lavoro in coppia con Milton Nascimento, cristallizzatosi nel disco "Gil e Milton".

Tra i suoi molti successi in più di 35 anni di carriera, i principali furono "Preciso Aprender a Só Ser", "Refazenda", "Expresso 2222", "Eu Só Quero um Xodó" (Dominguinhos/ Anastácia), "Maracatu Atômico" (Jorge Mautner/ Nelson Jacobina), "Punk da Periferia", "Parabolicamará", "Bananeira" (com João Donato), "Divino Maravilhoso" (con Caetano), "Filhos de Gandhi", "Haiti" (con Caetano), "Sítio do Pica-pau Amarelo", "Soy Loco por Ti America" (com Capinam), "Realce", "Toda Menina Baiana", "Drão", "Se Eu Quiser Falar com Deus", "Estrela" e molti altri.

Alla fine degli anni '70, Gil divenne un importante leader del movimento dell'autocoscienza dei neri che stava allora prendendo piede in Brasile.
Negli anni '80 fu deputato a Salvador e milita da sempre per le cause ecologiste nel Partido Verde.
L'inizio degli anni '90 vide Gil continuare il suo coinvolgimento nelle cause sociali e politiche nella sua terra natale, trovando ampio supporto per le sue istanze politiche, e fu eletto a sindaco della città portuale di Salvador, la sua città natale, che chiama la Roma Nera.

Dal Gennaio del 2003 è il Ministro della Cultura del Brasile.