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Son

Il son cubano è un ritmo nato a Cuba e più precisamente a Santiago di Cuba, nelle province orientali dell'isola, verso la metà del XIX secolo. Il Son nasce quindi da una contaminazione e dalla mescolanza tra la tradizione musicale dei colonizzatori europei e i ritmi degli schiavi africani. È il genere che ha dato origine ai ritmi caraibici più ballati oggi, primo fra tutti la salsa ed è il primo ballo caraibico concepito a coppia, che non si basi su coreografie di gruppo. Insieme al Tango, lo si può considerare il primo ballo di coppia in senso moderno. Questo stile prese piede all'inizio del XX secolo, diventando negli anni '20 e '30 un vero e proprio fenomeno culturale. Il son deriva dal più aristocratico danzón, che a sua volta deriva dalla contradanza ed è sicuramente il genere più rappresentativo dell'isola, dal quale sono nati i ritmi e le melodie del Mambo negli anni 40, il cha cha cha e la salsa negli anni '50 e della timba negli anni '80.

Uscendo dall'Isla grande, anche la salsa detta Portoricana o Newyorkese, sono stili sviluppatisi negli anni '70 a New York e Miami (quindi non a Portorico, dove come fenomeno di costume sono arrivati così come li conosciamo solo negli anni 90) e sono da considerare anch'essi, derivanti dalla matrice cubana del Son.

Il son nasce nelle zone di Santiago di Cuba alla fine dell'Ottocento. Altre forme musicali delle zone orientali dell'isola, Changüí, Nengón, e Kiribá, condividono col son alcuni strumenti e la struttura musicale. L'autorità dello Changüí Benjamin Lapidus afferma: "La visione che i Guatanameros [musicisti di Guantánamo] hanno dello sviluppo del son è che è nato da vaianti struttrali simili al Nengón ed al Kiribá. Presto questa musica divenne la Regina, una melodia ripetuta ed un ritornello corale, che enfatizza l'improvvisazione vocale. Lo Changüí aveva dato vita al Regina ed alla fine divenne il son." Gli storici cubani ed i musicologi non credono più che il son sia correlato alla storia di Ma Teodora. Il son ha migrato verso ovest fino a L'Avana intorno al 1910. Fu in questo periodo che il son più probabilmente adottò il ritmo di clave dalla rumba de L'Avana, che era stata sviluppata alla fine del XIX secolo a L'Avana ed a Matanzas. L'esperto di Contradanza Peter Manuel ha proposto una teoria contraria secondo cui una grande parte della struttura del son sia originata appunto dalla Contradanza a L'Avana intorno al 1910-1920. La Contradanza comprendeva molte delle forme che si conoscono nel son, quali le melodie in forma di duetto, la presenza della clave, i brevi ritornelli vocali, le sincopature distintive e la forma di canzone a due parti con una parte simil-canzone ed una sezione di ostinato nota come montuno. Manuel afferma che quelle sincopature presenti in Oriente seppur in qualche modo influenti, non venivano in realtà usate tanto quanto la gente pensava e a L'Avana, queste divennero più evolute.

I contadini della zona, dopo il ritorno dal lavoro nei campi, si dilettavano in feste campestri chiamate changuì. In queste feste popolari ballavano e cantavano simulando e, talvolta, deridendo i padroni aristocratici. Non era insolito che gli schiavi andassero a sbirciare le feste che davano i padroni, sia per ammirare lo sfarzo che non potevano avere, sia per guardarli ballare. All'epoca, il ballo aristocratico era il danzón, che derivava da balli europei. I contadini avevano la tradizione del ritmo e delle movenze della rumba africana che gli era stata tramandata dagli schiavi africani deportati sull'isola. L'unione dei due stili ha creato il son. La diffusione avvenne per mezzo dei trova, musicisti che giravano Cuba raccontando nelle loro canzoni le storie degli schiavi e che si esibivano in gruppetti di due o tre persone alla volta. L'emergere del son cubano aumentò l'interazione tra la cultura spagnola e quella africana e permise ai musicisti neri sia di guadagnare esibendosi, sia di entrare in un ambiente (quello musicale) che prima era riservato solo agli europei. Nella Cuba del 1910 la cultura africana di qualsiasi genere era considerata volgare e barbara. Anche i contadini di colore considerati progressisti credevano fermamente nella superiorità dei bianchi. Pertanto, la musica con influssi africani in quel tempo era considerata musica da bambini. Quando cominciò a diffondersi sia tra i bianchi che tra i neri, la classe dirigente cominciò a guardarla con preoccupazione, soprattutto per chi era amante della musica europea. Nel 1916 i fratelli Martìnez fondarono il primo gruppo musicale ufficiale di son: il Cuarteto Oriental. I membri erano: Gerardo Martínez (claves), Guillermo Castilla (botija), Ricardo Martínez (tres) e Nery Cabrera (maracas). Il gruppo cominciò a registrare nel 1918 con il nome di Sexteto Habanero. Il Sexteto Boloña venne anch'esso lanciato quell'anno, ma non iniziò ad incidere sino alla metà degli anni'20. Nel 1922, con l'introduzione nel paese della radio, la popolarità de L'Avana si impennò. La città vide un sensibile incremento della mafia, poiché in quel periodo negli Stati Uniti vigevano le leggi proibizioniste, e l'isola divenne meta del turismo statunitense legato alla prostituzione e al gioco d'azzardo. Tra il 1925 e il 1928 il son visse un periodo di trasformazione in cui da genere di nicchia divenne la musica più popolare dell'isola. Il punto di svolta fu quando il presidente Machado chiese pubblicamente all'orchestra Sonora Matancera di suonare alla sua festa di compleanno. Molti musicisti oltrepassarono i confini nazionali per andare ad esibirsi in America del nord e del sud, il diffondersi del son in altri stati contribuì alla sua popolarità nella stessa Cuba. Alcuni anni più tardi, alla fine degli anni '20, i Sextetos divennero Septetos con l'introduzione del pianoforte. La popolarità aumentava e nascevano nuovi gruppi, tra i più famosi c'era il Septeto Nacional, diretto da Ignacio Piñeiro, che scrisse Echale salsita (la prima canzone in cui compare il termine salsa) e Donde estabas a noche. Nel 1928, El Manicero di Rita Montaner divenne la prima canzone cubana a entrare nella hit parade europea diffondendosi soprattutto a Parigi. Nel 1930 quella stessa canzone fu portata negli Stati Uniti dall'Orquestra de el Casino de l'Habana diretta da Don Azpiazu, dove ebbe grande successo. Con la fine degli anni '30 i giorni di gloria del son erano già finiti. I sestetti ed i settetti che avevano goduto di ampia popolarità commerciale persero progressivamente terreno a favore delle jazz band e dei più ampi conjuntos. La stessa musica che il son aveva contrubuito a creare, stava ora soppiantando il son in quanto a popolarità e richiesta musicale a Cuba. I conjuntos di son originale si trovarono di fronte alla scelta se sciogliersi e rifocalizzarsi su nuovi stili di musica cubana o ritornare alle radici ed esibirsi solo per la comunità Afro-Cubana. Negli anni '40 comparve sulla scena Arsenio Rodríguez, che diventò il musicista più influente nell'ambito del son con brani quali Papauba e Para bailar son montuno. Egli introdusse gli assoli strumentali e le improvvisazioni, aggiunse le trombe, il piano ed altre percussioni, in particolare le congas, nonostante tutti questi strumenti strumenti fossero già stati usati anche in precedenza, anche se singolarmente od estemporaneamente; si passò così dai septetos ai conjuntos. Beny Moré (conosciuto come El Bárbaro del Ritmo, il "maestro del ritmo") evolvette ulteriormente il genere, aggiungendovi influenze di guaracha, bolero e mambo. Era forse il più grande sonero, grazie anche a brani quali Castellano que bueno baila usted o Vertiente Camaguey; un altro sonero di rilievo è stato Roberto Faz. Con l'arrivo del mambo e del cha cha cha negli Stati Uniti, il son (padre degli altri due generi) divenne ancora più popolare. Alla fine degli anni '40, molti avevano perso interesse per il son, anche i cubani più conservatori. Uno dei motivi del declino fu che le orchestre che si formarono in quegli anni avevano aggiunto strumenti musicali, il che favoriva arrangiamenti molto più elaborati, ritmiche più sostenuti e passaggi più veloci. I generi nati negli anni '40, come il mambo, hanno molte caratteristiche derivate dal son. In particolare il son è universalmente considerato il fondatore della salsa. Il son perse di popolarità a favore dei nuovi generi e non venne più molto ascoltato nemmeno a Cuba, tranne che nella provincia di Santiago, dove è tuttora suonato in quelle che da noi sarebbero considerate balere. Negli anni '40 e '50, ci fu un boom turistico a Cuba e la popolarità del jazz e della musica americana in genere favorì lo sviluppo di grosse band simili a quelle del jazz. Gli strumenti di queste band comprendevano: piano, basso, una vasta scelta di percussioni afro-cubane, e un cantante. Il repertorio cosmopolita affascinava il pubblico cubano e straniero, anche se si abbandonarono alcune sonorità tipicamente africane per avvicinarsi al gusto del pubblico occidentale. Inoltre, i produttori discografici aumentarono gli sforzi per incidere e diffondere i dischi delle big band e per creare nuovi generi che si rifacessero a quelle sonorità, ormai divenute popolari in tutta Cuba. Dopo la rivoluzione cubana, tutte le forme di musica afro-cubana contribuirono allo sviluppo della salsa, termine che i cubani rifiutavano fino a pochi anni prima. La popolarità massiccia che aveva raggiunto il son contribuì a valorizzare la cultura popolare afro-cubana e gli artisti che l'avevano creata. Tra i vari artisti che si affermarono in questo periodo va ricordato Carlos Puebla, autore della popolarissima Hasta siempre, canzone dedicata all'eroe della rivoluzione Che Guevara.

Il son tradizionale attualmente si sente raramente, ma è stato assimilato in altri generi, ed altri tipi di musica cubana e musica latina continuano ad usare lo stile generato dal son. Nonostante il son continui ad essere un fondamento molto importante per tutti i generi della Latin music, non è più un genere musicale popolare a Cuba. Le nuove generazioni di cubani preferiscono la più veloce e ballabile salsa o la timba. Le vecchie generazioni continuano a preservare il son come uno dei generi musicali che ascoltano, specificamente nell'Oriente, dove tendono a mantenere delle versioni più tradizionali del son rispetto a L'Avana. Le orchestre di Charanga hanno poi sviluppato una musica da ballo pesanetemente influenzata dal son.

La caduta dell'URSS (maggior partner economico di Cuba) nel 1991, costrinse l'isola a incoraggiare il turismo per aumentare le entrate. La musica divenne così una delle attrazioni principali dell'isola. Il film e il successivo album Buena Vista Social Club, usciti alla fine degli anni '90, rilanciarono la popolarità del genere musicale fino a farlo diventare un fenomeno mondiale. Grazie al gruppo di musicisti che hanno inciso quest'album e alla produzione cinematografica che ne è seguita, il son è stato riscoperto. Oltre all'originale album Buena Vista Social Club, c'è stato un flusso di CD solistici dei membri del "club". Questi hanno successivamente siglato contratti individuali che hanno garantito tale flusso di CD che comprendono molti son cubani originali. Grazie all'album ed al vilm Buena Vista Social Club ed agli album solistici successivi c'è stato un revival del son tradizionale ed una riscoperta dei vecchi soneros che erano caduti nell'oblio. Sebbene molti cubani non considerino rappresentativi dell'isola gli artisti che si sono esibiti in Buena Vista Social Club, questi hanno avuto la capacità di far conoscere il son alle nuove generazioni sia a Cuba che nel resto del mondo, anche dove il son non era mai stato sentito prima. Negli ultimi anni sembra crescere nuovamente l'interesse nei confronti del Son, grazie a ballerini e maestri che si esibiscono e che lo insegnano. Fra i ballerini più noti: Carlos Raffael Gonzalez, Mario Charon Alvarez, Victor Zapata, Claudio Martinelli, Jorge Camaguey, Yoannis Tamayo.

Le figure ritmiche

Il tres suona la tipica figura di ostinato cubano nota come guajeo. Lo schema ritmico del guajeo generico riportato qui sotto viene usato in molte canzoni diverse.

Da notare che la prima misura consiste di tutte pause.
La figura può iniziare nella prima misura o nella seconda, a seconda della struttura del brano.

La figura base dei timbales per il danzón è detta baqueteo. Nell'esempio qui sotto le note con la testa tagliata indicano colpi stoppati , mentre le note normali indicano colpi aperti. Il danzón era la prima forma musicale scritta basata sul principio organizzativo del ritmo africano sub-sahariano, conosciuto a Cuba come clave.

BaqueteoI seguenti quattro pattern di campana per timbales sono basati sulla classica parte della cáscara di rumba. Sono scritti nello schema della clave 3-2.

Càscara

L'esempio qui sotto mostra i pattern combinati (scritti in clave 2-3) di timbales e campane.

Lo stile originale di fare assoli sui timbales è noto come típico. Manny Oquendo (1931-2009) suonava assoli di timbales che erano famosi per il loro fraseggio diretto rado típico. Le seguenti cinque misure sono un riassunto di un assolo di timbales di Oquendo. Il pattern di clave è riportato sopra per riferimento. Da notare come il passaggio inizi e finisca in coincidenza con i colpi della clave.

Solo

Tra la fine degli anni '40 e l'inizio degli anni '50, alcuni timbaleros, in particolare Tito Puente, hanno iniziato ad incorporare il vocabolario ritmico della quinto della rumba nei loro assoli. Il seguente esempio è tratto dall'assolo di timbales di Willie Bobo sullo standard jazz Night in Tunisia (1959). L'esempio inizia con una tipica frase ad incrocio di quinto, che risolve nella terza misura.

Il breve esempio seguente è tratto dall'assolo di Manny Oquendo su Cuba Linda (1975). Questa è una frase ad incrocio di quinto che raggruppa le classiche duple (sedicesimi) in serie di tre.

La struttura tipica

 

Gli strumenti

Un gruppo musicale di son originale comprendeva questi quattro strumenti:
- tres (letteralmente tre in spagnolo): è un cordofono simile alla chitarra originariamente a tre coppie di corde, più spesso visibile come il tres cubano a sei corde (tre coppie), o come il tres portoricano a nove corde (tre triplette). Secondo la maggior parte delle fonti, il tres venne usato all'inizio per vari generi musicali Afro-Cubani originat nella parte orientale di Cuba: il nengón, il kiribá, lo changüí ed il son. Benjamin Lapidus afferma: "Il tres occupa una posizione di grande importanza importance non solo nello changüí, ma in tutta la cultura musicale di Cuba." Una teoria ritiene che inizialmente venisse usato nel son una chitarra, un tiple (piccola chitarra, circa il 20% più corta, a cinque coppie di corde) o una bandola (simile alla bandurria o al mandolino, generalmente a sei corde doppie, anche se ne esistono varianti a quattro corde singole o doppie, due corde triple più quattro doppie, quattro corde triple più due doppie, sei corde triple). Questi sarebbero stati sostituiti da un nuovo strumento indigeno, una fusione dei tre, detto appunto tres. Helio Orovio ha scritto che nel 1892, Nené Manfugás portò il tres da Baracoa, il suo luogo d'origine, a Santiago de Cuba. Fernando Ortíz afferma una teoria contraria secondo cui il tres non sarebbe affatto un'invenzione cubana, ma uno strumento che esisteva già nella Spagna precoloniale. Il suonatore di tres è detto tresero. Il tres cubano tre gruppi di corde doppie per un totale di sei corde. Dalla più grave alla più acuta, l'accordatura principale è una delle due varianti in Do maggiore: Sol4 Sol3, Do4 Do4, Mi4 Mi4 (ossia con le corde acute all'unisono), o più tradizionalmente Sol4 Sol3, Do4 Do4, Mi3 Mi4 (Corde agli estremi in ottavi). Da notare che quando viene usata l'accordatura per ottave, l'ordine delle ottave nella prima coppia di corde è il contrario dell'ordine nella terza coppia (basso-alto vd. alto-basso). Oggi molti treseros accordano lo strumento un tono sopra (in Re maggiore): La4 La3, Re4 Re4, Fa#4 Fa#4 o La4 La3, Re4 Re4, Fa#3 Fa#4.
- güiro:
strumento a percussione Latino-Americano che consiste di una zucca vuota, aperta ad un'estremitàcon tacche parallele incise su un lato. Viene suonata strofinando un bastoncino o un rebbio lungo le tacche per produrre un suono di grattamento. Il güiro viene usato comunemente nella musica Portoricana ed in tutta la musica latino-americana, e gioca un ruolo chiave nella tipica sezione ritmica di importanti generi musicali quali la cumbia ed il son. Per suonare il güiro di solito si rendono necessari sia suoni lunghi che corti, ottenuti grattando su e giù con colpi lunghi e corti. Il güiro, come le maracas, viene spesso suonato da un cantante. Il güiro, che fu adattato da uno strumento pre-colombiano, viene appunto ricavato incidendo delle tacche parallele lungo la sezione più corta di una zucca vuota allungata. Ne esistono versioni fatte in legno, metallo (da non confondere col reco-reco brasiliano o con la Guira dominicana), plastica o fibra di vetro. Viene suonato tenendolo nella mano sinistra col pollice inserito nel foro posteriore per tenerlo in posizione. In alcuni modelli, c'è anche un foro alla base che consente al musicista di variare il riverbero interno coprendolo o lasciandolo scoperto. Gli strumenti moderni reperibili a Cuba ora presentano una superficie quadrata ritagliata dalla parte opposta a quella su ui si suona per facilitare la presa sullo strumento.
- bongos:
sono strumenti a percussione Afro-Cubani consistenti in un paio di tamburi ad estremità inferiore aperta di differenti dimensioni. Il più grande è chiamato hembra (femmina) ed il più piccolo macho (maschio). Sono membranofooni. L'origine del bongo è in gran parte non chiara. Il suo uso è stato documentato per la prima volta nella regione orientale di Cuba (Oriente), nel corso del XIX secolo, quando veniva impiegato in stili di musica popolare quali il son, il Nengon e lo Changui. La maggior parte delle fonti sulla storia culturale Afro-Cubana sostiene che il bongo derivi da modelli di tamburi dell'Africa centrale (Congo/Bantu), che sono caratterizzati dall'estremità aperta. Si prende in considerazione anche l'influenza della Santería della cultura Yoruba per il possibile ruolo simbolico dei tamburi gemelli. La forte presenza storica degli africani provenienti dalle regioni del Congo o dell'Angola nella parte orientale di Cuba rende tale influenza probabile. Inoltre, influenze centro-asiatiche o cinesi sono anch'esse documentate nel son cubano, compreso lo changüí ed inizialmente lo sviluppo del bongo ha seguito quello di questi generi. Da tali modelli concettuali di tamburi africani, il bongo si è ulteriormente sviluppato a Cuba ed alcuni storici afermano che l'unione dei due tamburi sia stata un'invenzione successiva che ha avuto luogo a Cuba. Altri puntano per varie ragioni (anche) ad altre influenze sull'origine del bongo: un doppio tamburo simile, chiamato tbilat o tanan, esisteva in Nord Africa almeno sin dal 12° secolo ed è pertanto possibile che il bongo cubano sia (in parte) di origine moresca piuttosto che dall'Africa occidentale. Un'altra identificazione dell'origine nord-africana è che il bongo tradizionale cubano usa chiodi metallici per tendere la pelle al tamburo. Questa tecnica è comune in Medio-Oriente sin dall'antichità. Un argomento per l'origine dall'Africa Occidentale è, d'altro canto, come detto, il fatto che l'estremità inferiore del bongo cubano sia aperta, mentre le estremità dei Tbilat sono generalmente chiuse. Per questo motivo i bongos sono definiti come "Africani nel concetto, ma cubani d'invenzione" (Ned Sublette), ma nel tempo alcuni aspetti moreschi (andalusi) od europei possono avere anche in parte dato forma ai bongos. Etimologicamente, Sublette traccia l'origine del termine bongo da un termine multiuso di origine Bantu o del Congo. I bongos usati nello changüí, noti come bongó el monte, sono più grandi ed accordati più gravi delle moderne controparti, hanno pelli inchiodate invece di tenditori accordabili e suonano in una maniera simile al quinto della rumba e ad altri tamburi solisti tradizionali. Il bongo è arrivato nella parte occidentale di Cuba all'inizio del 20° secolo, quando il son è migrato verso la capitale L'Avana. Con l'acquisizione di popolarità internazionale del son delle big band cubane, il bongo cubano è stato esportato in tutto il mondo. Oggi è uno dei più comuni tamburi a mano libera. I bongos producono suoni di timbro relativamente acuto rispetto alle congas e dovrebbero essere tenuti fra le ginocchia con il tamburo più grande sulla destra (per i destrimani). Viene più spesso suonato a mani libere e viene specificamente associato nella musica cubana con un pattern fisso o ostinato di ottavi noto come martillo. Vengono tradizionalmente suonati colpendo il bordo delle pelli con le dita ed i palmi. Il glissato usato coi bongó de monte si ottiene sfregando il dito medio, aiutato dal pollice, attraverso la pelle del tamburo. Il dito viene spesso inumidito con la saliva o il sudore prima di farlo scorrere attraverso la pelle. Possono essere suonato anche su di un supporto come nei concerti dal vivo.
- marimbula:
è una scatola musicale a linguette pizzicate tipico dell'area caraibica (da non confondere con la marimba). Consiste di una scatola di legno con un foro al centro. Attraverso questo foro, un numero variabile di linguette di metallo sono attaccate per un'estremità alla cassa armonica. Queste linguette metalliche sono accordate a differenti altezze, e vengono pizzicate per produrre una linea di basso per la musica. La marímbula viene solitamente classificata nella famiglia dei lamellofoni. Viene usata solitamente nel son messicano, nella music a jarocho (noto come marimbol), nello changüí cubano e nel tipico Merengue dominicano. Con le sue radici negli strumenti africani, la marimbula ha avuto origine nella provincia di Oriente, a Cuba nel XIX secolo. Alla fine si è diffusa attraverso i Caraibi, le Americhe e l'Africa, dalla Liberia al Congo. Dagli anni '30 si è fatta strada ad Haiti, nella Repubblica Dominicana, a Puerto Rico, in Giamaica, nelle altre isole caraibiche, in Messico e fino a New York. I cubani la chiamano marímbula, e l amaggior parte degli altri paesi caraibici hanno adottato questo nome o una sua variante: marimba, malimba, manimba, marimbol. Lo strumento ha un altri nomi in altri luoghi quali marímbola (Puerto Rico), calimba (calymba), scatola da rumba, Church & Clap, Jazz Jim o Lazy Bass (Giamaica), e scatola lamellofona. Gli schiavi africani dei Caraibi ricavavano strumenti musicali da qualsiasi materiale di scarto riuscissero a procurarsi. Le prime marìmbulas erano fatte con legno di scarto povenienti da casse d'imballaggio, con linguette (tasti) fatte di legno elastico, bambù, vecchie lame di seghetto, tutti i tipi di molle di scarto, ecc. Il musicista siede sulla scatola pizzicando le linguette e nel contempo colpendo col palmo i lati della scatola come un tamburo. L'evoluzione dello strumento e dello stile esecutivo è simile al suono del cajon. Questo strumento è stato molto importante nello sviluppo della musica Afro-Cubana poichè era uno degli strumenti base suonati dai musicisti changüí. Sia lo changüí che il son si sono sviluppati come risultato della combinazione di stili musicali e strumentazioni africane e spagnole. Quindi, i musicisti changüí suonano ancora un paio di bongos con le pelli inchiodate, una marímbula, un paio di maracas, un guiro, ed un tres per accompagnare la voce del cantante ed il coro. La maggior parte degli strumenti summenzionati sono autocostruiti, realizzati da materiali disponibili localmente, in contrapposizione agli strumenti prodotti commercialmente. Questo è stato uno dei tanti strumenti importati dalle Americhe all'Africa, che continuano ad essere suonati tutt'oggi, in varie forme e stili, particolarmente in Sierra Leone, Liberia, Guinea, Ghana e Nigeria. Le forme delle marìmbulas variano ampiamente, in termini di materiale del risonatore, di numero e disposizione dei tasti, la disposizione complessiva e le dimensioni dello strumento ed il modo in cui viene suonato. A differenza dei tipici lamellofoni africani usati per produrre complesse polifonie e poliritmie, la marìmbula fondamentalmente svolge il ruolo del basso, per fornire il supporto poliritmico ed armonico alla band, nonostante possa produrre anche una semplice melodia. La marímbula è divenuta piuttosto popolare in Giamaica in unione a chitarre, tamburi, maracas e voci nelle chiese, dove è divenuto noto come church & clap, nei nightclub dove è divenuto noto come jazz jim e fra molti suonatori da albergo che suonano la musica mento. Si può ancora trovare in uso da parte dei suonatori di mento. E' piuttosto facile imparare a suonare la marìmbula, poichè non prevede l'uso di tecniche complesse. Attualmente, lo strumento sta riguadagnndo popolarità fra gli artisti hip hop ed i suonatori di mbira.
- botija:
è un vaso panciuto o una giara di terracotta con due aperture utilizzato nei primi sestetti di son a Cuba come basso. La botija era usata per contenere il kerosene che veniva portato dalla Spagna. Le botijas venivano poi usate per nascondere il denaro sotto terra e sepolte per evitare che l'umidità arrivasse al pavimento. Furono successivamente riesumate ed usate come strumenti musicali alla fine del XIX secolo nella parte orientale di Cuba. Avevano due aperture: una in cima ed una sul lato, ed erano riempite d'acqua fino ad un certo livello per ottenere una specifica tonalità quano vi si soffiava dentro per produrre dei toni gravi. Un'altra tecnica usata per suonarle era di posizionarvi una canna attraverso l'apertura e soffiandovi attraverso. Il suo uso come strumento a Cuba terminò dopo i primi anni del XX secolo e fu sostituito dal contrabbasso. La caratteristica distintiva della musica era un basso pulsante o anticipante che cade tra i colpi in battere.

Successivamente la marimbula fu sostituita dal contrabbasso e si aggiunsero:
- maracas: a volte dette shakers da rumba o vari altri nomi, sono strumenti musicali a percussione originari dell'America Latina classificati come idiofoni. Il musicista le tiene per i manici, solitamente in coppia e le scuote. Le maracas tradizionali consistono di sfere vuote ricavate da una zucca essiccata (cuia) o da un guscio di noce di cocco riempite con semi o fagioli essiccati e montate su di un manico di legno. Le sfere delle maracas moderne sono fatte anche di pelle, legno o plastica. Spesso, una delle sfere è intonata più acuta e l'altra più grave. C'è evidenza archeologica di maracas d'argilla in Colombia sin da 1500 anni fa. La parola maraca si ritiene proveniente dalla lingua Tupi del Brasile. Sono conosciute a Trinidad, Santo Domingo e nelle Antille Francesi come shac-shac. Le maracas di pelle sono state introdotte nel 1955 da un percussionista venezuelano. Le maracas sono uno strumento semplice, ma richiedono una certa abilità per suonare a tempo con la musica. Quando il percussionista cambia la direzione del movimento per produrre il suono, i semi o i fagioli essiccati devono infatti percorrere una certa distanza prima di colpire la superficie della sfera. Questo genera un leggero ritardo che richiede che il percussionista anticipi leggermente il ritmo. A volte si usano anche percuotendole con la mano o contro la gamba per ottenere un suono differente. Le maracas compaiono in molte forme della musica caraibica e latino-americana oltre che nel pop e nella musica classica. Sono caratteristiche per esempio della musica di Haiti, Cuba, Puerto Rico, Colombia, Panama, Venezuela, Santo Domingo, Antille Francesi, Trinidad e Tobago, Giamaica e Brasile. I musicisti dei Caraibi e dell'America Latina spesso suonano le maracas nelle celebrazioni e negli eventi speciali.
- clave
s: sono uno strumento a percussione (idiofoni), che consistono in un paio di corti (circa 20–30 cm) e spessi bastoni. Sono tradizionalmente fatti di legno, tipicamente di rosa, ebano o ebano giamaicano. Al giorno d'oggi vengono spesso realizzate anche in fibra di vetro o plastica. Quando vengono colpite producono un rumore brillante cliccante. Le claves sono a volte vuote e scavate al centro per amplificarne il suono. Sono estremamente importanti nella musica cubana, in particolare nel son e nel guaguancó. Sono spesso usate per suonare una figura ritmica ripetitiva lungo tutta la durata del pezzo nota come clave, un pattern chiave (o guida) che si trova anche nella musica africana e brasiliana. Il principio base quando si suonano le claves è di consentire che almeno una di esse possa risuonare. La tecnica comune è di tenerne una leggermente con il pollice e la punta delle dita della mano non dominante, col palmo rivolto in alto. Questo fa sì che la mano divenga una sorta di camera di risonanza per la clave. Tenendo la clave sulla punta delle unghie rende il suono più chiaro. L'altra viene tenuta con la mano dominante ad un'estremità con una presa più salda, più simile al modo in cui si tiene una bacchetta da tamburo. Con l'estremità di questa clave si colpisce il centro dell'altra. Tradizionalmente, la clave che colpisce è detta el macho ("il maschio") e quella che viene colpita la hembra ("la femmina"). Questa terminologia viene usata anche quando le claves sono uguali.
- trombe: per formare i sextesos e i septetos degli anni '20.

Successivamente fu aggiunto il pianoforte e si arrivò al conjunto, poi arrivarono:
- timbales: altrimenti detti pailas sono tamburi poco profondi, a pelle singola e fusto metallico. Sono meno profondi dei tom-tom e solitamente sono accordati molto più acuti. Il percussionista (detto timbalero) usa una varietà di colpi di bacchetta sulle pelli, colpi sul bordo e rullate per produrre una vasta gamma di espressioni percussive durante gli assoli e negli stacchi e di solito suona i fusti del tamburo o percussioni ausiliarie quali campane o cembalo per tenere il tempo in altre parti della canzone. I fusti sono chiamati cáscara (il termine spagnolo per fusto, guscio), che è anche il nome di un pattern ritmico comune nella salsa che viene suonato sui fusti dei timbales. I fusti sono solitamente di metallo, ma alcuni fabbricanti offrono fusti di acero ed altri legni. Le pelli sono leggere ed accordate piuttosto acute per le loro dimensioni. Il termine timbal o timbales (plurale) è stato usato a Cuba per due tipi piuttosto differenti di tamburi. Timbales è il termine spagnolo per timpani, uno strumento importato a Cuba nel XIX secolo ed usato dalle orchestre di fiati note col nome di orquestras típicas. Questi erano i tipi di tamburi usati generalmente nelle bande musicali, forse montate su ambo i lati del dorso di un cavallo e nelle orchestre classiche. Questi venivano (ed ancora sono) suonati con delle mazze (bacchette con grosse teste rotonde soffici). I timpani vennero sostituiti dalle pailas criollas, che erano originariamente disegnate per essere usate dalle bande di strada. Le pailas vengono sempre colpite con dei batons dritti (più spessi rispetto alle classiche bacchette da tamburo e senza una conformazione: ossia sono di calibro uniforme su tutta la lunghezza) senza una testa. I colpi vengono dati sulla pelle e sui lati del fusto. Per via dell'uso sia per designare i timpani che le pailas criollas, è ambiguo l'uso del termine quando riferito alle formazioni che suonavano il danzón nel periodo 1900–1930. In mancanza di una fotografia è dfficile sapere quale tipo di tamburo una determinata formazione utilizzasse. I timbalitos o pailitas sono piccoli timbales con un diametro di 15 cm, 20 cm o 25 cm. I timbalitos sono usati per suonare la parte del bongo con le bacchette e non di solito per le parrti tradizionali di timbales. A volte vengono incorporati in set espansi di timbales o in kit di batteria. Durante l'era del mambo negli anni'40, delle campane vennero montate sui tamburi. Le campane o dei wood block possono venir montati poco sopra e tra i due timbales. Negli anni '70 José Luis Quintana "Changuito" ha sviluppato la tecnica di suonare contemporaneamente i timbales e le parti di campana di bongo quando suonava i timbales nella formazione di songo Los Van Van. Grazie al timbalero Tito Puente (fra gli altri), adesso è accettabile che un percussionista – specialmente il leader di una formazione, usi più di due timbales ed un grande assolo di timbale è un vero spettacolo. Puente può essere frequentemente visto in concerto, sui poster o sulle copertine degli album con sette o otto timbales in un set unico. I timbales venivano occasionalmente espansi con pezzi di batteria quali una cassa o un rullante. Dalla fine degli anni '70 questo è diventato la norma nel genere detto songo. Changuito ed altri hanno portato influenze di rumba e di funk nel modo di suonare i timbales. Nelle formazioni di timba contemporanee molti percussionisti usano i timbales o dei kit ibridi di batteria. Calixto Oviedo usa questo moderno set di timba ed è un maestro nell'esprimere il funk con la sensibilità dei timbales.
- congas
- tumbadora

si aggiunsero strumenti a fiato e violini e i conjuntos diventarono vere e proprie orchestre.

Sottogeneri

- Son montuno
- Guaracha
- Guajira-son
- Charanga
- Bolero-Son

Cuba