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Tem mais samba
Chico Buarque, 1964

Tem mais samba no encontro que na espera
Tem mais samba a maldade que a ferida
Tem mais samba no porto que na vela
Tem mais samba o perdão que a despedida
Tem mais samba nas mãos do que nos olhos
Tem mais samba no chão do que na lua
Tem mais samba no homem que trabalha
Tem mais samba no som que vem da rua
Tem mais samba no peito de quem chora
Tem mais samba no pranto de quem vê
Que o bom samba não tem lugar nem hora
O coração de fora samba sem querer

Vem que passa teu sofrer
Se todo mundo sambasse seria tão fácil viver
Vem que passa teu sofrer
Se todo mundo sambasse seria tão fácil viver

Versione italiana

(S.Bardotti)

E' più samba l'incontro che l'attesa
E' più samba il dolore che il rimpianto
E' più samba la spiaggia che la vela
E' più samba il perdono che l'addio
C'è più samba nelle mani che negli occhi
C'è più samba per terra che sulla luna
C'è più samba nell'uomo che lavora
E nel suono che viene da una via
C'è più samba nel cuore di chi piange
C'è più samba nel pianto di chi sa
Che il samba non ha luogo né ore
Il cuore vuol cantare ma non sa perché

Vieni e balla anche tu
Se tutto il mondo sambasse
Sarebbe felice di più

Alcune notizie sul brano...

E' un meraviglioso manifesto del samba come musica del popolo, non di proprietà di un'elite (come potrebbe essere la Bossa Nova), una musica sincera, passionale. Questa versione italiana si trova nel disco "Chico Buarque na Italia" assieme ad altri grandi successi (come A Banda, Rita ecc..) dell'autore.

Chico considera questo brano come il segno iniziale della propria carriera musicale. Scritta nel 1964 fu pubblicata per la prima volta nel 1966 nel suo primo album Chico Buarque de Hollanda. Un'altra versione "studio" della canzone, ma stavolta in lingua italiana uscì nel 1969 nell'album "Chico Buarque de Hollanda na Italia".

La canzone venne elaborata dal produttore Luiz Vergueiro per il musical Balanço de Orfeu, che andò in scena il 7 dicembre 1964 a Teatro Maria Della Costa di São Paulo.

Lo spettacolo era diviso in due parti, l'una indipendente dall'altra. La prima si chiamava "Na onda do balanço" e vedeva la partecipazione tra gli altri di Toquinho alla chitarra. Il tema avrebbe dovuto essere usato come una sorta di "morale della favola" per il confronto tra la Bossa Nova e la Jovem Guarda e fu cantata alla fine dello spettacolo, dall'intero cast in una vittoria attesa dei bossanovisti. Nella sua prima versione la canzone non piacque al regista dello spettacolo, e la musica era pronta solo il giorno prima del debutto.

Era "Tem mais samba" – che, oltre a segnare l'inizio della carriera, indicava "una delle costanti nel suo lavoro: la creazione su commissione (quella fu la prima), in senso antiorario, ma mai a pregiudizio della bellezza e del piacere di creare", secondo Werneck.

 

Copertina dell'album "Chico Buarque de Hollandia"
Copertina dell'album "Chico Buarque de Hollanda"

Biografia di

Chico Buarque


Conosciuto principalmente come compositore e cantante di musica popolare, Chico Buarque ha seguito con successo la strada della drammaturgia ed ha fatto anche incursioni nella letteratura romanzesca. Una delle caratteristiche più marcate della sua opera come scrittore è la verosimiglianza con cui tratta l’immaginario femminile. Francisco Buarque de Holanda, figlio dello storico Sérgio Buarque de Holanda, nacque a Rio de Janeiro il 19 Giugno del 1944. Completò gli studi universitari all’inizio degli anni ‘60, e fece parte del movimento popolare e studentesco che precedette il golpe militare del 1964. Le sue prime canzoni, come “Pedro pedreiro”, impregnate di preoccupazioni sociali, furono seguite da composizioni più liriche come “Olê, olá”, “Carolina” e “A banda”, quest’ultima vincitrice del II Festival della Musica Popolare Brasiliana (São Paulo, 1966). A seguito dell’atto instituzionale nº 5, nel Dicembre del 1968, la musica popolare brasiliana si è polarizzata intorno a due nomi e stili: Caetano Veloso, avanguardista e leader del tropicalismo, e Chico Buarque, che frequentemente si riferiva alla musica degli anni ‘30, specialmente a quella di Noel Rosa. Entrambi furono vittime della censura del regime, che vietava loro gran parte delle composizioni, ed andarono in esilio in Europa. Con Vinícius de Morais e Toquinho, Chico compose o “Samba de Orly”, la sua canzone dell’esilio. Per il teatro, Chico Buarque ha composto la musica di parte di “Morte e vida severina”, di João Cabral de Melo Neto, e di “Romanceiro da Inconfidência”, di Cecília Meireles. Ha scritto, con alcuni compagni, testi e musica di “Roda viva” (1967), “Calabra” (1973), “Gota d'água” (1975) e “Ópera do malandro” (1979). Ha pubblicato e messo in scena testi per bambini ed ha scritto la novella “Fazenda modelo” (1974) ed il romanzo “Estorvo” (1991).