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A tonga da mironga do kabulete
Vinicius De Moraes, Toquinho

"É uma expressão que não quer dizer nada de bom. Diz-se que em áfrica, quando um africano a diz a outro, parece que as tribos entram em guerras terríveis. E que comem o figado um do outro. Esta última palavra da expressão: "kabuletê", tem algo a ver com mãe de um deles..."

Eu caio de bossa - eu sou quem eu sou
eu saio da fossa - xingando em nagò
voce que ouve e nao fala - voce que olha e nao ve
eu vou lhe dar uma pala - voce vai ter que aprender

A tonga da mironga do kabulete
a tonga da mironga do kabulete
a tonga da mironga do kabulete
a tonga da mironga do kabulete
a tonga da mironga do kabulete

Eu caio de bossa - eu sou quem eu sou
eu saio da fossa - xingando em nagò
voce que le e nao sabe - voce que reza e nao cre
voce que entra e nao cabe - voce vai ter que viver...

a tonga....

Laiarararara laiararara
laiarararara laiararara
voce que fuma e nao traga - e que nao paga pra ver
vou lhe rogar uma praga - eu vou è mandar voce...

pra tonga...

 

Alcune notizie sul brano...

Nella composizione, gli autori informano, senza che ciò sia provato, che questa espressione (A tonga da mironga do kabulete) sarebbe una sorta di maledizione in língua nagô (una lingua di origine subsahariana parlata in alcune zone del Brasile).

Tonga, secondo il Dicionário Aurélio, può essere una parola angolana che ha il significato di "terra da lavorare" o "lavoro". Ma è anche un termine dispregiativo, che serve a designare i discendenti degli schiavi nati sulle isole.

La "mironga" sarebbe, nel candomblé e nella macumba, il "feiticcio", il "sortilegio".

Cabuleté, nello stesso lessico è "individuo disprezzabile, vagabondo".

Considerando tali accezioni, tali vocaboli potrebbero così significare qualcosa come: "La figlia del feiticcio fatto per il vagabondo"

Lanciata negli anni '70 dalla coppia di autori, fu uno dei loro maggiori successi, cantata anche da Monsueto, poichè era, in quegli anni, una espressione piuttosto popolare, alla quale non veniva dato un significato particolare.

Nel frattempo, divenne una "espressione senza senso, ma con un senso poetico dato dal poema musicato". (anonimo).

Dicono i versi:

Tu che ascolti e non parli,
tu che guardi e non vedi,
Ti voglio dare un'ala,
Tu dovrai imparare:
A tonga da mironga do kabuletê.

Più avanti, la canzone dice che l'ascoltatore deve "vivere nella tonga da mironga", per concludere mandandolo a "tonga da mironga"...

La versione di Toquinho
Secondo il compositore, l'espressione sarebbe stata creata da lui e da
Vinícius in sostituzione di un verso vietato dalla censura allora vigente sulle produzioni intellettuali ed artistiche in Brasile, sotto la dittatura militare.

C'è anche un aneddoto molto divertente riguardo a questo poema.

Negli anni '60, c'era un professore universitario portoghese (si pensa che si tratti di Óscar Lopes) che desiderava andare in Brasile per conoscere personalmente Vinicius de Moraes, poichè lo considerava il miglior poeta della lingua portoghese del XX secolo.

Il professore arrivò nella República Livre de Ipanema, e si aspettava di incontrare un distinto signore sul tipo dell'ambasciatore-poeta. Quando arrivò a casa di Vinicius, lo trovò che giaceva nella vasca da bagno in preda ai postumi di una brutale sbornia, una cosa del genere poeta-bohémien. Tutte le risposte che Vinicius dava alle domande del portoghese erano "a tonga da mironga do kabulete"

"A tonga da mironga do kabulete" non dice assolutamente nulla, ma al tempo stesso può dire tutto, o qualcosa. É difficile spiegare quale sarebbe il corrispondente usato in Portogallo. Sarebbe qualcosa del tipo: "Vai-te foder!" (la traduzione è intuitiva...) , che si usa per tutto e per niente...

Infine, Toquinho scrisse anche una versione italiana del testo (qui in versione originale con gli errori d'italiano dello stesso Toquinho...):

Mi sento incazzato
Ce l’ho com il mondo,
E’ tanto malato
E’ in coma profundo.
C’ era una volta un castello
Com fate principi e um re,
A chi há distruto anche quello
Io devo dirgli dov’e’...

E tonga da mironga do kabuletê

A chi prende e non paga
E dimentica il conto,
A quello che frega
Com la faccia santo,
A chi non há una conzone
Per ricordarsi di te,
A chi non sente emozione
Io gli cos’e...

A tonga da mironga do kabuletê

Mi sinto cativo
Ce l’ho il mondo,
E’ piu morto che vivo
E’ in coma profundo,
Tu com quell’aria arrogante,
Non si capisce perche’,
Conosco un posto elegante
Voglio mandare anche te...

A tonga da mironga do kabuletê

Biografia di
Toquinho

 

Antonio Pecci Filho (in arte Toquinho), nasce a San Paolo (Brasile) il 6/07/1946. Sin da piccolo la madre lo chiamava “mio Toquinho di gente” e tale soprannome rimase nel tempo, diventando il suo nome d’arte.

La passione musicale ereditata dal padre (di origine italiana) che amava ascoltare in casa dell’ottima musica ed il fervore della musicalità brasiliana influenzarono Toquinho sin dall’infanzia tanto che una domenica pomeriggio trovando per caso “una chitarra impolverata” lasciata dalla cugina che aveva preferito lo studio del pianoforte, nello sfiorare quelle 6 corde immediatamente si innamorò di quel strumento così popolare in Brasile, senza immaginare cosa potesse significare per il suo futuro “quella scoperta casuale”. Toquinho, aveva poco meno di 14 anni. Da quel momento cominciò a maturare l’amore e la passione per la musica, iniziando un percorso di apprendimento rigoroso con lezioni di chitarra e corsi di studio impartiti da Paulinho Nogueira, il suo principale maestro, che lo guidò alla scoperta della musicalità, del perfezionamento tecnico artistico, ai segreti dell’accompagnamento e del “solo”, per apprendere poi le conoscenze armoniche frequentando personaggi della caratura di Edgar Janulo ed Oscar Castro Neves, mentre con Isaias Savio scoprì le caratteristiche della “chitarra classica” rifacendosi allo stile di Baden Powell, eccezionale chitarrista brasiliano. Completò infine la sua preparazione diventando “compositore” frequentando i corsi d’orchestrazione di Leo Peracchi.

Il Brasile degli anni ´50 e 60 é caratterizzato da momenti difficili, ma significativi. La musica diventa un mezzo di comunicazione, ma anche di trasgressione (come durante i tempi della dittatura) per poi affinarsi sempre più ai temi sentimentali con l’avvento di quel particolare fenomeno rappresentato dal movimento della “Bossa Nova”. In quegli anni così fervidi prendono vita diversi “talenti artistici”, ancor oggi ineguagliabili, come: Elis Regina, Taiguara, Ivete, Tuca, Geraldo Cunha, Dick Farney, J. Alf, Tom Jobim, João Gilberto, Baden Powell, Vinicius de Moraes, Zimbo Trio, Marcos Valle, Bossa Jazz Trio, Chico Buarque ecc... Toquinho s’inserisce armoniosamente in questi gruppi d’arte partecipando come musicista a numerosi concerti nel famoso Teatro Paramount di S. Paolo promossi dal famoso conduttore radiofonico Walter Silva ed è da quel palcoscenico che inizia la sua carriera professionale per poi approdare come protagonista in altri famosi teatri quali il Teatro Maria Costa (1964) in “Na Onda do Balanço” insieme a Taiguara, T. Lee, Manfred Fest Trio; il Teatro Maria Costa (1965) in “Libertade, Libertade” con P. Autran; T. Raquel, Oduvaldo V., Claudia; il Teatro de Arena (1965) in “Esse Mundo è meu” rivista musicale iniziata nei locali notturni Ela Cravo e Canela e trasferita in teatro con la partecipazione di Sergio Ricardo, e Manini.

La forte amicizia fra Toquinho e Chico Buarque, nacqe dalla composizione a quattro mani della canzone “Lua Cheia” che per Toquinho significò la prima vera partecipazione discografica all’interno del disco “Chico Buarque de Hollanda” - vol. 2 (RGE 1967) sulla scia del primo LP strumentale “O Violao de Toquinho” (FERMATA 1966). Il contratto con la EXCELSIOR per il programma Tv “Ensaio Geral” condotto da Gilberto Gil e la partecipazione ai più importanti “Festival della canzone popolare” ed ai grandi musical della TV RECORD confermarono la crescita artistica ed il ruolo raggiunto da Toquinho nel mondo dello spettacolo e della musica popolare brasiliana. Nel 1968 compose insieme a Paulo Vanzolini la canzone “Na Boca de Noite” interpretata al “Festival Internazionale de Cançao Popular” da Ivete e dal gruppo Vocale Canto 4, che si classificò all’ottavo posto.

Nel maggio 1969 invitato dall’amico Chico Buarque, Toquinho rimase in Italia per 10 mesi realizzando una tournée che raccoglierà il gradimento del pubblico italiano negli oltre 45 concerti. Durante la permanenza in Italia, Toquinho partecipò allo show di Josephine Baker e registrò motivi musicali strumentali nell’album dedicato al poeta Vinicius de Moraes, “La Vita, amico è l’arte dell’incontro” come intermezzi fra le poesie recitate da Giuseppe Ungaretti e canzoni cantate da Sergio Endrigo. Al rientro in Brasile, nel 1970 in compagnia di Jorge Ben Jor, registrò il suo secondo LP componendo a 4 mani la canzone che fu il suo primo vero successo, dal titolo “Que Maravilha”. Questa crescita artistica esponenziale lo portò ad incontrare Vinicius de Moares che lo invitò nel giugno del ‘70 ad accompagnarlo a fianco di Maria Creuza per una serie di concerti nel locale notturno “La Fusa”. Questo incontro determinante fece nascere un’indivisibile collaborazione artistica ed umana fra il più grande poeta “diplomatico” brasiliano e quel “giovane” musicista che oltre a saper “tocar” (suonare) aveva anche il gusto per la composizione. Questa “parceria” (unione) caratterizzò oltre un decennio ed affascinò non solo l’intero Brasile ma anche il resto del mondo. Lo confermano le 120 canzoni composte, i 25 Lp registrati e gli oltre 1.000 concerti tenuti nei palcoscenici brasiliani, europei e latino-americani.

Nel ‘71, Toquinho, inaugura i “Circuiti Universitari” suonando nelle Università del Nord e Sud del Brasile. Realizza le prime colonne sonore per le telenovelas e collabora con altri compagni musicali in progetti di livello fra cui G.F. Guarnieri in “Castro Alves Pede Passagem” (1971), “Um Grito Parado no Ar” (1973), “Botequim” (RGE) - 1973. Nel ‘74 lancia sempre in Brasile il disco “Toquinho na Boca de Noite” (RGE) e nel ‘76 registra in Italia un disco di assoli di chitarra dal titolo “Toquinho - Il Brasile nella chitarra” (CETRA).

Nel contempo continua quel legame significativo con Vinicius de Moraes oltre che in Brasile anche in Europa. L’album “La voglia, La pazzia” (RGE – 1976) registrato in Italia insieme ad Ornella Vanoni è una testimonianza diretta del talento e della sensibilità artistica espressa in quegli anni.

Al rientro in Brasile nel 1977, Toquinho partecipò ad uno show ineguagliabile insieme ai personaggi indimenticabili che hanno segnato la sua carriera quali Tom Jobim, Vinicius De Moraes e Miucha nel famoso “Teatro Caneçao” di Rio de Janeiro. Questo concerto-show che era stato proposto e pianificato per una “temporada” (presenza) di una settimana, registrò invece un “continuo” tutto esaurito per oltre 7 mesi, stabilendo un primato ancor oggi imbattuto, a significare il ruolo ed il prestigio raggiunto dalla musica brasiliana grazie a questi suoi grandi personaggi.

Nel ‘77 e nel ‘78, uscirono altri due Lp “Toquinho Tocando” (strumentale) e “Toquinho Cantando” (Philips) in collaborazione con Carlinhos Vergueiro e Belchior e nel ´79 la Philips lanciò con grande successo un nuovo album dal titolo “Dez Anos de Toquinho e Vinicius” dedicato ai 10 anni di questa felice e positiva unione.

Nell’ 80 Toquinho con Francis Hime e Maria Creuza, realizzò più di 90 rappresentazioni musicali in tutto Brasile e in diverse città dell’Argentina, e registrò “Um Pouco de Ilusao” (Ariola) che diverrà l’ultimo disco composto con Vinicius De Moraes.

Nel periodo ‘81 – ‘83 ritornò in Tournée in Italia; partecipò a show in Francia (Festival di Montreaux e teatro Olympia di Parigi); realizzò trasferte a Bogotà e Cali in Colombia per concludere di nuovo in Brasile concerti insieme alla cantante Jane Duboc. Da questi itinerari internazionali nacquero sempre nuove collaborazioni fra cui l’incontro professionale con l’autore italiano “Maurizio Fabrizio” che scrisse con Toquinho la canzone “Acquarello” (Maracanà) che divenne un successo a livello mondiale, partecipando al Festival di San Remo ed aggiudicandosi il “disco d’Oro”. Registrò nell’83 in Brasile il suo 35° disco “Aquarela” (Ariola) che esprime quel suo stile musicale inconfondibile e che lo annovera fra i più popolari ed espressivi artisti della musica brasiliana.

Il produttore italiano Franco Fontana (a cui va il merito di aver portato e diffuso in Italia ed in Europa il meglio del mondo musicale brasiliano in quegli anni così ricchi di vitalità artistica oltre ad artisti internazionali di livello) diede vita a “Canta Brasil”, show itinerante che anticiperà quasi di 20 anni le tendenze del genere “musical/Recital” e che presentava la sintesi di quella cultura variegata e complessa che è insita nella musica popolare brasiliana. “Canta Brasil” ottenne un successo clamoroso e fu commercializzato anche come CD live “Canta Brasil” (CGD). Insieme a Toquinho, artista predominante dell’evento presero parte diversi altri artisti, fra cui Branca De Neve, Papete, il vecchio Marcal da Portela, Mutinho, Luizao, Rafael Rabello, Luciano Rabello, Dominguinhos ed un coro formato dalle voci di Guadalupe, Silvia Maria, Bel e Eliana Estevao.

Sempre nell’83 realizzò con il batterista Mutinho un altro lavoro discografico “Casa de Brinquedos” (Philips) dedicato al mondo dei bambini a cui seguì nell’84 l’uscita di “Sonho Dourado” (Barclay) e nell’85 un singolare L.P. strumentale “A luz do Solo” (Barclay) che riprendeva alcune canzoni dei Beatles. Nell’86 lanciò “Coisas do Coracao” (Barclay) ed idealizzò con Elifas Andreato, dieci canzoni che si rifacevano alle norme della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Bambini, racchiuse poi nell’album “Cancao de Todas as Criancas”. Registrò pure una versione in spagnolo di “Aquarela” con la cantante messicana Guadalupe ed effettuò una nuova tournée in Spagna. Fu protagonista in Cile al Festival di Santiago - Vinha del Mar ed al concorso di Miss Cile, trasmesso dalla Rete Nazionale televisiva cilena.

Numerose sono le collaborazioni di Toquinho con artisti prestigiosi sia brasiliani che internazionali fra cui citiamo quella iniziata nell’87 con il saxofonista “Sadao Watanabe” con il quale partecipò al “Bravas Club festival” a fianco di nomi prestigiosi come Victor Lazio, The Andy Narell Group, Bill Brufford Quartet, Working Weak, Pierre Horrough, Karizana, Jeff Lorber Group, Nick Plyntass, Yellow Jackets e dal quale lanciò “Vamos Juntos” con le registrazioni live tratte dagli stessi concerti oltre ad effettuare diverse tournée in Europa, Colombia e Giappone.

Nel corso dell’88, sotto gli slogan “Made in Coraçao” e “In Concert” tenne concerti fissi al Palace e al Mak Soud Plaza a San Paolo. Nel 1989 partecipò ad una serie di esibizioni a bordo della Nave Eugenio Costa approdando in diverse capitali del Brasile, Porto Rico e dei Caraibi; ritornò in Giappone per altri concerti e per registrare uno “speciale” per la TV giapponese Fuji, per poi volare a Parigi per un concerto in occasione della commemorazione del bicentenario della Rivoluzione Francese.

Nel ’90 uscì il 42° LP della sua carriera “A Sombra de um Jatobà” (BGM-ARIOLA) con la partecipazione speciale di Fagner ed Eliana Estevão. Il disco evidenziava i diversi stili musicali presenti (da Wonder alla samba “rasgada” di Clara Nunes) a cui seguono diverse serate-concerto in Brasile ed una tournée in Italia. Nel ‘91 trascorse una stagione al Palladium di San Paolo dove presentò il disco “O viajante do Sonho” (Il Viaggiatore del Sogno) (BMG-ARIOLA) posto anche sul mercato discografico spagnolo ed in America Latina oltre che in Brasile. Nel 1993, propose per il mercato italiano, spagnolo e brasiliano una collezione di canzoni rappresentative del proprio percorso artistico denominato “Toquinho, Vox e Violão”.

Il festeggiamento di trenta anni di carriera artistica segnarono il 1994 di Toquinho sottolineato dall’uscita del Cd “30 anos de Musica” (BMG-ARIOLA) accompagnato da una serie di concerti ed iniziative.

Nel 1995 registrò un video di bossa-nova per il mercato Giapponese con la partecipazione di Tom Jobim, Joao Gilberto, Gal Costa, Carlos Lyra e si presentò a fianco di Sadao Watanabe al concerto “100 Anos de Amizade Brasil-Japao” al Palace di San Paolo ed al Metropolitan di Rio de Janeiro. Partecipò al prestigioso “Umbria Jazz Festival” con Gilberto Gil. Presentò il concerto “30 anos de Musica” con la regia di Fernando Faro al Tom Brasil a San Paolo che diventò anche uno speciale per la TV Manchete con la partecipazione di Chico Buarque, Gilberto Gil, Jorge Ben Jor, Lucio Dalla e Quarteto em Cy. Nel 1996 continuò il successo dei concerti dedicati al festeggiamento di “30 anos de Musica” al Palladium di San Paolo, cui seguì l’uscita editoriale del libro “30 anos de Musica” (Maltese), unica vera testimonianza diretta della vita artistica di Toquinho, scritto per l’occasione dal fratello “scrittore” João Carlos Pecci.

L’evoluzione tecnologica che inizia a coinvolgere il mondo della musica non può che attrarre Toquinho sempre attento alle novità e, coinvolgendo artisti come Elba Ramalho, MPB-4, Belchior e Chitazinho e Chororo (Movie-Play), realizzò uno fra i primi prodotti interattivi digitali utilizzando le funzionalità dei CD-Rom. Completò una produzione discografica con Paulinho Nogueira e l’Orchestra Sinfonica di San Paolo (Brasile) e sviluppò un progetto con arrangiamenti di L. Bacalov.

Nel ‘96 siglò un accordo di partnership con la società MORETTI (che continua tutt´oggi) dalla quale presero vita tutta una serie di eventi e progetti speciali di portata internazionale. A titolo esemplificativo citiamo il tour promozionale di solidarietà del ’97 a favore dei “meninhos de rua” (Iscos-Cisl) nel quale venne registrato uno fra i primi DVD musicali collocato sul mercato dal titolo “Live Concert in Italy”; una serie di tournée estive ed invernali nelle città d’arte e nei festival Latino-Americani; la realizzazione del CD “Brasiliando” posto all’interno della Collana di musica latino-americana di cui era il “Testimonial” (Hobby & Work), con una vendita superiore alle 90.000 copie; la registrazione di un nuovo CD Live edito dalla BMG.

In Brasile con P. Cesar Pinheiro compose l’opera “Brasil: 500 anos” collegata alla commemorazione della scoperta del Brasile; produsse 4 DVD speciali dedicati alla sua carriera con interviste, racconti, musiche e canzoni che si classificarono fra i 10 più venduti; pubblicò alcune produzioni musicali come “Ensinando a Viver”, “Mosaico”, “Cançao do Brasil”, “Herdeiros do Futuro”; il Cd live con l’Orchestra Jazz Sinfonica di San Paolo e su invito della Selezione Readers Digest Brasil autorizzò la pubblicazione di un cofanetto di 5 dischi con il meglio del suo repertorio. Siglò inoltre un raffinato special Cd insieme a Paulinho da Viola (il principe del Samba).

È uscita in Italia una raccolta di canzoni già edite in un doppio CD “As cançoes da minha vida” (UNIVERSAL ITALIA). Realizzò un CD Greatest Hits per la rivista italiana Panorama Travel di cui è stato anche il testimonial a supporto di un progetto turistico-musicale dedicato alla musica e la città di Rio de Janeiro che registrò una vendita di ca 45.000 copie.

Il triennio 2004-2007 è continuato all’insegna di quel dinamismo inusitato che da sempre lo contraddistingue e che lo ha portato a pubblicare un nuovo CD di “16 canzoni inedite” dal titolo “So tenho tempo pra ser feliz” lanciato anche da una tournée speciale in Brasile. È ritornato poi con molta emozione (dopo alcuni anni di assenza) su quel famoso palcoscenico del Teatro Caneçao di Rio de Janeiro per registrare uno special DVD “Ao vivo” con la partecipazione di diversi artisti con cui ha condiviso la carriera.

È stato invitato a ricevere il prestigioso “PREMIO BAROCCO” in Italia, conferitogli dall’Università di Lecce in occasione della ricorrenza dei “40 anni di carriera artistica”, ma per impegni già assunti non lo ha potuto ritirare. È stato presente invece alla straordinaria serata-evento a Roma dal titolo “Siamo tutti Brasiliani” in cui ha partecipato insieme al Ministro (e collega) Gilberto Gil, Jorge Ben Jor e Gal Costa di fronte ad una platea di oltre 200.000 persone. È da citare anche l’emozionante concerto di capodanno a Bahia di fronte ad oltre 500.000 persone in diretta Tv; la pubblicazione del Cd “Passatempo” che ripropone canzoni che ascoltava durante la sua infanzia; lo speciale DVD interattivo interamente dedicato ai bambini (“Mundo das crianças”) e l´animazione in cartone animato di Acquarello che ha ricevuto il Premio del Festival del Cinema d’Animazione a Miami (U.S.A.).

Sempre a supporto del festeggiamento dei “40 anni (ed oltre) di carriera artistica” ha realizzato un “concert tour” in Brasile e dentro una scenografia multimediale, con la presenza di Chico Buarque e Jorge Ben Jor.

Toquinho si è ritirato per oltre 700 ore nel BeBop, studio di registrazione a San Paolo, dove ha registrato un progetto audio e video sulla “storia della Bossa Nova”. È un omaggio a quell’epoca che ha influenzato la sua carriera ed un tributo a quei personaggi ineguagliabili con cui ha condiviso momenti unici durante il suo lungo percorso artistico.

Il progetto di tipo musicale culturale e di valenza mondiale e di alta qualità si compone di un doppio CD audio con 30 canzoni selezionate ed interpretate dallo stesso Toquinho, con il meglio della bossa nova, da uno speciale DVD “A Bossa Nova não tempo nem idade”, che racconta la storia di questo fenomeno musicale che iniziò negli anni ‘50 a Rio de Janeiro, e da un libro di 160 pagine con aneddoti e testimonianze dirette del percorso storico di questo movimento, scritto dal fratello scrittore João Carlos Pecci. Al libro è abbinato un CD strumentale con 14 canzoni. Diverse le tournée a supporto di tale produzione con priorità promozionale all’Europa (Spagna, Italia, Svizzera, Portogallo...), in Argentina e Cile, mentre nel 2008 ne è prevista la presentazione ufficiale sul territorio brasiliano, anche se parte del progetto è già presente a livello mondiale nel catalogo EMI MUSIC BRASIL.

Nel 2007 Toquinho oltre all’attività concertistica in Brasile sta finalizzando un nuovo progetto discografico insieme all’illustre Skermeta (poeta-scrittore Cileno), promuove il nuovo libro “Toquinho 40 Anos de Música”, scritto dal fratello João Carlos Pecci (RCS Editora), partecipa in aprile ad una tournée in Spagna per tornare in Italia nel Novembre ’07.
(dal sito ufficiale di Toquinho, riveduto e corretto)

 

La copertina dell'album En Mar Del Plata in cui comparve il brano (1971)