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Trem das onze
Adoniran Barbosa, 1964

Bam zam zam zam zam zam
Pascalingudum, Pascalingudum, Pascalingudum


Não posso ficar
Nem mais um minuto com você!
Sinto muito amor, mas não pode ser
Moro em Jaçanã
Se eu perder esse trem
Que sai agora às onze horas
Só amanhã de manhã

E além disso, mulher
Tem outra coisa:
Minha mãe não dorme enquanto eu não chegar

Sou filho único
Tenho minha casa prá olhar
(breque) Eu não posso ficar!

Bam zam zam zam zam zam
Pascalingudum, Pascalingudum, Pascalingudum

Alcune notizie sul brano...

Trem das Onze ("il treno delle ventitrè") è considerata, sia dallo stesso Adoniran sia da molti altri, il suo vero capolavoro. Fu lanciato nel 1964 e resa famosa lo stesso anno dal gruppo di samba Demônios da Garoa e, al contrario di successi carnevaleschi precedenti come Malvina e Joga a Chave, ha cominciato ad avere successo prima a Rio de Janeiro e soltanto più tardi a San Paolo. È stata la canzone più popolare in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della città di Rio. Una canzone paulistana che diventa il più grande successo nella terra del samba!
Con un ritmo delizioso ed una melodia molto orecchiabile, Barbosa ritrae con umorismo il dramma di un innamorato che vive in un sobborgo povero e lontano di São Paulo chiamato Jaçanã e che non può stare più a lungo con la sua amata perchè l’ultimo treno sta per partire e sua madre non può dormire fino a che non tornerà a casa. Secondo alcuni, con la frase "Moro em Jaçanã", Adoniran intendeva rendere ancora più forte il significato di luogo distante, poichè l'espressione corretta sarebbe stata "Moro no Jaçanã

La canzone è un buon esempio sia del classico samba "paulista" che dell’uso di una struttura compositiva nota come il "samba de breque" (stoppato), in cui il flusso melodico si interrompe improvvisamente come per aprire una parentesi.

Fra le curiosità occorre dire che Adoniran era letteralmente terrorizzato all'idea di prendere un treno perchè aveva paura di rimanere incastrato nelle porte! Ma Adoniran non parla di un treno a caso e di un orario fittizio o inventato, ma di un ben preciso treno:

Adomiran afferma che:
1) "moro em Jaçanã".
2) "Minha mãe não dorme enquanto eu não chegar"
Pertanto si deduce che la destinazione del passeggero della canzone era la Estação Jaçanã, che era servita dal Trem da Cantareira.
3) "Se eu perder esse trem que sai agora as 11 horas só amanhã de manhã"
Pertanto l'imbarco sul treno avveniva alle 23.
In quale stazione? Consultando l'orario dei treni della linea Trem da Cantareira, si deduce che vi era un solo treno che partiva circa alle 23:
a) partenza dalla Estação Vila Mazei alle 22:59.
b) Convoglio RG7, linea Tamanduatei-Guarulhos".
c) Importante: questo treno correva solo la domenica ed i festivi.
In merito all'inesattezza d'orario lo stesso Adoniran in un'intervista, al programma Ensaio disse: "Non era il treno delle 11, era quello delle 10:59, un minuto, un minutino di differenza."
4) Pertanto Adoniran Barbosa nella canzone:
4a) descrive un viaggio di un utente abituale del Trem da Cantareira.
4b) utente dell'ultimo treno, della domenca e dei festivi
4c) del "comboio RG7"
4d) con partenza alle 22:59 dalla Estação de Vila Mazzei
5e) con arrivo alla Estação Jaçanã.
La Estação Vila Mazzei, fu demolita nel 1965 e si trovava dove oggi si incrociano la Rua Pero Vidal e la Rua Manoel Gaia e Benjamim Pereira. La Estação Jaçanã, (l'antica Guapira) fu demolita nel 1965 e si trovava vicina a dove oggi è collocata la Praça Dr. João Batista Vasques.
Ma qual'era il legame di Adoniram con il quartiere di Jaçanã? A Jaçanã si trovavano gli studi della Cinematográfica Maristela, dove furono registrati film con Regina Duarte, Mazzaroppi, Procópio Ferreira e Adoniran Barbosa. E a Vila Mazei si trovavano le migliori "Botecos" (osterie)!
Il Trem da Cantareira, una linea urbana di treni della città di São Paulo. Iniziato come un ramo della Estrada de Ferro Sorocabana, inaugurato nel 1893, partiva da Rua João Teodoro ed era adibito al trasporto di materiali da costruzione pre la Adutora Cantareira (una strada). Questo tratto nasceva poco al di là di quello che oggi è il quartiere di Tremembé di Sao Paulo ed utilizzava un locomotore a legna.
Poco dopo l'apertura iniziò anche il trasporto di passeggeri dai quartieri alla periferia di Sao Paulo. Nel corso del 1907 fu costruita la stazione di Parque Dom Pedro II. Nel 1908 iniziò la costruzione della succursale Guapira che conduceva dall'Asilo dos Inválidos (l'ancora attivo Ospedale Geriatrico e convalescenti D. Pedro II) a Guapira, l'attuale quartiere Jaçanã, immortalata nel brano di Adoniran Barbosa. I rami della linea si dividevano alla stazione di Areal di fronte al vecchio carcere, dove oggi si trova il Carandiru, la stazione della metropolitana.
Solo nel 1913 è stata inaugurata la prima stazione intermedia, Tucuruvi, e poche altre stazioni sono stati aperti lungo le linee. Nel 1915 raggiunse Guarulhos con le stazioni di Areal, Carandiru, Paulicéia, Inglesa, Tucuruvi, Vila Mazzei, Jaçanã, Vila Galvão, Gopoúva, Guarulhos e nel 1947 prolungata sino all'aeroporto militare di Cumbica. Nel 1964, è iniziato lo smantellamento della linea, con l'eliminazione prima del tratto dalla stazione Tamanduatei alla prima stazione Areal, e, un anno dopo, la tratta Areal - Guarulhos è stata soppressa. Le linee sono state rimosse e subito dopo le stazioni sono state demolite. Attualmente il percorso è occupato da grandi strade e dalla metropolitana.

Fra i grandi interpreti della canzone:

Demonios da Garoa (1964):

Bete Carvalho (1965)

Ivete Sangalo

Adoniran Barbosa:

Gal Costa (1973):

Elisete

Martinho Da Vila (2000)

Caetano Veloso e Maria Gadù:

Esistono anche varie versioni italiane:

Riccardo del Turco (presentato a Canzonissima 1966, col titolo Figlio Unico, in classifica nelle hit parades del 1966 al 60° posto; Del Turco ne scrisse il testo italiano):

Mina (1992, col titolo Figlio unico)

Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana (col titolo Pascalino Tu)

Stefano Bollani (2003, album Carioca):

Una curiosità: ad oggi si trovano su Youtube oltre 300 video di questa canzone (cercando solo il titolo originale!)

Esiste poi una canzone che... parla di questa canzone (e di Adomiran Barbosa ed i suoi Malocadas) di Tom Zé, dal titolo A Volta do Trem das Onze

Traduzione:
Non posso restare
Un altro minuto insieme a te
Mi dispiace, amore
Ma non si può fare
Vivo a Jaçanã
Se perdo questo treno
Che parte adesso alle 23
Il prossimo é solo domani mattina
Ed a parte questo, donna
C’è dell’altro
Mia madre non riesce a dormire
Fino a che non torno a casa
Sono figlio unico
E devo badare alla mia casa

La musica di Adoniran Barbosa

Adoniran Barbosa nella durezza della sua gioventù divenne il compositore delle classi inferiori di São Paulo, particolarmente degli immigrati italiani poveri che vivevano nei quartieri di Bexiga (Bela Vista) e Brás e dei diseredati che vivevano nelle numerose malocas (le favelas) e nei cortiços (malfamati e degradati palazzoni a schiera).
I temi delle sue canzoni sono tratti dalla vita dei lavoratori cittadini a basso reddito, dei disoccupati e dei vagabondi. Racconta piccoli drammi di tutti i giorni e di tutte le baraccopoli in generale. Piccole tragedie dei residenti delle vecchie case abbandonate, in una città che viene sempre più demolita per lasciare spazio ai grattacieli ... Infine, la vita dei cosiddetti maloqueiros (coloro che hanno abitato nelle baracche). Sempre meno João Rubinato, sempre più Adoniran l'attore, che presentava il suo programma giustamente intitolato Historia das Molocas (Storia delle Baracche), ed il suo alter-ego Charutinho (sigarino) travestito di risibile e triste conformismo conn risultati che potrebbero - da qualcuno meno avveduto - essere chiamati denunce sociali.

Historia das Molocas fu un grande successo, tra i molti programmi che svolse in collaborazione con l'autore radiofonico e compositore Osvaldo Talpe: Escolinha Risonha e Franca - matrice di un'infinita serie di copie riprodotte ancora oggi nella radio e nella TV brasiliana -, A Casa da Sogra e molti altri. Direttamente dal fittizio Morro do Piolho, Charutinho ed il suo gruppo hanno cominciato a raccontare le loro storie nel 1955.
Il suo primo grande successo musicale fu Saudosa Maloca (Baracca del buon ricordo, 1951), scritta per rendere omaggio al vecchio albergo Albion, sulla Rua Aurora, centro di San Paolo, che sarebbe stato demolito per fare spazio a una nuova costruzione. Dentro questo albergo abbandonato abitavano alcuni maloqueiros (nome generico creato negli Anni '50 per rappresentare la massa degli esclusi del capoluogo paulista, sorta a partire della Seconda guerra mondiale, senza scolarità o professione e definita: abitanti di "maloca") ovvero, come si direbbe oggi, senza tetto. La canzone ha poi ispirato due altre sue canzoni: Abrigo de Vagabundos (L'albergo dei vagabondi) e Arranjei Outro Lugar (Trovati un altro posto). Incisa dagli allora esordienti Demônios da Garoa fu un incondizionato successo. Il primo successo del sodalizio in un partenariato che è durato fino ad oggi, a più di dieci anni dalla morte del primo. Fu ispirato in questo inno dell'anti-furbo, da una sottomissione tanto assoluta da essere quasi sovversiva, da cui sorse l'idea del programma che sarebbe stato in cartellone per più di dieci anni, arrivando ai vertici negli ascolti. Il suo marchio di fabbrica era quello humor amaro, doloroso - come dire "sarebbe tragico se non fosse comico" - che incarnava gli anti-eroi divorati dalla città amata che cresceva. Violati, caduti, schiavi del proprio tempo, nel perenne tentativo di rincontrare in un angolo di cemento la poesia perduta ad ogni svolta della vita.

Venha ver,
Venha ver, Eugênia:
Como ficou bonito
o Viaduto Santa Efigênia!.

(Vieni a vedere,
Vieni a vedere, Eugenia:
Come è bello
il viadotto di San Efigênia!)

Uno humor che sa tenersi al di fuori dalla disgrazia.

Porque lá no morro,
quando a luz da Light pifa,
a gente acende uma vela
que alumia também
se não tem
não faz mar
a gente samba no escuro
que é muito mais legar.

(Perché là sulla collina, nella baraccopoli
quando la luce elettrica si spegne,
la gente accende una candela
che accende anche
se non ce l'ha
la gente al buio balla la samba
che è molto più divertente.)

In fondo, la favela non cerca la protesta contro il progresso, di cui è parte. Perchè i veri dannati stanno giù dalla collina.

Il suo successo seguente Joga a Chave (Butta la chiave, 1952) fu ispirata dai sui frequenti rientri a tarda ora in cui trovava la porta chiusa dalla moglie Matilde. E poi Tiro ao Álvaro, suo più grande successo come interprete, registrato in duo con Elis Regina. Adoniran fu un maestro nel fare cronaca musicale con i fatti della vita come ad esempio in Iracema, basata sulla notizia di giornale di un incidente veramente accaduto.
A differenza dei samba del decennio precedente, che generalmente usavano un portoghese formale della classe istruita, le parole di Adoniran sono una registrazione realistica del linguaggio informale delle classi inferiori di São Paulo, un metalinguaggio frutto della commistione tra portoghese e italiano, un idioma tramandato oralmente dagli emigranti italiani di prima generazione. Disse una volta "Scrivo samba solo per la gente comune. Ecco perché scrivo le parole in un portoghese 'sbagliato', perché questo è il modo in cui si esprime la gente comune. E poi, sento che il samba è più bello se cantato in questa maniera". Un'altra volta disse "per scrivere un buon testo di samba bisogna essere prima di tutto analfabeti". Il narratore senzatetto della sua Saudosa Maloca, per esempio, racconta così il giorno in cui la sua baracca fu abbattuta:

Peguemo tod'as nossas coisa,
E fumo pro meio da rua
Apreciá a demolição.
Ai, que tristeza que nós sentia,
Cada tauba que caía
Duía no coração...

(Abbiamo raccolto le nostre cose
E siamo andati in mezzo alla strada
A guardare la demolizione.
Ah, che tristezza abbiamo provato,
Ogni asse che cadeva
Ci faceva male al cuore...)

Peguemo invece di pegamos, fumo al posto di fomos, nós sentia invece di nós sentíamos, e tauba al posto di tábua erano tutte caratteristiche tipiche del linguaggio di molti paulistas. Ma, a causa del forte pregiudizio sociale che attaccava questo "cattivo" Portoghese, pochi prima di Adoniran avevano osato mettere questi "errori" nei testi. Anche le parole cantate dai poveri abitanti delle favelas, come il classico samba Chão de Estrelas ("piano delle stelle"), erano esempi di corretta pronuncia e grammatica al confronto.
Pertanto, l’uso da parte di Adoniran del "vero" Portoghese brasiliano fu una revoluzione che può essere comparata all’uso che fece Gershwin di Gullah in Porgy and Bess. In effetti, fu spesso fortemente criticato per questo, anche dal poeta e compositore Vinícius de Moraes che teneva in generale i compositori di San Paolo in scarsissima considerazione. Era solito dire infatti che "Sao Paulo è la tomba del samba". Ma Adoniran non fece caso alle sue critiche e abilità gli permise di rompere impunemente le convenzioni: come era solito dire, ci voleva arte per cantare in una lingua "sbagliata". Ed il successo delle sue canzoni più popolari, quali Tiro ao Álvaro (1960), fu indubbiamente dovuto in buona parte al calore ed alla naturalezza del suo linguaggio. D'altro canto, anche Julio Medaglia (anche lui di Sao Paolo) - direttore d'orchestra e arrangiatore - ricordava che: "Dostoevskij ha detto che il modo migliore per essere universale è raccontare il proprio paese. E nessuno meglio di Adoniran Barbosa ha narrato il paese."
Di origine italiana, conosceva inoltre bene lo slang italo-portoghese parlato per le strade di São Paulo, soprattutto nei quartieri di Mooca, Brás e Bexiga. Nel 1965, Barbosa scrisse Samba Italiano, una canzone che enfatizzava l’influenza dell’italiano nella lingua parlata di São Paulo. Samba Italiano ha ritmo e tema brasiliani, ma parole quasi italiane.

Gioconda, piccina mia,
Vai brincar ali no mare í no fundo,
Mas atencione co os tubarone, ouviste
Capito, meu San Benedito?
Piove, piove,
Fa tempo que piove qua, Gigi,
E io, sempre io,
Sotto la tua finestra
E vuoi senza mi sentire
Ridere, ridere, ridere
Di questo infelice qui
Ti ricordi, Gioconda,
Di quella sera in Guarujá
Quando il mare ti portava via
E mi chiamasti
Aiuto, Marcello!
La tua Gioconda ha paura di quest'onda

(Gioconda, piccina mia,
Continua a giocare là, in fondo al mare
Ma fai attenzione agli squali, li senti
Hai capito, mio San Benedetto?
Piove, piove
Piove da tanto tempo qui, Gigi
Ed io, sempre io
Sotto la tua finestra
E tu senza ascoltarmi
Ridi, ridi, ridi
Di questo infelice qui
Ti ricordi, Gioconda,
Di quella sera in Guarujá
Quando il mare ti portava via
E mi chiamasti
Aiuto, Marcello!
La tua Gioconda ha paura di quest'onda)

la frase: "Aiuto, Marcello!" non è che una parodia di un passaggio di Mimi nell´opera La Bohéme di Puccini.

Il suo stile musicale preferito fu il samba paulista, il samba di São Paulo, generalmente disprezzato dai sambisti di Rio de Janeiro. Una caratteristica di questo stile è il samba de breque (samba stoppato), in cui la musica si interrompe improvvisamente per lasciare spazio ad alcuni versi parlati, o ad un’improvvisa inversione della linea melodica. Per esempio, uno dei suoi grandi successi, Samba do Arnesto (1953) inizia:

O Arnesto nus convidou prum samba, ele mora no Brás.
(Arnesto ci ha invitati per un samba, vive a Brás)

La linea melodica si sospende brevemente per la frase “ele mora no Brás” che sottolinea come fra parentesi, non solo nel testo, ma anche nella musica.

Scriveva le sue musiche, spesso, su tovaglioli di carta o su scatole di sigarette. Per questo motivo, l'ultimo sopravissuto del gruppo Demonios da Garoa (che ha inciso tutti i suoi successi dal 1943) mette in discussione le
ultime 14 musiche "inedite" che il cantante e compositore Passoca ha proposto
nel suo recente CD (Agosto 2000)

 

Biografia di
Adoniran Barbosa

 

Nome d’arte di João Rubinato
Nacque il 6 Luglio 1912 a Valinhos (allora appartenente ancora al Comune di Campinas - nell'interno dello stato di Sao Paulo), settimo ed ultimo figlio di Emma Ricchini e Ferdinando Rubinato, contadini immigrati italiani provenienti da Cavarzere (Ve) nel corso della prima grande migrazione dal Veneto al Brasile, alla fine del 1800, quando nel Veneto si moriva di pellagra ed il miracolo nordestino era ancora un lontano miraggio (la seconda avvene subito dopo la I Guerra Mondiale). I suoi genitori, giunti in Brasile sbarcarono al porto di Santos il 15 settembre 1895 si trasferirono dapprima a Tietê e poi a Valinhos, una città rurale dello Stato di São Paulo, circa 100 km dalla città di São Paulo. Dopo alcuni anni, la famiglia cambiò residenza varie volte passando per Jundiaí (dove João sarebbe cresciuto e avrebbe studiato fino alla terza elementare e in seguito avrebbe iniziato a lavorare con suo padre) e Santo André. Si dice di lui che fosse uno studente piuttosto svogliato ed iniziò a lavorare in età precoce (cosa che richiese la falsificazione della sua data di nascita, che risulta ufficialmente modificata in 6/8/1910). Il suo primo impiego fu come spazzino ed aiutante in una compagnia ferroviaria nella vicina città di Jundiaí. Nel 1924 si trasferì a Santo André, una città nell’area della Grande São Paulo, dove svolsi numerosi lavori - tessitore, imbianchino, idraulico, fabbro, ambulante e cameriere. In una scuola tecnica locale (il Liceu de Artes e Ofícios) imparò il mestiere di aggiustatore meccanico. Nel 1933 João Rubinato si trasferì per cercare fortuna con la famiglia nella città di São Paulo, dove, alloggiando in una pensione, iniziò a comporre canzoni e tentò la fortuna come cantante nella stazione radiofonica di Cruzeiro do Sul, in un programma per giovani talenti diretto da Jorge Amaral. Dopo numerosi fallimenti, finalmente ebbe successo con il samba di Noel Rosa Filosofia e strappò un contratto per un programma settimanale di 15 minuti.
Timoroso che un artista di samba con un cognome italiano non sarebbe stato preso sul serio dal pubblico, João Rubinato decise allora di adottare un nome più brasiliano. Così prese in prestito l’inusuale "Adoniran" da uno dei suoi amici, Adoniran Alves e "Barbosa" dal compositore di samba Luiz Barbosa, il suo idolo. Disse una volta "Se avessi saputo che sarei diventato attore di radio, di televisione e artista di cinema, non avrei cambiato il mio nome, e allora sarei rimasto João Rubinato. Però, cantare samba con un nome italiano... sarebbe stato troppo!"
Nel 1935 vinse la competizione canora del Carnevale indetta dalla città di São Paulo, con la marcetta Dona Boa, composto l'anno prima insieme a J. Aimberê. Animato da quel successo, sposò Olga, sua amica da una vita. Dalla coppia nacque l'unica figlia di Adoniran, Maria Helena, ma il matrimonio si ruppe in meno di un anno.
Ben prima di diventare noto come un compositore, Adoniran si fece conoscere come caratterista radiofonico - in un momento in cui la radio era sotto il controllo assoluto del regime e la TV ancora non si sognava di raggiungere la popolarità che avrebbe avuto in Brasile. Nel 1941, su invito di Otávio Gabus Mendes, iniziò a realizzare programmi umoristici e commedie radiofoniche alla Rádio Record – che sarebbe più tardi divenuta una delle stazioni radio-televisive principali del Brasile. Molto prima di Anysio Chico o di Jô Soares, nel 1946 impersonava non meno di 16 personaggi suoi su Radio Record. Rimase con la Record fino al suo ritiro dalle scene nel 1972, dando la sua voce a vari personaggi popolari creati insieme allo scrittore Osvaldo Moles, quali Pernafina, Zé Cunversa e Jean Rubinet. Prese inoltre parte ad alcuni film: Pif-Paf (1945) e Caídos do Céu (Caduti dal paradiso) (1946), entrambi diretti da Ademar Gonzaga. Nel 1949 sposò Matilde de Lutiis che sarebbe divenuta la sua compagna e co-autrice per i 30 anni seguenti con la quale scrisse canzoni quali como Prà que chorar? e A garoa vem descendo.
Nel 1953 fece una buona esibizione nel film O Cangaceiro, del regista Lima Barreto e produzione della casa cinematografica Vera Cruz (miglior film a Cannes nel '53). All’inizio degli anni ’50 scrisse numerose canzoni su temi tipici di São Paulo, la maggior parte della quali registrate dalla band Demônios da Garoa e vinse due altre competizioni del Carnevale di São Paulo. Nel 1955 introdusse il popolarissimo personaggio di Charutinho (Sigarino) nel programma radiofonico umoristico Histórias das Malocas (Storie di baracche).
Adoniran si esiby anche alcune delle prime telenovelas brasiliane per la TV Tupi quali A Pensão de D. Isaura (L’ostello di Donna Isaura) e programmi comici quali Ceará contra 007 (Ceará contro 007) e Papai Sabe Nada (Papà non sa nulla).
Alla fine degli Anni '40, con l'aiuto di Oswaldo Molles, Adoniran trovò la sua vena artistica originale e non sentì più la necessità di rifarsi a Noel Rosa, altro grande autore carioca. Da quel momento in poi il modello più importante da seguire fu se stesso, riprendendo musiche, frasi e situazioni che coglieva nel suo ambiente naturale, cioè la strada e la vita delle baracche. Questo nuovo orientamento gli maturò il primo grande frutto artistico agli inizi degli Anni ´50 con il samba Malvina, con il quale vinse il primo grande premio in un concorso di canzoni carnevalesche a San Paolo e in futuro sarebbe stato considerato uno dei suoi capolavori minori. Anche la successiva Joga a chave fu premiata nel concorso del Carnevale di São Paulo. Fra i suoi successi, (compose oltre cento brani) emergono Samba do Arnesto (insieme ad Alocim), Trem das onze (con la quale vinse il concorso del carnevale del IV centenario di Rio de Janeiro, il premio più importante da lui ricevuto nella sua carriera), Saludosa maloca, Joga a Chave (insieme ad Osvaldo França), Bom dia Tristeza (composta "a distanza" assieme a Vinícius de Moraes, inviandosi musiche e testi per posta da San Paolo a Rio de Janeiro), No Morro da Casa Verde, Tiro ao Álvaro (insieme ad Osvaldo Moles), Iracema, Só Tenho a Ti (insieme ad Hilda Hilst), Apaga o fogo Mané, Despejo na Favela, Fica mais um pouco amor, Prova de carino, Triste Margarida e Um samba no Bexiga.
Nonostante il successo delle sue canzoni e dei personaggi radiofonici, Adoniran divenne ufficialmente una star solo dopo il 1973 quando incise il suo primo album. Questo gli conferì il rispetto di grande compositore e gli diede una certa visibilità nei media. Tuttavia, in tutta la sua carriera continuò una vita semplice ed allegra. Ottenne anche un tavolo privato al Bar Brahma, uno dei più tradizionali locali della città.
Pur non avendo mai perso il suo amore per São Paulo, e specialmente per il sobborgo di Bixiga (Bela Vista), che, senza dubbio, riuscì a ritrarre e cantare in molte sue musiche, verso la fine della sua vita si rattristò progressivamente per la scomparsa dei sui aspetti più tradizionali. "São Paulo è esistita fino agli anni ‘60" disse una volta, "ma da allora la sto cercando e non la trovo. Brás, dov’è Brás adesso? E Bexiga, dov’è? Mi è stato detto di cercare Sé. Non l’ho trovato. Tutto ciò che vedo sono auto e cemento."
Mentre la sua musica ha continuato ad essere suonata, Adoniran fu invece gradualmente dimenticato dal pubblico; Continuava a cantare con successo per gli studenti universitari e per l'intellighenzia,, ma i media lo avevano dimenticato. Così quando morì per insufficienza cardiaca aggravata da un enfisema polmonare a São Paulo, il 23 Novembre 1982, in relativa povertà, aveva al suo fianco solo la moglie ed il cognato. Al suo funerale, cui seguì una sepoltura modesta, erano presenti non più di 500 persone e nessuna autorità. Fu seppellito al suono di Trem das Onze, con i suoi "costumi di scena": il cappello, il fazzoletto e il cravattino.
Oltre al Museu Adoniran Barbosa (in Rua XV de Novembro, 347), ci sono molti ricordi del compositore sparsi per São Paulo. Ha dato il suo nome ad una scuola ad Itaquera, ad un ostello presso il parco Ibirapuera , ad una strada nel sobborgo di Bexiga, al Bar Adoniran Barbosa e ad una piazza. Nella piazza Don Orione c’è un busto dell’artista e a Jaçanã c’è una strada denominata "Rua Trem das Onze".
Adoniran ha inoltre lasciato una novantina di testi mai pubblicati, che, grazie a Juvenal Fernandes (uno studioso di MPB ed amico del poeta), sono stati messi in musica postumi da vari compositori del calibro di Zé Keti, Luiz Vieira, Tom Zé, Paulinho Nogueira, Mário Albanese ed altri.

La copertina dell'album omonimo dei Demonios de Garoa (1964) in cui comparve il brano per la prima volta