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Wave/A Onda
Antonio Carlos Jobim, 1962

So close your eyes for that's a lovely way to be
Aware of things your heart alone was meant to see
The fundamental loneliness goes
Whenever two can dream a dream together

You can't deny
Don't try to fight the rising sea
Don't fight the moon the stars above
and don't fight me
The fundamental loneliness goes
Whenever two can dream a dream together

When I saw you first the time was half past three
When your eyes met mine it was eternity

By now we know the wave is on its way to be
Just catch the wave don't be afraid of loving me
The fundamental loneliness goes
Whenever two can dream a dream together

Vou te contar os olhos ja nao podem ver
coisas que so o coraçao pode entender
fundamental è mesmo o amor
è impossivel se feliz sozinho

O resto è mar è tudo que eu nao sei contar
sao coisas lindas que eu tenho pra te dar
fundamental è mesmo o amor
que è impossivel ser feliz sozinho

Da primeira vez era cidade
da segunda o cais e a eternidade

agora eu ja sei da onda que se ergueu no mar
edas estrelas que esquecemos de contar
o amor se deixa surprender
enquanto a noite vem nos envolver.

Alcune notizie sul brano...

Registrato in origine come un brano strumentale per l'album del 1962 che porta lo stesso nome, "Wave" è un esempio tipico di ciò che Antonio Carlos Jobim ha fatto meglio; benché fosse un grande, anche se non molto prolifico, autore di testi, Jobim aveva uno degli orecchi migliori del Tin Pal Alley. Collaborando con Claus Ogerman, che ne ha scritto ed arrangiato l’orchestrazione per la registrazione, la sublime melodia è maneggiata principalmente dallo stesso leggendario Jobim. Come la maggior parte del materiale di Jobim, "Wave" fonde le sue influenze - samba dal suo Brasile natale e jazz americano - gli elementi che costituiscono il fondamento della BOSSA NOVA. Ma dopo i primi anni '60, quando jazzisti quali Stan Getz e Charlie Byrd introdussero la BOSSA NOVA al pubblico americano, la forma musicale si è fusa nuovamente con il jazz perché innumerevoli cantanti ed musicisti jazz americani hanno cominciato a rivedere il lavoro di Jobim, abbracciandolo come un'alternativa agli standard sdruciti del Tin Pan Alley. Non ci si deve meravigliare, quindi, che a Jobim ci si riferisca spesso come al George Gershwin del Brasile. Le sue melodie erano sofisticate e memorabili al punto giusto, con una sensibilità pop. La BOSSA NOVA offriva un nuovo sound sul quale i musicisti jazz potevano improvvisare e Jobim cominciò ad includere i migliori musicisti americani nelle proprie registrazioni, come Ron Carter, che suonava il basso in questo brano. La melodia e l’arrangiamento di Jobim sono puliti, semplici, si appoggiano e disadorni come uno standard suonato da Chet Baker, con influenze provenienti dai compositori classici modernisti come Debussy così come dal samba e dal jazz della West Coast. L'aria fantasiosa ha una qualità agrodolce con una tinta di malinconia e strascichi un po’ blues in fondo alle righe. La canzone ed il sottile arrangiamento sono lievi come un sospiro profondo in una giornata di brezza estiva. Frank Sinatra ha dedicato due interi LP alle composizioni di Jobim. Ha rivisitato "Wave, " aggiungendo il testo, scritto sembra da Jobim, benché sia poco chiaro chi abbia scritto la traduzione o l'adattamento. Le parole certamente rimangono allineate ai temi di Jobim, riflettendo il suo apprezzamento simil-Zen apprezzamento per la natura, la natura umana e l'essenza di base della vita:
"Non puoi negare
Non provare a combattere il mare che si alza
Non combattere la luna, le stelle qui sopra
E non combattere me
La cosa fondamentale è che la solitudine se ne va
Ogni qual volta due possono sognare un sogno insieme
Quando ti ho visto la prima volta erano le tre e mezza
Quando i tuoi occhi hanno incontrato i miei è stata l’eternità
Ora sappiamo che l'onda ha preso il suo corso
Cattura l’onda, e non aver paura di amarmi
La cosa fondamentale è che la solitudine se ne va
Ogni qual volta due possono sognare un sogno insieme"
Come brano strumentale, la canzone esprimeva già abbastanza chiaramente i sentimenti di Jobim, ma le parole aggiunte li hanno esplicitati maggiormente senza togliere nulla alla canzone. Sinatra fa un grande lavoro cavalcando l'onda della melodia, che si estende su di una vasta gamma di ottave. Fu registrato insieme allo stesso Jobim ed era pensato per l’album Francis Albert Sinatra/Antonio Carlos Jobim (1967), ma non fu pubblicato sino al 1971 su Sinatra and Company. Sinatra sembrò avere una vera comprensione empatica del lavoro del compositore e lo interpreta con uno stile delicato e leggiadro, rimanendo vicino alla melodia originale. Oscar Peterson prende la melodia e si lascia permeare per un paio di giri, restando aderente all’arrangiamento al punto di usare Ogerman ed la sua stessa orchestration. Ma poi Peterson la lascia allentare per un assolo e balza fuori dalla. Lo si può trovare su Motions and Emotions (1969).

Da Bill Janovitz

La copertina dell'album Wave

Biografia di A.C. Jobim

Si è detto che Antonio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim fosse il George Gershwin del Brasile, e c’è un solido fondo di verità in tutto questo, perché entrambi hanno contribuito con grandi canzoni al repertorio jazz, entrambi hanno allargato i loro orizzonti alle sale da concerto, ed entrambi tendono a simboleggiare i rispettivi paesi agli occhi del resto del mondo. Con le loro melodie ed armonie graziosamente raffinate e sensualmente dolenti, le canzoni di Jobim hanno dato ai musicisti jazz degli anni ’60 una tranquilla, fortemente originale alternativa alla loro tradizionale fonte di Tin Pan Alley.
Le radici di Jobim sono sempre state piantate solidamente nel jazz; i dischi di Gerry Mulligan, Chet Baker, Barney Kessel e degli altri musicisti jazz della West Coast ebbero un enorme impatto su di lui negli anni ‘50. Ma si è anche affermato che il compositore impressionista francese Claude Debussy abbia avuto una influenza decisiva sulle sue armonie e che il samba brasiliano abbia dato alla sua musica una sottolineatura ritmica esotica unica. Come pianista, era solito trattare le cose con semplicità e melodicamente a punto con un tocco che ricorda in qualche modo Claude Thornhill, ma alcuni dei suoi dischi mostrano che sapeva anche allargarsi quando riceveva spazio. La sua chitarra era limitata soprattutto ad un delicate accennare di ritmi sincopati e cantava in maniera modesta, con voce leggermente rauca ma spesso indimenticabilmente emozionale.
Nato a Tijuca, vicino a Rio, Jobim originariamente fu indirizzato verso la carriera di architetto. Tuttavia, intorno ai vent’anni, l’attrattiva della musica era troppo potente, così cominciò a suonare il piano nei night club ed a lavorare negli studi di registrazione. Realizzò la sua prima incisione nel 1954 supportando il cantante Bill Farr come leader del gruppo "Tom e a sua Banda" (Tom rimase il suo soprannome per tutta la vita), ma trovò la fama solo nel 1956 quando si associò al poeta Vinícius de Moraes per scrivere parte dello spartito per un’opera chiamata Orfeo do Carnaval (più tardi inserito nel famoso film Orpheu Negro). Nel 1958, l’allora sconosciuto cantante brasiliano João Gilberto registrò alcuni brani di Jobim, che ebbero l’effetto di lanciare il fenomeno conosciuto come Bossa Nova. L’esplosione di Jobim al di fuori del Brasile avvenne nel 1962 when Stan Getz e Charlie Byrd fecero un successo della sua aria "Desafinado" – e più tardi lo stesso anno, lui e molti altri musicisti brasiliani furono invitati a partecipare ad uno show alla Carnegie Hall. Alimentata dale canzoni di Jobim, la Bossa Nova divenne una mania internazionale ed i musicisti jazz saltarono sul carro, registrando album su album di Bossa Nova fino a che la tendenza non uscì dall’ondata commerciale nei tardi anni ‘60.
Jobim stesso preferì gli studi di registrazione alle tournee, realizzando diversi deliziosi albums della sua musica come pianista, chitarrista e cantante per la Verve, la Warner Bros., la Discovery, la A&M, la CTI e la MCA negli anni '60 e '70 e di nuovo con la Verve nell’ultima decade della sua vita.
Cominciò presto a collaborare con l’arrangiatore/direttore Claus Ogerman, i cui sottili, carezzevoli, occasionalmente umorali arrangiamenti diedero ai suoi dischi un’atmosfera indimenticabile. Quando la musica brasiliana attraversò la sua eclissi americana dopo gli anni '60, vittima della sovraesposizione e della rivoluzione rock, Jobim si ritirò ancor più dietro le quinte, concentrando maggiormente le energie nelle colonne sonore per cinema e TV in Brasile. Ma dal 1985, quando l’idea di una musica mondiale ed una seconda ondata brasiliana avevano preso piede, Jobim ricominciò a girare in tournee con un gruppo che comprendeva la sua seconda moglie Ana Lontra, suo figlio Paulo, e sua figlia Elizabeth oltre a vari amici musicisti. Al momento dei suoi ultimi concerti in Brasile nel Settembre 1993 ed alla Carnegie Hall nell’Aprile 1994 (entrambi pubblicati dalla Verve), Jobim ricevette alla fine il riconoscimento universale che meritava, ed una pletora di album tributo e concerti seguirono la sua improvvisa morte per attacco cardiaco a New York City. La reputazione di Jobim come uno dei grandi Autori del secolo è ora certa.

La copertina
dell'album Wave