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Wraj Firmino
"Arsenio"

Comincio a suonare il piano all’età di cinque anni, a causa di un errore di lettura: un cartello sulla porta di una stanza misteriosamente sempre chiusa nella scuola privata che frequentavo reca la scritta “Musica”; il sottoscritto, invece, leggeva “Mischia”. Attratto dalle maschie prospettive del gioco del rugby (la mischia è una fase di gioco del suddetto), pianto una solenne tignata per iscrivermi al corso. Mio padre, saggio, essendosi accorto che già da due anni leggevo la musica, insegnatami da mio nonno tipografo musicale, tace la drammatica verità e mi iscrive. Grande fu la delusione provata quando, varcata finalmente l’arcana porta, invece di uomini muscolosi impegnati a prendersi a botte, ho visto solo un immobile pianoforte a coda e una suora, questa sì muscolosa e massiccia, sorridente, anzi, ghignante e bramosa di sbranare la giovane preda. Che sia da allora che detesto le pinguine?
Comunque, comincia questa avventura che prosegue tutt’oggi, il che significa, sbirciando la carta d’identità, che sono ben qurantatre anni!
Taccio tutte le tappe minori, e ricordo solo le pietre miliari.
Nel 1969 il mio primo festival del jazz (da spettatore, che credevate?); in tre giorni la mia vita viene travolta da un gruppo di persone che rispondevano ai seguenti nomi: Sarah Vaughn, Thelonius Monk, Dizzy Gillespie, Duke Ellington….per andarli a vedere ho quasi rischiato il linciaggio in casa mia, ma vi giuro che ne è valsa la pena!! Gli anni successivi i signori sono stati raggiunti da Miles Davis, B. B. King, Count Basie, Art Blakey, Kenny Clark, Charles Mingus, Sun Ra, The Art Ensemble Of Chicago, Art Pepper, e tanti altri ancora….
Al jazz seguono in fretta tanti concerti di musica classica, Mstislav Rostropovich, Lorin Maazel, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Martha Argerich, Carlo Maria Giulini, Dino Asciolla, e la lista continua…
Poi, pop internazionale di qualità, musica etnica di tante provenienze, new age, quella buona, non i giri di do con sovraincisi gli sciacquoni!, musica d’autore italiana, di ogni epoca, progressive music e finalmente l’ultimo, grande, attuale amore: la musica caraibica, brasiliana (che genio Chico Buarque De Hollanda!), cubana.
Queste sono le mie fonti musicali principali, ciò che ho sempre ascoltato e che ha arricchito la mia vita e la mia musica.
E nel frattempo?
Oltre al piano, che resiste tutt’ora, faccio sporadici tentativi con altri strumenti (sax contralto, basso, flauto) e con il canto: tutti vicoli ciechi.
Infine, da qualche anno, ecco giunte le percussioni! Timbales, surdo, pandeiro, tamborim, agogo, campane varie, maracas, caxixi, triangolo, guiro, palito, apito, e altre piccole percussioni. Wow, el ritmo!
Ho suonato in tanti gruppi diversi, suonando tanti generi differenti (jazz, canzone d’autore, gospels, spirituals, musica brasiliana, musica per teatro, liscio….) e divertendomi sempre.
Ho fatto il musicista professionista per qualche anno, suonando in orchestre varie in diversi spettacoli teatrali e comici, in spettacoli itineranti nelle discoteche di mezza Italia, in locali da ballo e club di tutta Italia centro-settentrionale.
Ho diretto a varie riprese per circa vent’anni il coro gospel Spirituals Ensemble, dove ho conosciuto la quasi totalità dei componenti dell’attuale gruppo Stone Flower Orchestra.
Poi, come già scritto da altri colleghi, a febbraio del 2004 siamo usciti dal coro e abbiamo formato la Stone Flower Orchestra, per sperimentare nuove formule musicali, nuovi repertori, nuove sonorità.
Sono compositore, fra gli altri miei lavori alcuni gospels originali scritti per il coro, uno dei pochi direttori di coro italiani a farlo, musiche per spettacoli teatrali, canzoni, brani jazz
Sono arrangiatore, ho diretto per tre anni un’orchestra swing per la quale scrivevo arrangiamenti originali di brani della tradizione jazzistica, ma sono arrangiatore anche di gospels, canzoni, colonne sonore per spettacoli vari e per video…
Ho anche lavorato come consulente musicale per vari prodotti di video d’arte, aziendali ed educativi…
Per la Stone Flower Orchestra suono le percussioni, scrivo arrangiamenti e, in futuro, aggiungerò composizioni originali (sento che stanno ribollendo)…

Wraj ci ha lasciati per sempre.

Vogliamo ricordarlo con le parole che lui stesso aveva scritto per la propria biografia musicale per questo sito. Perchè chi ha avuto la fortuna di averlo come amico possa ricordarlo nei momenti sereni della sua più grande passione: la musica. Ci hai dato tanto come amico e come musicista. Ricorderò sempre la tua mano che dirigeva battendo gli ottavi, con quelle dita grosse e corte che non pensavi potessero suonare un pianoforte. Eppure, quando sfioravi i tasti bianchi e neri, sapevi creare armonie meravigliose. E voglio ricordarti come nel giorno in cui ti ho conosciuto, quando arrivasti con quell'improbabile eskimo verde (già ne sono passati di anni...) da cui usciva il tuo faccione tondo coi capelli a spazzola ed il sorriso sempre sulle labbra.

Addio vecchio amico!!

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